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ven, 27 gen @ 17:13
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Gli operai Jabil contestano il mandante Nokia a casa sua.
Pubblicato in:: Numero54-12
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Caro Operai Contro
Nokia Siemens aveva convocato i lavoratori in assemblea gestita dai massimi
responsabili, per parlare di “banda larga” e di riorganizzazioni.
La “banda larga” è la torta sulle telecomunicazioni che la Regione Lombardia lancia,
finanziando le imprese con 80 miliardi di euro.
Il meeting si teneva nello stabilimento di Nokia, a pochi chilometri dallo
stabilimento di Nokia Siemens di Jabil. Ma all'improvviso gli operai licenziati da
Nokia e da Jabil, che occupano la fabbrica da un mese e mezzo, con un presidio sui
cancelli da oltre i 6 mesi, sono piombati a ridosso delle vetrate della sala,
rivendicando lavoro sulla banda larga che Nokia vuol mandare altrove per vendere
l'area.
Impossibilitati a continuare l'assemblea per il frastuono che veniva dall'esterno e
gli improperi che attraversavano anche lo spessore della grande vetrata, i vertici
della Nokia, hanno dovuto accettare di incontrare subito una delegazione della RSU
della Jabil. Finora aveva rifiutato qualsiasi incontro con la motivazione che quelli
di Jabil sono operai di un'altra società.
In serata poi è arrivata la convocazione dal Prefetto per lunedì 30 gennaio con
Nokia, Jabil, RSU Jabil, Provincia e Regione Lombardia.
Il primo incontro dopo che le aziende si erano sempre rifiutate di incontrare le RSU
Jabil, in qualsivoglia sede istituzionale.
Saluti dal presidio Jabil.
Per sostenere la lotta degli operai Jabil.
CC IBAN IT 28 S 0312732860000000000331 causale presidio Jabil.
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Operai Contro
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ven, 27 gen @ 14:03
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IL SEGRETARIO GENERALE FIOM LECCO FIRMA ANCHE PER LA CISL
Pubblicato in:: Numero54-12
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Ha davvero dell'incredibile, ora si tratta di documenti innegabilii e firmati, se
qualcuno pensava ci fossero delle differenze, siamo ormai alla fusione, il piatto è
servito, in un'azienda (Fomas di Cernusco) il Segretario Generale (Riva Diego) impone
l'assemblea sindacale agli unici e soli due delegati Fiom che non la volevano, tra
l'altro in un'azienda dove sono tutti iscritti alla Fiom (e non c'è nemmeno un
iscritto alla CISL) addirittura firmandola a nome della FIM CISL e della FIOM CGIL,
mai si era visto, ora è ufficiale, il Segretario Generale della Fiom Lecco firma ed
indice assemblee sindacali anche per conto della CISL, è ufficiale, presto a LECCO un
congresso, la presentazione del nuovo logo ed il nuovo nome della neo nata sigla
sindacale FIM-FIOM, ma cosa aspetta la Cgil Nazionale a commissariare sti farabutti
che giocano con i soldi dei tesserati di Lecco?
B.A.
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Operai Contro
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ven, 27 gen @ 09:49
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SENATORE CASTELLI NON ROMPERE I COGLIONI
Pubblicato in:: Numero54-12
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Castelli, il senatore della Lega di Bossi,ha abbandonato la trasmissione di
Santoro.
Un operaio sardo gli aveva detto di non rompere i coglioni.
Operai i politici di tutti i partiti sono dei parassiti al servizio dei padroni.
Operai, i politici non devono rompere i coglioni.
Operai, basta con le farse dei dibattiti democratici.
Operai, prendiamo a calci nel culo i politici di tutti i partiti
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Operai Contro
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ven, 27 gen @ 09:31
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CONTINUA IL BLOCCO DEI TIR
Pubblicato in:: Numero54-12
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Il sole 24 ore, quotidiano dei padroni e portavoce del governo Monti, è
preoccupato:
"Sembra un film di tempi lontani, l'Italia ostaggio dei Tir, a corto di benzina,
frutta e verdura, dei beni che scarseggiano.
