PMC MELFI, 150ESIMO GIORNO

“E’ il 150esimo giorno di presidio e siamo ancora a zero, non c’è ancora nulla, un giorno passa e ne arriva un altro, risultati concreti ancora non ne vediamo” (Da Basilicata24.it del 11 marzo 2026).

“E’ il 150esimo giorno di presidio e siamo ancora a zero, non c’è ancora nulla, un giorno passa e ne arriva un altro, risultati concreti ancora non ne vediamo” (Da Basilicata24.it del 11 marzo 2026).

Sono le 9 di mattina e Donato, con Giuseppe, Valerio, Luca e gli altri, al presidio, iniziano a scaldarsi ai primi timidi raggi di sole, dopo un autunno e un inverno duri da reggere. Da ottobre. Giorno e notte, pioggia e vento, al riparo con tenda e gazebo allestiti per ‘resistere’, ormai senza lavoro, davanti ai cancelli della Pmc, azienda dell’Indotto Stellantis (S. Nicola di Melfi).

Lottare arreca cicatrici, come è normale che sia, ma fortifica. “Si vocifera che un imprenditore è interessato a rilevare il capannone”, spiega Donato. Ed eccoci al tema che oggi interessa tutti. Ovvero l’incontro di domani (12 marzo) al Ministero delle Imprese, a Roma, coi sindacati di categoria, da cui dovrebbe emergere il nome dell’imprenditore disposto ad acquisire il capannone Pmc o comunque a “riconvertirlo”. La parola lavoro, legata a “riconversione” è il grande enigma da sciogliere. “Aspettiamo che finalmente esca il nome di questo imprenditore, ma comunque servono garanzie e non ce ne sono, visto che noi siamo 87, poi nelle riconversione potrebbero entrare anche i lavoratori Brose, come prospettato dai sindacati, quindi siamo una fetta molto ampia”.

Il fatto che possa esserci un nuovo “padrone” disposto a rilevare il sito non è quindi una garanzia di lavoro sicuro, in chiave futura, per tutti gli attori coinvolti. “Se è vero che c’è, quanti ne prenderà a lavorare, mancano delle chiare garanzie, speriamo ne arrivino domani”. Questi gli interrogativi che affollano i pensieri, oggi. In assenza di “garanzie”, dal tavolo di domani al Ministero delle Imprese, tutto resta in piedi, compreso il presidio. “Non solo continueremo il presidio – assicurano gli operai – ma faremo anche iniziative più forti”. E così la nuova primavera, a S. Nicola di Melfi, potrebbe iniziare a breve.

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