ALMAVIVA: AUTOLICENZIAMENTI, bonus di 1000 euro

Redazione di Operai Contro, La società voleva licenziare 3000 lavoratori perché per l’azienda è diventato vantaggioso far svolgere l’attività in Albania o in Tunisia pagando molto meno i lavoratori che parlano italiano in quei paesi. Il sindacato ha trovato un accordo e canta vittoria. Peccato però che per i lavoratori ci sia poco da festeggiare. L’accordo raggiunto non è una novità, si tratta del solito mix di contratti di solidarietà, cassa integrazione e autolicenziamenti. Dietro i lavoratori che per le aziende e per i sindacati sono solo un numero ci sono famiglie che non possono guardare al futuro con […]
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Redazione di Operai Contro,

La società voleva licenziare 3000 lavoratori perché per l’azienda è diventato vantaggioso far svolgere l’attività in Albania o in Tunisia pagando molto meno i lavoratori che parlano italiano in quei paesi. Il sindacato ha trovato un accordo e canta vittoria. Peccato però che per i lavoratori ci sia poco da festeggiare. L’accordo raggiunto non è una novità, si tratta del solito mix di contratti di solidarietà, cassa integrazione e autolicenziamenti.

Dietro i lavoratori che per le aziende e per i sindacati sono solo un numero ci sono famiglie che non possono guardare al futuro con una minima serenità. Siamo certi inoltre che nel periodo in cui i lavoratori saranno in cassa il lavoro, che c’è e non manca, sarà portato avanti all’estero e che non tornerà mai più a Palermo Napoli o Roma dove si concentrano le maggiori sedi della società. Sedi che sono situate in posti dove i problemi occupazionali sono già enormi.

Anche questa volta i sindacati hanno svolto la loro attività per le aziende e non per i lavoratori; hanno svolto infatti una mera attività di intermediazione tra le parti sbandierandola come una vittoria dovuta alla mobilitazione dei lavoratori. Mobilitazione che è stata guidata e spenta dai sindacati. Quante lotte dovremo ancora vedere domate e spente dai sindacati che invece dovrebbero sostenerle e rafforzarle.

D.C.

 

da Palermomania.it

Non si placa la “bufera” sui lavoratori Almaviva. Se l’accordo da un lato ha evitato i 3mila licenziamenti annunciati, dall’altro ha certificato tali esuberi che, entro 18 mesi, dovranno essere affrontati e risolti, per evitare di tornare alla situazione vissuta fino a qualche settimana fa.

Per risolvere in maniera “non traumatica” la situazione, i vertici Almaviva hanno inviato ai dipendenti delle sedi in cui sono stati certificati gli esuberi (Palermo, Roma e Napoli), una lettere in cui si annuncia la possibilità di una “uscita volontaria” dall’azienda, attraverso un incentivo economico.

«In riferimento al recente accordo di solidarietà sottoscritto in data 31 maggio 2016 – si legge nella lettera – l’Azienda, al fine di continuare a gestire tali esuberi attraverso strumenti non traumatici, sta valutando la possibilità di agevolare eventuali uscite volontarie».

Chi volesse aderire potrà presentare l’istanza entro le ore 18 del 15 giugno 2016 e «coloro che ne avranno i requisiti, al termine del periodo di preavviso, contrattualmente previsto e lavorato, potrà accedere al trattamento Naspi (disoccupazione, ndr)».

Come detto, però, l’azienda offre un incentivo: «Al personale interessato è riconosciuto un incentivo pari a un importo complessivo lordo di mille euro, inclusivo di una somma a titolo di transazione generale novativa pari a 250 euro. L’importo sarà erogato insieme alle spettanze di fine rapporto».

«Nel caso dovessero arrivare un numero di domande maggiori a quelle gestibili  – conclude la nota – l’unico criterio che sarà applicato per individuare la numerosità dei lavoratori da inserire nella procedura di riduzione del personale sarà rappresentato dall’ordine cronologico di ricezione delle domande e del relativo posizionamento in graduatoria».

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