Era il 1995, Francia, un Paese paralizzato per settimane dallo sciopero dei
camionisti e anche della funzione pubblica e delle grandi aziende come France
Télécom, La Poste, Edf. Tutti contro la riforma del welfare. Ieri in Italia ci sono
stati arresti, scontri dei pescatori con le forze dell'ordine davanti alla Camera.
I blocchi resistono soprattutto al Sud e l'agricoltura siciliana è già in ginocchio.
Possiamo permetterci tutto questo? Può un Paese che si sta faticosamente liberando
dal giogo dello spread e dal suo meccanismo perverso che rende difficile il credito
alle imprese «bruciare» almeno 200 milioni al giorno con questa ondata di disagi? "
I padroni italiani, i veri sponsor del governo Monti sono preoccupati, Arresti e
manganellate non fermano lo sciopero. Accuse di infiltrazioni mafiose da parte dei
giornalisti e silenzio stampa non servono.
Dopo Fiat anche Coca-Cola Italia è costretta a fermare la produzione negli impianti
di produzione italiana di Marcianise (Caserta) e Rionero in Vulture (Potenza).
La Fiat di Cassino è al terzo giorno di fermo consecutivo. E, secondo una denuncia
della Coldiretti, «sono almeno centomila i lavoratori impegnati nella raccolta, nel
confezionamento, nel magazzinaggio e nella trasformazione dei prodotti alimentari
deperibili come i fiori e la frutta e la verdura che non hanno potuto recarsi al
lavoro a causa del blocco alla circolazione.
Cazzo i padroni della Coldiretti denunciano un attacco ai loro profitti e chiedeno
l'intervento dei mazzieri statali.
Patetica la segretaria della CGIL: I camionisti dovrebbero smetterla e chiedere un
tavolo per CGIL-CISL-UIL.

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Operai Contro
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ven, 27 gen @ 09:14
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IL GRANDE BLUFF
Pubblicato in:: Numero54-12
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Ecco che vengono al pettine i veri nodi dello scontro Fiat CNH-Licenziato.
il 20 gennaio 2012 il giudice del lavoro emette sentenza di reintegra dell'operaio.
il 21 gennaio 2012 la fiat non reintegra fisicamente l'operaio in fabbrica.
E' costretta per adesso a pagare le mensilita' ,di qui in avanti, ma non accetta la
prestazione lavorativa. (si riserva di ricorrere al grado successivo). Ma come
Marchionne non aveva lagnato l'impellenza di "recuperare" produttività, e paga a casa
l'operaio? Non vuole l'operaio in fabbrica? ma come? ha fior di "delegati" che
possono girare indistrurbati nei reparti a controllare gli operai, non bastano? (nel
decreto marchionne c'e' anche questo solo i firmatari cioè fim-uilm-fismic-ugl
possono avere permessi sindacali tutti gli altri no).
Ecco come si apre il muro di menzogne, sottili e grossolane, che erano state erette
contro l'operaio Ficiarò Francesco.
Altro che operaio "riottoso" che "la mette in politica" per i suoi affari, maleducato
ecc ecc.
La Fiat continua a cercare di tenerlo "isolato" dai suoi 1000 compagni di lavoro
della Fiat trattori, questo il senso della questione, la Fiat ha paura dell'
influenza sindacale e politica di cui è portatore Francesco. La Fiat non si fida
neanche dei suoi servi per tenere schiacciati gli operai, ha bisogno come l'acqua di
tenere diviso Francesco dalla fabbrica. Di qui la sua forzata "esclusione" a fronte
di una sentenza di un tribunale dello stato italiano.
Questo fatto la dice lunga sul "pericolo" e sulle possibilità concrete che hanno gli
operai nel momento della crisi del sistema del padrone. Se gli operai in piu' forte
numero dentro le fabbriche si organizzassero e si decidessero a combattere fino in
fondo contro il sistema di potere del padrone e lo sfruttamento intensivo, non ci
sarebbe forza per fermarli...
...operai come Francesco sarebbero già "reintegrati" e messi alla testa delle lotte
che si prefigurano.
