Lo stesso giorno dell’attacco all’Iran gli speculatori di guerra erano già al lavoro, liberi di aumentare i prezzi dei carburanti e dei generi di prima necessità. Il governo nega il coinvolgimento ma appoggia di fatto l’azione imperialista di Trump-Netanyahu. I primi a pagare sono i salari operai.
Caro Operai Contro, con l’attacco USA-Israele all’Iran, i prezzi dei carburanti alla pompa, in pochi giorni sono aumentati anche a più 50 centesimi al litro. Aumenti del tutto ingiustificati perché i carburanti sono della fornitura anteguerra, peseranno sul costo del trasporto fino ad un aumento generalizzato dei prezzi al consumo. Che già di per sé potrebbero risentire un contraccolpo per il forzato rallentamento del commercio internazionale.
Meloni non si è limitata a rimangiarsi l’abolizione delle accise, promessa nel famoso video pre-elettorale. Si è spinta ben oltre, rimangiandosi pure le promesse fatte da capo del governo.
Dove sono finite le misure sbandierate fin dal 2023, che all’insegna della trasparenza, diceva di intervenire sulle compagnie petrolifere per fermare ingiustificati rincari? Spronando la Guardia di Finanza a sanzionare anche i benzinai gestori delle pompe, che fanno la cresta ai prezzi?
Dov’è finita la “riforma” del settore annunciata dal 2024 dallo stesso governo? Si è fermato tutto all’esposizione del prezzo medio nei distributori, che non funziona certo da calmiere.
Tutte chiacchiere per scaricare i rincari, unicamente sulla filiera della distribuzione, mentre fu proprio il governo Meloni a non rinnovare il taglio delle accise, ereditato dal governo precedente.
Solo al sesto giorno dall’inizio della guerra e della relativa speculazione dei prezzi, i “melones” hanno convocato il Garante per la sorveglianza dei prezzi, denominato “mister prezzi”. Un organismo istituito dal governo Prodi 2 con la legge Finanziaria del 2008. Scappati i buoi, dicono che chiuderanno il recinto.
Meloni si comporta come se giocasse a nascondino. Per 12 giorni non si presenterà in aula a relazionare ufficialmente, come e perché il governo italiano sostiene nei fatti l’attacco armato di Trump e Netanyhau all’Iran
Diserta anche formalmente al suo compito di capo del governo di fronte a quella che chiama con una trombonata “nazione”; sfugge al dibattito parlamentare; si nasconde lasciando che siano i fatti reali a confermare il sostegno del governo italiano alla guerra di Trump e soci.
I precedenti governi Usa, riprendendo l’estrazione di minerali energetici per il consumo interno e per il mercato, (dal 2005 gas naturale, dal 2008 petrolio) hanno determinato una sovrapproduzione globale di questi minerali, dei quali ora Trump pretende di avere una sorta di “monopolio” sul mercato mondiale, imponendo con la guerra le condizioni ai paesi concorrenti, (l’Iran viene dopo il Venezuela) creando problemi anche ai paesi acquirenti di tali minerali, come Cina, Cuba, ecc. Questo è un motivo della guerra di Trump e dei suoi deliri d’onnipotenza.
Il connubio guerrafondaio di Trump con Netanyahu, serve a quest’ultimo a continuare in altri paesi dell’area, lo sterminio di palestinesi impunemente perpetrato a Gaza, mentre occupa militarmente i loro territori.
Meloni rilascia un’intervista ad una radio, solito attacco ai giudici, propaganda per il SI al referendum, e anticipa quello che confermeranno qualche ora dopo in aula Tajani, ministro degli Esteri, e Crosetto ministro della Difesa.
Parlano come se ad aver scatenato la guerra fosse stato l’Iran. In realtà l’Iran da paese attaccato con bombardamenti a tappeto si difende, colpendo oltre Israele anche basi militari Usa in altri paesi del Golfo.
La notizia di un missile iraniano abbattuto vicino alla Turchia paese della Nato, e di un altro che ha colpito Cipro isola in parte Ue, sono bastati al governo Meloni, a inviare in nome della difesa europea, un supporto navale a Cipro, partecipando militarmente alla guerra di Trump.
Senza considerare o ignorando volutamente, che i missili iraniani, mirassero a sabotare basi militari che Trump usa e potrebbe usare sempre di più contro l’Iran. In questo modo il governo Meloni, inviando forze armate contro gli iraniani che si difendono dagli attacchi, ha già schierato l’Italia per la guerra, proprio mentre a parole dice di non volerla.
Saluti Oxervator.