COMPLICITÀ “VERA” FRA IL PADRONE E LA UILM

Più collaborano col padrone e più devono scrivere, 6 volte in un breve comunicato, che loro stanno facendo una vera azione sindacale. E’ veramente così,  vendere e ricattare le operaie è  la sola azione sindacale che sanno veramente fare.

Più collaborano col padrone e più devono scrivere, 6 volte in un breve comunicato, che loro stanno facendo una vera azione sindacale. E’ veramente così, vendere e ricattare le operaie è la sola azione sindacale che sanno veramente fare.

La Fiat-FCA per fare maggiori profitti si rifornisce di vari componenti e cavi elettrici da paesi lontani. In questi paesi agli operai, anch’essi sfruttati e alle dipendenze di altri padroni, viene dato un salario che, come per noi, serve appena per sopravvivere, ma che è più miserabile del nostro anche perché in quei paesi il tenore di vita degli operai è più basso. La Fiat sfrutta le differenze nazionali dei salari, tolto il guadagno dei padroni di questi operai realizza per se anche un sovraprofitto.
Una delle aziende rifornitrici dei cavi elettrici della Fiat-FCA è la Yazaki. Quando i cavi elettrici arrivano in fabbrica alcune volte necessitano di modifiche, di recuperi su rotture accidentali ecc… Per questo da anni la Yazaki con il metodo dell’appalto ha assegnato i lavori del controllo, del recupero degli eventuali difetti e guasti dei cavi a Melfi alla ex Logistica Meridionale, attualmente Logistica Cassino, che impiega degli operai da anni specializzati per questi interventi.
Questi operai da pochi mesi, insieme a tanti altri operai nelle loro stesse condizioni e occupati nella logistica, qualificati e a tempo indeterminato, sono stati costretti dal padrone a licenziarsi per procedere subito dopo, da parte dello stesso padrone, ma con una ditta formalmente diversa, alla loro riassunzione con contratti di apprendistato. Questo è servito anche per beneficiare degli incentivi e degli sgravi previdenziali previsti per l’apprendistato.
Il padrone, con la complicità della Uilm, inoltre, ha fatto firmare alcuni mesi fa agli operai una conciliazione nella quale si stabilisce che in cambio di solo mille euro, essi rinunciano ad impugnare il licenziamento e ad avere tutto quello che eventualmente avanzavano, a questo si aggiunge anche che attualmente neanche il Tfr è stato ancora pagato loro, compresa quella parte che in termini di imposta andrebbe allo Stato.
Agli operai è stato detto che l’operazione, rivelatesi una fregatura, serviva per migliorare le cose e per continuare a lavorare. In questa operazione di fregatura colossale per gli operai, solo alcuni operai non hanno accettato.
Non è passato neanche qualche mese che il padrone Yazaki, non si sa ancora bene per quale motivo, ha rescisso provvisoriamente l’appalto con la ex Logistica Meridionale, attualmente Logistica Cassino, per assegnare lo stesso lavoro ad altro padrone, spingendo la Logistica Cassino a licenziare 6 operaie. Come ha affermato la Fiom in un comunicato del 19 novembre 2019.
I sindacati Uilm e Fismic, che avevano promesso agli operai che le cose sarebbero andate meglio, per salvare la faccia dopo il licenziamento delle operaie e per evitare la ribellione anche degli altri operai, sono stati costretti ad intervenire (chiedendo anche a Fiat di fare qualcosa). Con un comunicato sindacale del 20 novembre 2019, in cui per ben 6 volte, ripetono che le loro sono azioni sindacali “vere” e non finte, dicono che i licenziamenti sono rientrati e accusano velatamente la Fiom di continuare a gridare al vento.
Le operaie dopo questa azione intimidatoria avranno ancora più timore di chiedere qualsiasi cosa, compreso il Tfr ancora non ricevuto, e alcuni operai sotto lo stesso padrone, dopo quest’altra porcheria, per far quadrare i conti di padroni e padroncini sono stati comandati ad andare a lavorare a Torino.
E’ un progetto comune quello fra il padrone e la Uilm, che in modo viscido con il ricatto del licenziamento e di perdere così il basso salario che hanno, impone agli operai di tutto, compreso il tesseramento a un sindacato venduto e voluto dal padrone. Se gli operai potessero parlare liberamente, senza che questo fosse causa di licenziamento, verrebbe subito a galla la verità e non servirebbe a nulla che la Uilm e la Fismic ripetessero anche cento volte nei loro comunicati la parola “vero”. Liberarsi delle paure e unirsi nella lotta, è l’unica possibilità che gli operai della logistica hanno di cambiare questa situazione.

Crocco, operaio di Melfi

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