L’USO DEI MIGRANTI PER IL REFERENDUM

Il giorno del voto al referendum si avvicina e cosa c’è di meglio che usare strumentalmente qualche sentenza a favore dei migranti per attaccare la magistratura?

Il giorno del voto al referendum si avvicina e cosa c’è di meglio che usare strumentalmente qualche sentenza a favore dei migranti per attaccare la magistratura?

Caro Operai Contro, dopo il polverone mediatico sollevato per giustificare la richiesta del “SI” al referendum del 22/23 marzo prossimo, voluto dal governo stesso, ora i suoi ministri con Meloni in testa, preso atto che finora il carrozzone delle balle non ha dato i frutti sperati, ne inventano sempre una da quando i sondaggi sul referendum, danno in vantaggio il “NO”.
Cercano di distrarre dai problemi reali milioni di operai e persone che lavorano e campano alla giornata, alle prese con un sempre più stringente costo della vita. Governanti che non battono ciglio davanti al dilagare della moderna schiavitù, proprio mentre un’inchiesta fa emergere 20 mila rider di Deliveroo Italy.
La procura è intervenuta su 7 multinazionali leader della grande distribuzione organizzata e dei fast food: McDonald’s, Esselunga, Burger King, Carrefour, Poke House, Crai Secom e Kfc. A questi si aggiungono 40 mila rider di Glovo della scorsa settimana, anche questi ignorati da Meloni, Salvini e soci.
Un governo che vorrebbe polarizzare l’attenzione, da un lato accusando la magistratura di contrastare il governo, dall’altro lato, usando il solito sistema di far leva sui primordiali istinti razzisti dei suoi elettori, annunciando nuove misure contro i migranti.
Negli stessi giorni, una sentenza disponeva il risarcimento alla ONG Sea-Watch (76mila euro) per illegittimo fermo amministrativo, facendo strepitare i signori del governo contro i giudici che così impedirebbero “la difesa dei confini nazionali”.
Evidentemente, aspettandosi una reazione della magistratura, il governo Meloni ha spedito, senza una motivazione ufficiale, nel Cpr di Gjader in Albania, un numero di migranti ai massimi storici. Sono in totale 90, a fronte di una capienza effettiva della struttura, fissata in 96 posti.
Doppiamente inspiegabile che alcuni siano arrivati a Gjader per la seconda volta, nonostante il governo Meloni abbia già sperimentato che, (stante le attuali leggi) qualsiasi rimpatrio, non può essere fatto dall’Albania, ma unicamente dell’Italia.
Questa improvvisa deportazione di massa di migranti, dall’Italia all’Albania, è avvenuta senza alcuna giustificazione scritta. Una mancanza di rispetto delle normative di legge, nei confronti di ognuno di questi migranti. Proprio come è successo nel caso in cui il tribunale di Roma ha stabilito il rientro in Italia per un immigrato con risarcimento di 700 euro.
Ora il governo Meloni si aspetta che i giudici dispongano il rientro in Italia dei 90 immigrati da Gjader, con relativo risarcimento? Per fomentare lo scontro con i giudici? Se no, qual è il senso di questa immotivata deportazione di massa?
Nello scontro mediatico e istituzionale, i governanti tentano di frenare la perdita di “credibilità”. Pesano le ultime figuracce fatte, nell’aver difeso a prescindere, descritto (e poi rimangiatisi) come eroi della Patria, gli amici pistoleri, in divisa e non. I quali come da veri criminali incalliti, hanno sparato a bruciapelo uccidendo, un ragazzo a Rogoredo (Mi) e un senzatetto a Voghera, (Pv).
Senza testimonianze vagliate dalle indagini, sarebbero passate le versioni-patacca dei fatti, diffuse da subito dal governo, anche a supporto dell’ultimo decreto sicurezza.
Saluti Oxervator.

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