CHI METTERÀ LE MANETTE ALL’EVASORE JOHN ELKAN?

Manette ai grandi evasori è il grido di battaglia di Di Maio, combattere gli evasori il programma del governo "giallo rosso". La FCA ha truffato il fisco per miliardi ma tutti fanno finta di niente, sono grandi padroni e non si possono toccare.

Manette ai grandi evasori è il grido di battaglia di Di Maio, combattere gli evasori il programma del governo “giallo rosso”. La FCA ha truffato il fisco per miliardi ma tutti fanno finta di niente, sono grandi padroni e non si possono toccare.

I soliti noti (operai e semplici lavoratori) non scappano al fisco che, puntuale come un orologio svizzero, ritiene alla fonte direttamente le tasse dalla busta paga.
Naturalmente oltre alle tasse da reddito da lavoro (IRPEF) esistono una miriade di tasse che pendono sul capo dei normali lavoratori. Imu: Imposta Municipale Unica che si paga sul possesso della casa. Addizionale regionale: tassa che è parte dell’IRPEF, variando da regione a regione. Tari: imposta sulla raccolta dei rifiuti. Addizionale comunale che analogamente a quella regionale è una imposta che ha le stesse caratteristiche di quella regionale e colpisce il reddito.
A tutte queste tasse, che colpiscono appunto gli operai e i lavoratori dipendenti, è impossibile sfuggire, l’occhio vigile delle agenzie delle entrate scruta in modo attento e insensibile tutte le buste paga, conteggiando sino all’ultimo centesimo le tasse che vanno versate nelle casse dello Stato, senza sconti e senza appello. Ma l’occhio guardingo del fisco, quando si tratta di valutare le entrate dei padroni e dei possidenti, guarda caso è meno guardingo e meno attento del solito.
Al fisco italiano FCA (Fiat Chrysler Automobiles, la vecchia Fiat per intenderci) deve un ammontare di tasse non pagate pari a circa 1,3 miliardi di euro per aver sottostimato di 5,1 miliardi il valore per l’acquisizione di Chrysler avvenuta nel 2014. Ma l’agenzia delle entrate che ha rilevato il debito che FCA ha nei confronti del fisco è stata già da subito pronta e propensa ad avviare un negoziato per consentire ad FCA di ridurre il debito nei confronti del fisco italiano e, come scrive il Corriere della Sera: «le cifre citate possono essere soggette ad ulteriori limature». Addirittura FCA ha fatto sapere che : «Non condividiamo affatto le considerazioni contenute in questa relazione preliminare e abbiamo fiducia nel fatto che otterremo una sostanziale riduzione dei relativi importi».
Ma i poveri comuni mortali a cui viene trattenuta L’IRPEF alla fonte possono anche loro da domani usufruire dello stesso trattamento che il fisco riserva ad FCA? Possono, operai e lavoratori, chiedere all’agenzia delle entrate di negoziare le proprie tasse come sta facendo FCA? Ma manco per nulla! Lo Stato borghese è un’efficiente creatura dei padroni, i quali ne dispongono a proprio uso e consumo, e sia le leggi che tutte le normative che ne regolano il funzionamento sono fatte apposta per consentire ai padroni di utilizzare lo Stato e le sue strutture come meglio credono, arrivando a sottomettere anche quegli apparati dello Stato preposti a riscuotere tasse e tributi per il funzionamento dello stesso Stato.
Qualche giornalista manettaro, sempre pronto a condannare i poveri che non rispettano le leggi e che, magari per la necessità di sopravvivere, sono costretti a commettere piccoli reati, di fronte alla tracotanza di FCA, ha forse denunciato il misfatto della famiglia Agnelli-Elkan?
Neanche per sogno, di fronte alla potente FCA tutti gli scribacchini di regime abbassano subito lo sguardo e, le loro penne accusatrici smettono di scrivere giudizi negativi. Nel migliore dei casi si comportano, se non proprio da veri e propri cortigiani, come semplici cronisti “sportivi”. Il Corriere della Sera ad esempio scrive : «emerge una controversia tra il gruppo e il fisco». La chiamano una semplice controversia, non una vera e propria truffa ai danni dello Stato. Una semplice controversia, come se fosse una discussione da bar per un rigore negato durante una partita. Prevedendo, tra l’altro, che il fisco conceda a FCA uno sconto consistente: «i negoziati potrebbero aver significativamente ridotto l’importo del prelievo». Un suggerimento, nemmeno troppo velato, ai responsabili del fisco, dato il peso che ha il Corriere della Sera nell’orientare giudizi e opinioni.
Ma ancora più servile nei confronti di FCA è il Tempo (giornale romano) che accusa lo Stato di spolpare le aziende. Scrive a tale proposito un’esimia firma di questo quotidiano: «l’osso da spolpare, è la FCA» e ancora «Ora provano a spolpare FCA». Come se lo Stato ed i padroni non abbiano spolpato operai e lavoratori dipendenti per interi decenni, ma evidentemente lo spolpamento degli operai e dei lavoratori per questo signore è questione dovuta.
D.C.

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