È SOLO L’INIZIO

Il Manzoni di Milano occupato per 48 ore, poi le minacce del preside hanno imposto una tregua. Ma dal documento del collettivo risulta che la rottura fra studenti e sistema politico sociale è insanabile. Sarà un autunno caldo di scioperi e occupazioni.
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Il Manzoni di Milano occupato per 48 ore, poi le minacce del preside hanno imposto una tregua. Ma dal documento del collettivo risulta che la rottura fra studenti e sistema politico sociale è insanabile. Sarà un autunno caldo di scioperi e occupazioni.


 

Caro Operai Contro, al 5 in condotta, la Preside ha aggiunto una minaccia ancora più pesante: la sospensione dalla scuola. Questa è l’aria che tira dopo la vittoria elettorale della Meloni. Così dopo solo 2 giorni le autorità scolastiche sono riuscite a fermare l’occupazione del Manzoni.
Questo il commento degli studenti: “La nostra sfiducia nei confronti delle istituzioni politiche è totale, fondata sulla consapevolezza che nessuno tra i partiti si sia posto come priorità le nostre necessità”.
“Sarà un autunno caldo di scioperi e occupazioni”. L’avevano annunciato nella manifestazione Fridays for Future del 23 settembre. Detto fatto. Lunedì 26 settembre a Milano gli studenti del liceo classico Manzoni, hanno occupato.
Subito l’assemblea in palestra, lo striscione “Manzoni occupato”, in programma dibattiti e a attività autogestite. “Le lezioni tuttavia, non saranno sempre sospese”, tengono a precisare gli studenti.
Anche quest’anno sono i primi a dare il via alle occupazioni, riprendiamo qui di seguito alcuni passaggi dal documento diffuso dal Collettivo del Manzoni.
“Abbiamo occupato la nostra scuola per parlare e confrontarci sulla situazione in cui versano le nostre vite: crisi e disastri climatici sono ormai all’ordine del giorno, provano lentamente ad abituarci a un lavoro precario, sfruttato e mortale, (riferimento alla scuola-lavoro ndr). Come se non bastasse ci prepariamo a entrare in una fase politica pericolosa e repressiva, visti gli ultimi risultati elettorali”.
“La risposta è stata come al solito, una rappresaglia mirata a farci desistere a imporci un rispetto di regole che non ci rappresentano e che sono create appositamente per impedirci anche solo di immaginare un mondo e una scuola diversa”.
“Ma vogliamo dirlo chiaramente alla Meloni, a Confindustria, a chi ci reprime: non siamo più disposti a tirarci indietro, far finta di nulla e aspettare che voi cambiate le cose”. Perché, nonostante tutto, sempre e comunque la scuola siamo noi”.
Convocato d’urgenza il Consiglio d’Istituto straordinario, per bocca della Preside Milena Mammani, ha annunciato il 5 in condotta nel primo quadrimestre a tutti gli studenti del liceo classico che rimarranno a dormire nella scuola.
Gli studenti hanno risposto alla minacciata misura repressiva della Preside, fermandosi in massa a dormire la notte, e la Preside ha aggiunto una minaccia ancora più repressiva: la sospensione dalla scuola.

L’ANALISI DEL VOTO DEL COLLETTIVO
Il mattino dopo con la ripresa delle attività autogestite e l’assemblea, gli studenti durante un passaggio dell’analisi del voto delle elezioni politiche di 2 giorni prima, hanno messo in rilievo come il dato medio nazionale dell’astensione sia cresciuta del 9%, passando dal 27,1% del 2018 al 36,1%. di oggi.
Ancora più significativo la riconferma che l’astensione è più alta, nelle zone e nei quartieri più poveri, più disagiati socialmente. Facendo alcuni esempi.
Milano municipio 1: quartieri Brera, Castello, reddito medio oltre 100 mila euro il più alto della città, con un quinto più ricco che supera 400 mila euro, affluenza 73%.
Milano municipio 8: Villa Pizzone, reddito sotto 24 mila euro; Quarto Oggiaro sotto 19 mila euro, i 2 quartieri col reddito medio più basso, con un quinto più povero sotto i 5 mila euro, affluenza 62%.
Un affluenza di 11 punti in meno delle aree ricche.
Da un analisi del sociologo dell’Università di Bologna Dario Tuorto, gli studenti del Collettivo Manzoni hanno citato il dato nazionale che rileva fra gli operai un astensione al voto del 45% .
Stroncata sul nascere, l’occupazione del Manzoni sedimenta e rafforza la necessità di mobilitarsi, mettendo in conto come può reagire chi hai di fronte. Una stroncatura che produrrà esperienza, nuova coscienza e più determinazione fra tutti gli studenti. Non solo tra quelli del liceo Manzoni di Milano.
Saluti Oxervator.

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