Ma la crisi lavora con metodo, sarà evidente molto presto a tutti e si porra' rimedio
con i fatti a queste meline che gli permette la legge. Sara' ora che gli operai in
Fiat entrino in scena!!!
OPERAI CONTRO
SEZ. MODENA
26-1-2012
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Operai Contro
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ven, 27 gen @ 09:08
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USA, AUMENTA LA DISOCCUPAZIONE
Pubblicato in:: Numero54-12
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In USA la disoccupazione aumenta.
+ 21000 disoccupati porta il totale a 370 mila.
Questo senza contare gli americani che non cercano più un lavoro.
I tifosi americani e italiani del criminale di guerra Obama si sgolavano a dirci che
in america ormai c'era la ripresa.
L'unica ripresa è quella dei licenziamenti

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Operai Contro
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ven, 27 gen @ 08:49
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NO TAV, GLI ARRESTI NON FERMERANNO LA PROTESTA
Pubblicato in:: Numero54-12
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da Peacereporter
Angelo Miotto
Il blitz all’alba, gli arresti, la reazione dei NoTav. Manifestazioni e fiaccolate,
mentre per sabato è previsto corteo a Torino, e gli incontri con gli studenti di
tutta Italia in Valsusa. L’operazione di questa mattina è stata definita come un vero
e propio attacco contro il Movimento. E da domani mattina la grande stampa riprenderà
il tema dello scontro e della violenza, offuscando i motivi di una resistenza che
dura da 22 anni nella Valle, contro il progetto dell’Alta velocità.
Massimo Zucchetti, professore al Politecnico di Torino è consulente scientifico per
la comunità montana della Valsusa. E milita da anni nel Movimento No tav.
Professore, come legge gli arresti di oggi?
Le valutazioni che possiamo fare andranno confermate con tutti i dati degli
arrestati. È una operazione che nell’ambito di noi NoTav, noi che siamo molto diversi
fra di noi e che oggi ci sentiamo uniti di fronte a questa stupida repressione, era
attesa. Casualmente è partita quando il consenso verso il movimento sta crescendo in
maniera netta nel resto del paese. Ci sono iniziative come le visite degli studenti
di tutta Italia che sabato e domenica verranno in valle per capire le nostre ragioni.
Per fatti successi a giugno e a luglio adesso come un fulmine a ciel sereno vengono
arrestate persone che se non ci fosse un po di presunzione di intelligenza, persone
scelte un po a caso.
Ricordiamo a Genova, luglio 2011, quando i No Tav erano i più applauditi e
il segmento più partecipato. Una lotta che rappresenta una bandiera di un movimento.
Si vuole colpire questo movimento, queste pratiche politiche?
Sì. Il movimento è presente da 22 anni. Questo urgentissimo progetto assolutamente
necessario è da 22 anni in fase di studio. Negli ultimi anni ha assuntola
caratteristica di movimento dei movimenti. Ci sono questi fenomeni molto belli di
democrazia partecipativa in valle gente che non ha mai fatto attività politiche, che
partecipa e decide in maniera democratica. Tutto questo è fastidioso per questa
congrega che lega il PD e il Pdl che ha promesso una serie di prebende e azioni
legate all’attuazione di questo progetto inutile dannoso e vecchio, adesso la terra
manca sotto i piedi perché la verità sale inesorabilmente a galla e cercano in
qualche modo di salvare il salvabile e le loro tangenti. Ma questo non si fa con
azioni poliziesche, Non funziona.
Repressione, violenza e un dibattito che in Italia stenta a essere
affrontato: una resistenza comporta un conflitto con gradi diversi di opposizione, Ma
in Italia si parla subito di ‘terrorismo’. Lei è frequentatore della Valle, che ne
pensa?
È un processo strano. In qualche modo si cerca guardando il dito che indica la luna
non guardare la luna. Un processo di resistenza di fronte a una valle militarizzata e
all’imposizione di procedure fasulle perché non esiste un cantiere, ma una base
militare, le modalità di lotta non violenta comportano anche il non dare fastidio, se
no che lotta sarebbe. Le faccio un pio di esempi. Hanno arrestato Tobia Imperato
vecchio anarchico incapace di dare fastidio a una mosca, sempre con la sua bandiera
nera e autore di un bellissimo libro “Le scarpe dei suicidi”, che racconta in maniera
netta la vicenda di Sole e Baleno, suicidati in carcere nel 98 dopo che si pensava
che fossero degli anarcoterroristi No Tav.
