L’imperialismo americano intende mettere alla guida del paese un governo fantoccio per impadronirsi delle sue enormi ricchezze. Sostenere il diritto del popolo venezuelano all’autodeterminazione è l’unica scelta che ci porta ad appoggiare con forza la lotta dei proletari e operai contro l’aggressione americana.
Nello scontro fra gli imperialismi mondiali per una nuova spartizione delle zone di influenza adesso è il turno di agire per quello statunitense. L’altro ieri l’imperialismo russo ha aggredito l’Ucraina, ieri l’imperialismo israeliano, sia pure attivo su dimensione regionale, ha invaso e distrutto la Striscia di Gaza, domani si sentirà legittimato a farlo quello cinese attaccando e impadronendosi di Taiwan. Si ripartiscono il mondo in nome della pace facendo la guerra, in nome della lotta al nazismo agendo da nazisti, in nome della lotta al narcoterrorismo operando da terroristi.
Con la spregiudicatezza militare che gli è propria, l’imperialismo Usa ha aggredito e bombardato la capitale venezuelana Caracas, ha sequestrato e portato in territorio statunitense il presidente Maduro e la moglie. Un colpo di stato in piena regola che ricorda quello dell’11 settembre 1973 in Cile realizzato dall’esercito guidato da Pinochet con l’aperta copertura della Cia e tanti altri colpi di stato simili nel continente americano e altrove. Non abbiamo mai appoggiato Maduro e la sua politica antipopolare e antioperaia, ma abbiamo sempre sostenuto il diritto del popolo venezuelano all’autodeterminazione, a risolversi da solo i propri problemi nazionali e sociali. Quello ordito da Trump non è certo una rivoluzione popolare, è un colpo di stato che peggiorerà le già pessime condizioni di vita delle classi subalterne venezuelane e in particolare degli operai, ulteriormente schiacciati sotto il tallone di un altro settore della borghesia venezuelana, quella dichiaratamente fascista e più apertamente reazionaria, totalmente asservita al padrone americano.
I rappresentanti degli altri imperialismi stanno abbaiando al vento contro l’azione terroristica voluta da Trump. Sanno bene che gli conviene fare finta di opporsi. La Russia, attraverso il ministro degli esteri Lavrov, ha espresso “ferma solidarietà al popolo venezuelano di fronte all’aggressione armata”. La Cina, con un portavoce del ministero degli esteri, ha “condannato con forza il palese uso della forza da parte degli Stati Uniti contro uno stato sovrano e il suo attacco al presidente”. L’Unione europea, attraverso la rappresentante per gli affari esteri, Kaja Kallas, ha lanciato inviti alla moderazione. Davanti alla preda agonizzante tutti affilano i coltelli perché hanno da guadagnarci. Se non direttamente in Venezuela, che è territorio di caccia per gli Usa, lo faranno altrove.
La nuova dottrina dell’imperialismo americano per il XXI secolo, esposta da Trump alcune settimane fa, sosteneva a chiare lettere che gli Usa considerano nuovamente il Centro e il Sud America il cortile di casa, l’area di influenza americana per eccellenza. Non l’unica ma la prima, quella dove Russia, Cina e Unione europea non devono ficcare il naso. In cambio Trump è disposto a concedere mezza Ucraina a Putin, perciò da mesi fa pressione su Zelensky e i vertici ucraini affinché si convincano a piegarsi a tutte le voglie dell’imperialismo russo. In cambio Trump potrebbe essere disposto a venire a patti con la Cina su Taiwan. All’imperialismo europeo, il più debole militarmente, non dà nulla in cambio, anzi, liberandosi dalla garanzia di appoggio all’Ue si rende le mani libere per aggredire, prima o poi, la Groenlandia, e dopo magari anche altri territori, spartendoseli di comune accordo con l’imperialismo russo.
Il colpo di stato in Venezuela è solo il primo atto della nuova dottrina trumpiana. Con esso intende mettere alla sua guida un governo fantoccio che consenta agli Usa di imporre e allargare il proprio dominio sul Centro-Sud America e sui suoi popoli e di impadronirsi delle ricchezze venezuelane, in primo luogo delle riserve di petrolio, le più grandi al mondo. Come abbiamo appoggiato i proletari e gli operai venezuelani nella lotta contro il regime antipopolare di Maduro, così adesso li sosteniamo apertamente nella lotta contro gli aggressori americani e i loro sodali borghesi venezuelani.
L.R.