Un’altra operazione speciale di polizia, alla Putin. Trump manda il suo esercito a Caracas, rapisce il presidente di uno stato sovrano, dichiara che governerà direttamente il Venezuela fino ad un governo che lo farà nel suo interesse, si prende da subito il petrolio che passerà nelle mani delle grandi compagnie americane. Come scusa qui non si tratta di denazificare ma di arrestare i narco terroristi. A Trump è andata meglio che a Putin, non ha incontrato almeno fino ad oggi nessuna resistenza armata.
Tre o quattro potenze imperialiste mondiali esercitano una aperta dittatura su tutto il globo. Le altre nazioni si allineano secondo i loro interessi cercando di continuare a fare affari, poche resistono cercando di affermare il proprio diritto all’autodeterminazione, ma pagano con bombardamenti e distruzioni. Si apre una nuova fase nei rapporti internazionali, gli interessi economici messi sotto pressione dalla crisi di sovrapproduzione dei mercati richiedono che la forza economica e di conseguenza quella militare, si esprimano senza fronzoli né paraventi. Rotto in un solo punto la formalità del diritto internazionale spinge tutti alla prova di forza per conquistare nuovi mercati o ridistribuire i vecchi.
Alla copertura reciproca delle azioni militari può subentrare in qualunque momento una concorrenza aperta, spietata che porta dritto alla guerra imperialista mondiale. L’uscita da questa situazione passa attraverso la presenza attiva del grande assente: l’esercito degli operai, degli sfruttati, delle masse dei poveri che scendono in campo contro i propri governi imperialisti, contro i ricchi capitalisti che li controllano, a fianco dei popoli e delle nazioni oppresse. Il grande assente di oggi quando si presenterà sulla scena mondiale a chiedere il conto ai vari Trump e Putin e loro simili metterà fine alla loro dittatura mondiale.