OPERAI DOBBIAMO CAMBIARE STRADA

Messaggio distribuito ai cambi di turno alla FCA di Pomigliano, Melfi e Pratola Serra. Prossimamente sarà distribuito alla Whirpool di Napoli e alla FCA di Cassino.

Messaggio distribuito ai cambi di turno alla FCA di Pomigliano, Melfi e Pratola Serra. Prossimamente sarà distribuito alla Whirpool di Napoli e alla FCA di Cassino.
Il messaggio completo conteneva anche il programma del partito operaio che abbiamo già pubblicato il 19 Ottobre 2019

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Operai dobbiamo cambiare strada

Su ogni questione dobbiamo dire la nostra
Ogni movimento di lotta deve essere deciso e gestito da noi
Un solo passo è oggi assolutamente necessario, fondare un nostro partito, il partito operaio

Sulla fusione FCA–PSA
La fusione tra PSA e FCA, o per meglio dire, la vendita della FCA ai francesi, porterà nelle tasche degli azionisti FCA 5,5 miliardi di euro di premio, di cui buona parte andranno nelle tasche della famiglia Agnelli. E per il nuovo gruppo si prevede un utile di 11 miliardi l’anno di cui metà toccherà agli azionisti FCA.
Per gli operai le cose sono un po’ diverse. Gli stabilimenti italiani già lavorano con metà degli operai occupati. In Europa i due gruppi hanno diversi doppioni. In PSA ci sono Citroen, la tedesca Opel oltre a Peugeot. La “fusione” prevede 3,7 miliardi di risparmi annui per l’eliminazione dei doppioni. Anche gli analisti del settore più ottimisti prevedono “tagli agli impianti e all’occupazione nel medio e lungo periodo.”
Per gli stabilimenti che sopravvivranno ai “risparmi”, le condizioni di lavoro saranno peggiori. Già abbiamo un esempio della “unità” tra PSA e FCA in Italia, la Sevel di Val di Sangro, lo stabilimento dove si producono i furgoni, la fabbrica più produttiva d’Italia. I turni di lavoro sono disumani, si lavora notte e giorno. Il sabato è diventato giornata di lavoro ordinaria. Anche andare al cesso è un problema e capita di farsela addosso, perché ti vietano di andare in bagno. Ma anche il modo di lavorare alla Sevel per i padroni non basta. E’ di questi giorni la notizia che proprio PSA trasferirà la produzione di 100.000 furgoni in Romania.
Sulla vicenda whirpool
Prima la vicenda Whirlpool, dove i padroni hanno scelto a tavolino di chiudere lo storico stabilimento di via Argine perché potevano fare più profitti in Romania, chiusura per ora sospesa, ma non ritirata, fino a marzo prossimo, fregandosene degli oltre 400 operai e altrettanti dell’indotto. Poi il caso dell’Ilva di Taranto dove, dopo anni di inquinamento, incidenti sul lavoro e avvelenamenti di operai, oggi la Arcelor Mittal, decide di chiudere se i politici non le concedono libertà totale di uccidere per il profitto e la possibilità di mettere fuori oltre 4000 operai. Ora la stessa cosa si prepara alla FIAT. Gli azionisti si riempiono le tasche e gli operai vanno in miseria.
La verità della nostra situazione
Lavoriamo meno di 20 minuti al giorno per produrre l’equivalente del nostro salario giornaliero, tutto il resto va ai padroni. Ma i padroni non si accontentano mai. Ci consumano il corpo e la mente con ritmi impossibili e con poche pause in cambio di quattro soldi. Ma anche questa vita di merda non è più sicura. Il sistema dei padroni non è più neanche capace di assicurarci una vita da schiavi.
I partiti dei padroni grandi e piccoli
I partiti sono tutti al servizio dei padroni. Compresi i 5 Stelle. Cercano di trovare soluzioni alle crisi aziendali sempre salvaguardando prima di tutto i profitti. Ci mettono un po’ di denaro pubblico per incentivare i padroni a tenere aperti gli stabilimenti e per accompagnare gli operai espulsi verso la disoccupazione con un po’ di cassa integrazione e ammortizzatori sociali. La maggior parte dei sindacalisti ci devono convincere che questa è l’unica strada, questo è il loro ruolo perché vivono anch’essi senza lavorare su quello che noi operai produciamo. E’ arrivato il momento di organizzarci in proprio, come operai.
Gli operai del partito operaio
Operai di Pomigliano, Milano, Melfi, Bergamo hanno cominciato a farlo senza più delegare a quelli che non sono in fabbrica la difesa dei loro interessi e si sono organizzati come Partito Operaio. Rappresentano un’avanguardia, ma combattiva. Tra essi ci sono i compagni dell’INNSE di Milano che con la loro lotta memorabile sono riusciti a tenere aperta la fabbrica, unico caso in Italia. Ci sono gli operai che a Pomigliano si sono ribellati alle ristrutturazioni, agli aumenti dei ritmi, e che per le proteste contro i suicidi a Nola sono stati licenziati. Ci sono compagni della FCA di Melfi e dell’indotto protagonisti della lotta dei 21 giorni. La stessa lotta contro le ristrutturazioni non può essere portata avanti in modo conseguente senza un’organizzazione energica e determinata degli operai sul terreno politico. E’ il momento! Gli operai che già stanno ragionando su quello che diciamo, devono cominciare a muoversi e a organizzarsi.
PARTITO OPERAIO
PER CONTATTI: partito.operaio@gmail.com

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