E dentro è finito anche Guido Fissore, il consigliere comunale di Villarfocchiardo,
noto in tutta la valle per essere un non violento pacifista che cercava sempre di
tenere a bada le vaire intemepranze dei giovani. Un signore nato nel 1945. Gli è
stata sequestrata in casa la sua stampella. Perché in uno degli eventi o il 27 giugno
o il 3 luglio, Guido cercava di fare barricata con il suo corpo grosso e cin la
stampella perché recentemente operato. Ha respinto lo scudo di uno dei poliziotti con
la stampella ecco “l’atto di violenza grave e uitlizzo di arma improrpia’. Per questo
sta in carcere. Ci siamo chiesti fra noi No Tav, docenti, non docenti, persone
normali. Se lui è finito in carcere allora possiamo finirci tutti.
Ma le diranno che c’è stata guerriglia nei boschi.
Io ritengo che in un movimento che fa opposizione e che si trova a doversi scontrare
anche con le forze dell’ordine e con ordinanze che prevedono senza motivi di impedire
accesso a cittadini in territorio pubblico possono succedere delle cose. Sono atti
ritualizzati, non è una guerra. La polizia non ha usato proiettili di gomma ok veri.
Non è una guerra. È una sorta di azione di opposizione, ritualizzata da una parte e
dell’altra. Le sassaiole come si vede su youtube erano da una parte e dall’altra. Gli
atti violenti da ambo i lati. Non me ne stupisco. Quando si è in mezzo ai lacrimogeni
e ici si trova nei boschi si cerca di passare un cancello, nonostante l’azione di
persone come Perino, come Imperato, che cercano di moderare e immagino anche
dall’altra parte, si rischia di inciampare. Ma non vedo come questo debba essere il
punto di cui discutere. Il punto è un altro. Devono andare via perché è un progetto
inutile. Quando andranno via non ci saranno più problemi.
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Operai Contro
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ven, 27 gen @ 08:43
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GIORNATA DELLA MEMORIA
Pubblicato in:: Numero54-12
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Per non dimenticare
Ripubblichiamo un servizio fotografico relativo allo sterminio degli ebrei in Europa
e quello dei palestinesi di Gaza.
EBREI E PALESTINESI
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Operai Contro
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gio, 26 gen @ 22:54
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FICIARA\' DEVE RIENTRARE AL SUO POSTO DI LAVORO
Pubblicato in:: Numero54-12
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Il tribunale ha dato ragione a Francesco, pubblichiamo in allegato l'ordinanza del
giudice.
La FIAT deve farlo ritornare al suo posto di lavoro.
Francesco deve essere effettivamente reintegrato.
La FIAT finge di accettare la decisione del tribunale: paga il salario a Francesco ma
non vuole che ritorni in fabbrica.
La FIAT esonera Francesco dall'attività lavorativa.

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Operai Contro
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Allegato:ordinanza Ficiarà.pdf
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gio, 26 gen @ 12:39
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MILANO DA BERE
Pubblicato in:: Numero54-12
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Caro Operai Contro
L'unico dato rassicurante nei palazzi del potere, è dovuto al fatto che il territorio
del Nord, è a basso rischio sismico. Ma il terremoto c'è stato. Per fortuna che
quello di ieri mattina è stato in forma leggera e non ha rischiato di mettere ancora
una volta sotto i riflettori lo stato in cui Bertolaso e soci hanno ridotto la
protezione civile.
Ieri nel centro di Milano in piazza Duomo si accalcavano, non solo vecchietti con
pensioni da fame, ma operai e lavoratori, licenziati, cacciati dal lavoro per
tutelare il sistema dei padroni.
Erano migliaia ieri i poveri emarginati, nel cuore di Milano, la capitale del
benessere, per prendere qualche uovo e un po' d'insalata, distribuita dalla
Coldiretti per farsi un pò di propaganda sulla miseria dei poveri cristi.
