Anche nella “ricca” Milano la sanità è sempre più debilitata, non per i ricchi
Come da programma entro al mattino in un grande ospedale pubblico milanese. Mi devo sottoporre ad un intervento chirurgico previsto per il pomeriggio stesso. Assegnata camera e letto mi metto in pigiama pronto per la chiamata che non arriverà.
Infatti, più tardi nel pomeriggio, medici e infermieri costernati mi informano che l’intervento è stato posticipato a data da destinarsi e io posso tornare a casa. La causa dell’annullamento non mi viene spiegata chiaramente; tra le righe ho però l’impressione che non siano riusciti a completare la squadra impegnata in sala chirurgica, mancava qualcuno. Lo scorso anno mi era già capitato un posticipo simile per altro intervento causato dalla mancanza dell’anestesista che aveva terminato il turno di lavoro, probabilmente un medico a gettone.
Il sistema sanitario non è più in grado di garantire la presenza stabile e sufficiente del personale negli ospedali.
Il fatto di avere avuto due casi su due non significa che io sia sfortunato, solamente che ho sperimentato l’ inefficienza della Sanità pubblica che sta peggiorando. Lo spolpamento del Servizio Sanitario Nazionale, la trasformazione degli ospedali in aziende finalizzate al profitto ha favorito nascita e sviluppo della sanità privata che, tra l’altro, si regge largamente sui proventi dell’accreditamento all’SSN stesso, cioè sul pubblico, e che serve chi si può pagare le cure escludendo sempre più maggiori fasce di popolazione.
L’inefficienza della Sanità pubblica, a cominciare dalla mancanza di personale, è pericolosa: se ci fosse un grosso incidente a Milano mi domando quale sarebbe la reale capacità di reazione del sistema di pronto soccorso. Ho preso Milano ad esempio, ma ogni località in Italia è nelle stesse condizioni.
Senza approfondire in merito ai problemi quotidiani che devono affrontare i malati che non possono permettersi di pagare per visite e cure o che non hanno un cosiddetto medico di base.
Il 23 febbraio, in una biblioteca della Camera dei Deputati, sarà presentato il primo Rapporto nazionale su “Il razionamento sanitario, meccanismo ormai strutturale”, presenti vari enti tra i quali il Ministero della Sanità e l’assessorato di un paio di Regioni, enti che hanno avuto parte attiva nella ristrutturazione all’origine dello stato attuale della sanità. Forse sono a sincerarsi che quel “ormai” nel titolo del rapporto significhi che non si torna indietro e che sempre più una maggior parte di lavoratori che se non ha soldi sia costretta ad indebitarsi, oppure che pratichi l’astinenza dalle cure mediche, altro che il razionamento!
Mentre aspettavo l’autobus fuori dall’ospedale pensavo che una delle ragioni per cui la minoranza di persone che continua a votare per questo sistema è che sono tutti sani e con il portafoglio gonfio.
S. F.