NON VEDE, NON SENTE, NON PARLA

Salvini si riempie la bocca di frasi fatte sulla sicurezza nelle città ma non dice una parola sulla sicurezza per chi lavora nelle fabbriche e nei cantieri. Nel cantiere di Cortina 2026 è morto dal freddo un lavoratore addetto alla vigilanza, il ministro responsabile delle infrastrutture non vede, non sente, non parla. Come i tre scimmioni

Salvini si riempie la bocca di frasi fatte sulla sicurezza nelle città ma non dice una parola sulla sicurezza per chi lavora nelle fabbriche e nei cantieri. Nel cantiere di Cortina 2026 è morto dal freddo un lavoratore addetto alla vigilanza, il ministro responsabile delle infrastrutture non vede, non sente, non parla. Come i tre scimmioni

Caro Operai Contro, come se fosse stata diramata sottobanco, una disposizione di qualche ministro o direttamente dal governo. Fatto sta che non si conosce alcun dato su infortuni e morti sul lavoro, nei cantieri aperti da anni per le olimpiadi invernali Milano Cortina 2026.
A pochi giorni dall’inizio dei giochi, rompe suo malgrado questo silenzio Pietro Zantonini 55 anni muore sul lavoro in solitudine, per il freddo e lo stress, turni di lavoro di 12 ore dalle 7 di sera alle 7 di mattina.
Lavorava per la Ss Security&Bodyguard, la ditta che aveva vinto l’appalto alla vigilanza sul cantiere dello Stadio del Ghiaccio di Cortina. Era un lavoratore precario, venuto da Brindisi per un contratto a termine, 2 anni rinnovabili ogni 6 mesi, in scadenza proprio questo gennaio.
Si è saputo della sua morte solo 2 giorni dopo, perché i famigliari rivolgendosi ad un avvocato hanno scoperchiato il pentolone dell’omertà. Raccolte le prime testimonianze, l’avvocato F. Dragone scopre che Pietro aveva più volte manifestato “preoccupazioni e lamentele in merito alle condizioni di lavoro, ai turni notturni prolungati e alla mancanza di adeguate tutele”.
Pietro era stato assunto come vigilante, comunemente detto “guardiano”, non come un bodyguard ben pagato, pronto a sparare anche ai ladri di galline, pur di tutelare oltre il padrone fisicamente, anche il suo patrimonio, comunque originato dallo sfruttamento operaio.
Di giorno dal gabbiotto controllava gli accessi al cantiere. Di notte ogni 2 ore, doveva fare la ricognizione del cantiere, per dissuadere con la sola presenza, appunto eventuali ladri di galline, casomai qualcuno senza fissa dimora, fosse entrato in cerca di qualcosa da bruciare per scaldarsi.
Per l’autopsia il decesso sarebbe dovuto ad un “evento cardiaco acuto”, ma “difficilmente riconducibile” al freddo polare di meno16, meno18 gradi centigradi, che Pietro doveva affrontare ogni 2 ore di notte. Quando da solo in quel gabbiotto, anch’esso sotto zero, che una solo stufetta elettrica non bastava a riscaldare, usciva per il giro di ricognizione, una ronda al buio e al gelo, finché la morte lo ha fermato la notte dell’8 gennaio. I soccorsi quando sono arrivati da lui stesso chiamati, era troppo tardi.
Quindi l’autopsia disposta dalla Procura di Belluno, partita dalla denuncia della moglie, lascia aperta per ora la tesi della morte per cause naturali, aprendo una scappatoia che può sollevare la ditta, dalle sue responsabilità nel far lavorare la gente in quelle condizioni. Andrà anche accertato se la ditta avesse dotato Pietro di un adeguato equipaggiamento, per le sue ricognizioni notturne a temperature polari.
Condizioni di giorno ancora più gravose per centinaia di muratori, costretti a lavorare con temperature di freddo estremo, per finire gli impianti nei tempi prestabiliti, a prescindere dalla forza lavoro disponibile, dai reali tempi di lavorazione, dagli eventi climatici.
Per la costruzione del Palazzetto del Ghiaccio di Cortina, era prevista una spesa di 180 milioni di euro, ma calcolata da Confcommercio di Milano sarà 280 milioni “con un rincaro del 40-50% rispetto le stime originarie del progetto”.
Il costo complessivo di questi giochi olimpici, secondo la legge di bilancio del 2020, doveva essere di 1 miliardo. Arrivato ad agosto 2025 a 3,4 miliardi. Quanti di questi soldi sono andati per adeguati equipaggiamenti e la messa in sicurezza della forza lavoro impiegata?
Stanziamenti in prevalenza di denaro pubblico per ditte private, che somministrano contratti di lavoro col sistema degli appalti e subappalti.
Toccherebbe al ministro delle Infrastrutture Salvini un controllo più stretto delle norme di sicurezza nei cantieri delle opere pubbliche, ma con gli appalti e i subappalti le responsabilità si sciolgono fra tanti soggetti che diventa impossibile perseguire i veri responsabili, e poi al ministro interessa agitare il tema della sicurezza nelle stazioni e nelle strade, come a quasi tutti i dirigenti politici e i commentatori televisivi. La sicurezza degli operai al lavoro non interessa a nessuno, anche se nel 2025 sono stati 1032 quelli che non sono più tornati a casa.
Saluti Oxervator.

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