LA RIVOLUZIONE È DI NUOVO IN MARCIA

La crisi economica sta mettendo di nuovo in discussione la tenuta del sistema dei borghesi. Si è di nuovo aperta una fase storica di guerre e rivoluzioni e in Europa riprende un’antica tradizione che vede la Francia precorritrice dei movimenti sociali nel continente.
Condividi:

La crisi economica sta mettendo di nuovo in discussione la tenuta del sistema dei borghesi. Si è di nuovo aperta una fase storica di guerre e rivoluzioni e in Europa riprende un’antica tradizione che vede la Francia precorritrice dei movimenti sociali nel continente.


 

Il banchiere Macron, in rappresentanza della borghesia francese e dei ceti medi benestanti, scarica sulle classi subalterne della società, e in particolare sugli operai, i costi della crisi. Aumenta con un colpo di mano nel parlamento francese, l’età pensionabile da 62 a 64 anni. Di fronte alle proteste dilaganti delle classi basse risponde con la presenza massiccia della polizia nelle strade. Ma le proteste non si fermano e assumono sempre di più carattere violento.
Ieri 23 marzo, milioni di francesi sono scesi in piazza e vi sono rimasti fino a notte fonda per manifestare contro la “riforma” delle pensioni. Migliaia di agenti in tutte le principali città francesi non sono bastati a “calmare” la rabbia. Operai, disoccupati e piccola borghesia impoverita hanno fatto capire che non si fermeranno e lo scontro diventerà sempre più duro.
I telegiornali in Italia hanno relegato le notizie dalla Francia in ultima pagina. La RAI, la 7, e le varie testate berlusconiane hanno cercato di ridurre il più possibile l’informazione sulle proteste in Francia.
Ci hanno imbottito di dibattiti a Bruxelles, di “scontri” tra fazioni diverse di borghesi nel nostro parlamento, di armi sì e armi no all’Ucraina, del presunto mandato di arresto per Trump, ma della prima seria mobilitazione degli operai e delle classi più povere contro un governo dei padroni “democraticamente eletto” in uno dei più importanti paesi dell’Europa, questo hanno cercato di tenerlo il più possibile relegato nelle notizie senza importanza.
La ribellione francese fa paura ai borghesi. Infatti mentre i mezzi d’informazione ne parlavano poco, tra la gente che viene stritolata dalla crisi, quello che si comincia a sentire con sempre più insistenza è che “bisogna fare come i francesi”.
E’ un buon auspicio. Tutti i più grandi cambiamenti politici degli ultimi due secoli sono partiti dalla Francia.
E non sono stati pranzi di gala. La rivoluzione che portò al potere la borghesia nel 1789 contro il potere dell’aristocrazia, trovò il suo epilogo nel 1793 e il suo strumento principale fu la ghigliottina.
Nel 1830, nel 1848 e, principalmente, nel 1871 con la Comune di Parigi, gli operai ingaggiarono i primi scontri aperti con la borghesia e il primo tentativo di conquista del potere con la Comune.
Il loro esempio è stato un punto di riferimento fondamentale per tutti gli operai e un esempio da seguire.
In tempi recenti ricordiamo che il famoso “68” è iniziato in Francia, prima di allargarsi a macchia d’olio in tutta Europa e, benché la storiografia borghese tenda a sottolineare l’aspetto “giovanile” della rivolta, gli operai furono un elemento fondamentale di quell’esperienza. Anche contro le tradizionali forze politiche e sindacali di riferimento, molto fredde rispetto al movimento, gli operai risposero in massa alla chiamata allo sciopero del 13 maggio scendendo in strada a manifestare e occupando le fabbriche. Ancora il 20 maggio, milioni di loro si rifiutavano di andare a lavorare e liberare le fabbriche. Il sessantotto aveva avuto inizio.
Senza mistificazioni, senza veli, senza chiacchiere inutili, in Francia assistiamo al primo scontro serio tra le classi dopo decenni di calma apparente, durante i quali siamo stati martellati da politici, intellettuali e giornalisti che affermavano che le classi e la lotta tra le classi erano ormai un “residuo del passato”.
In Francia la guerra sotterranea tra operai e padroni che non si è mai fermata, ritorna prepotentemente in superficie.
F. R.

Condividi:

Comments Closed

Comments are closed. You will not be able to post a comment in this post.