IRAN, MANIFESTO DEI CONSIGLI OPERAI DI ARAK

Arak, con circa 500mila abitanti, a meno di 300 km a sud di Teheran, è una delle principali città industriali dell’Iran, vi risiedono le principali fabbriche dell’industria pesante legate alla lavorazione dei metalli e del petrolio, oltre a quella per la produzioni di grandi macchinari.

Arak, con circa 500mila abitanti, a meno di 300 km a sud di Teheran, è una delle principali città industriali dell’Iran, vi risiedono le principali fabbriche dell’industria pesante legate alla lavorazione dei metalli e del petrolio, oltre a quella per la produzioni di grandi macchinari.

“Ai lavoratori di Markazi, ai compagni del Khuzestan e a tutto il popolo iraniano”.

Per decenni hanno risposto alle nostre richieste di pane con il piombo e alle nostre richieste di dignità con la prigione. Ma oggi il silenzio è finito. Noi, lavoratori delle industrie di Arak, dichiariamo quanto segue:

Controllo dei Luoghi di Lavoro: Da questo momento, la gestione delle fabbriche di Machine Sazi, AzarAb e Wagon Pars è assunta dai Consigli Operai eletti dai lavoratori. Non riconosciamo più i manager nominati dallo Stato né i sindacati fantoccio del regime.

Saldatura con il Territorio: Il nostro sciopero non è più una questione di salari. Invitiamo i cittadini di Arak a formare Consigli di Quartiere per gestire la sicurezza e i rifornimenti. Le nostre fabbriche sono la vostra protezione.

Difesa dei Soldati: Ci rivolgiamo ai nostri fratelli nell’Esercito: non diventate gli assassini dei vostri padri. Se sceglierete la nostra parte, i nostri Consigli garantiranno la vostra sicurezza e quella delle vostre famiglie.

Ultimatum al Regime: Ogni tentativo di entrare con la forza nei complessi industriali o di arrestare i nostri delegati sarà considerato un atto di guerra contro l’intera città. Se una sola goccia di sangue operaio sarà versata, le fiamme della rivolta non lasceranno traccia del vostro potere.

Non siamo qui solo per i salari arretrati. Siamo qui per decidere come deve essere gestita questa fabbrica e questo Paese.
Il tempo dei padroni e dei mullah è finito.
Tutto il potere ai Consigli!”

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