PAROLE AL VENTO

L’antinfortunistica delle chiacchiere e delle vane promesse non ferma la strage operaia.

L’antinfortunistica delle chiacchiere e delle vane promesse non ferma la strage operaia.

Caro Operai Contro, l’Osservatorio di Bologna dice che sono in maggior parte operai, i 36 morti per il lavoro nei primi 18 giorni del 2026. L’anno nuovo è partito mantenendo un’alta frequenza di omicidi operai per il profitto.
Gli impegni ufficiali che nel 2025 il governo Meloni aveva preso per misure antinfortunistiche e sicurezza sul lavoro sono rimaste parole al vento. Una presa in giro per gli operai, che ogni giorno per un salario rischiano la propria salute e incolumità.
Gli impegni rivelatisi un bluff, erano cominciati proprio con Giorgia Meloni a maggio, quando incontrando i sindacati annunciò con toni solenni, un decreto Sicurezza sul lavoro articolato in più punti e finanziato con oltre un miliardo di euro.
Il governo la prese comoda, ci vollero 8 mesi, mentre ogni giorno qualche operaio perdeva la vita sul lavoro. Poi a dicembre quando finalmente la legge passò in parlamento, c’era ben poco delle aspettative che aveva promesso a maggio.
Meloni dichiarò che sarebbe stato rivisto il codice degli appalti, voluto dal vicepremier Salvini. Invece è rimasto tale e quale.
Le risorse aggiuntive promesse, sono sparite. Vengono semplicemente utilizzati gli stanziamenti Inail, rimodulati dal governo in grandissima parte a favore delle imprese: queste vengono premiate in soldoni, se investono in sicurezza. Come se non dovessero farlo a prescindere!
L’assunzione di un centinaio di Ispettori, “dovrebbe” portare ad un incremento dei controlli nei cantieri in appalto e in subappalto.
Il governo aveva anche promesso l’allargamento delle prestazioni per le malattie professionali, ferme da 25 anni, altro impegno mancato.
Ancora nel segno del peggioramento, ha rimosso l’obbligo alla formazione nel settore turistico-alberghiero al momento dell’assunzione.
In nome del contrasto del lavoro nero, ha introdotto il “badge di cantiere” che sostituisce il tesserino di riconoscimento.
Due fregature sono state per ora sventate dall’intervento del Quirinale che ne segnalava l’incostituzionalità. Una è il tentativo di negare il recupero di salari arretrati a seguito di una condanna dell’azienda. L’altro blitz per ora saltato, è lo “scudo penale” per grandi committenti, tramite una certificazione (riguardo le regolarità ambientali, legali e contrattuali nella filiera del processo produttivo) che verrebbe rilasciata da non meglio definiti “soggetti terzi”.
“Il governo ha mancato di intervenire in modo incisivo sia nel decreto Sicurezza sul lavoro, sia nella legge di bilancio”, così denuncia A. Di Bella, presidente dell’Associazione mutilati e invalidi sul lavoro (Anmil).
Agli operai, dai rider alla siderurgia, dai braccianti alla manifattura, dalla logistica ai servizi, dai muratori alla grande industria, nelle piccole, medie e grandi aziende, tocca da subito coprirsi le spalle a vicenda, mettendosi in guardia reciprocamente dal rischio di infortuni, ma al tempo stesso – poiché ciò non basta certo – possono agire collettivamente, rivendicando con scioperi veri , le adeguate misure di prevenzione e antinfortunistica, che consentano loro di rientrare a casa a fine turno, sani e salvi.
Saluti Oxervator.

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