Un'altra fila sempre a Milano si è snodata per tutta la mattinata davanti al Monte di
Pietà, dove coppie di anziani e singoli, vendevano la vecchia moneta d'argento di 500
lire in cambio di 5 euro.
Siamo alla frutta.
Operai, le altre categorie stanno muovendosi. Anche noi dobbiamo farlo.
Saluti operai in lotta.
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gio, 26 gen @ 12:15
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UE, CRISI E DEBITO
Pubblicato in:: Numero54-12
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rassegna stampa
Prestiti bancari – I paesi in crisi accollano alla BCE nuovi miliardi di rischi
M. Brendel, J. Eigendorf, M. Greive e S. Jost
I rischi della BCE sono molto maggiori di quanto finora pensato: in particolare le
banche italiane prendono dalla BCE prestiti bancari garantiti dallo Stato.
o Da ottobre 2008 le banche possono prendere denaro in modo illimitato dalla BCE:
§ Funziona circa così: la BCE presta ad una banca ad un dato tasso, oggi è l’1%, per
un tempo determinato. In cambio, a garanzia, la banca deve depositare obbligazioni
presso la BCE.
Fino alla scoppio della crisi la BCE accettava come pegno solo titoli che le agenzie
di rating valutavano privi di rischio,
- dal crollo di Lehman Brother nel 2008, i ministri Finanze europei si sono basati
su prestiti bancari garantiti dallo Stato, che diviene così responsabile
ufficialmente di determinate passività di una banca. I titoli erano pensati come
mezzo per facilitare alle banche in crisi l’accesso al prestito prestiti presso
banche private.
Ora i titoli vengono usati dalle banche prive di liquidità come assicurazione per
procurarsi denaro dalla BCE.
- Ufficialmente la BCE ha acquistato titoli di Stato per €212MD; di fatto ha erogato
molto più denaro tramite il finanziamento delle banche
Secondo le ricerche di Welt am Sonntag, le banche di Grecia, Portogallo, Spagna,
Italia e Irlanda hanno emesso obbligazioni garantite dallo Stato di appartenenza per
€208,7 MD, è quasi come se le banche potessero stampare moneta da sole, dato che
emettono obbligazioni che presentano poi alla BCE; (la BCE non pubblica dati sui
prestiti bancari).
- Dal 20 dicembre 2011 banche italiane hanno emesso 29 obbligazioni per almeno
€49,7MD, con l’unico scopo di presentarle alla BCE, obbligazioni che non hanno
neppure un rating, obbligatorio per la vendita a investitori privati. A queste
obbligazioni si aggiungono altri 5 titoli, il cui valore non è noto.
- Le banche greche hanno emesso obbligazioni garantite dallo Stato per €50,9MD, per
gran parte nel 2011:
o nel solo novembre si sono aggiunte nuove obbligazioni di Alpha Bank, Piraeus Bank
e EFG Eurobank per €10,2 MD.
- Banche irlandesi: emesse obbligazioni per €28,7MD, che dall’estate sostituiscono
obbligazioni in scadenza.
- Banche spagnole: nel 2011 12 nuove obbligazioni, la più recente a dicembre, per
un volume complessivo di €67,3MD, sembra che non utilizzino però come garanzia i
titoli pubblici.
- Banche portoghesi: €12MD;
Banche slovene, €3,5MD.
- Di fatto i vari paesi potrebbero utilizzare il meccanismo per rifinanziare il
proprio deficit:
o Le banche emettono obbligazioni e le presentano presso la banca centrale, in
cambio vengono loro erogati degli euro, che esse possono re-investire ad esempio in
titoli di Sato del loro paese.
I paesi indebitati stanno di fatto stampando moneta? Finanziano in tal modo la
vendita dei loro titoli di Stato?
Se uno dei paesi in debito dovesse fallire, per il sistema dell’euro sarebbe in gioco
molto più denaro di quello che fanno pensare gli acquisti dei titoli di Stato, in
particolare per la Germania, in quanto maggiore erogatore di capitali della BCE.
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