CHI COMANDA VERAMENTE: STORIE DI PUPI E DI PUPARI

La campagna elettorale è agli sgoccioli, domenica prossima si vota in Sicilia anche per le regionali e dalla Sicilia alcune riflessioni sulla campagna elettorale
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La campagna elettorale è agli sgoccioli, domenica prossima si vota in Sicilia anche per le regionali e dalla Sicilia alcune riflessioni sulla campagna elettorale


 

Durante questa legislatura i politici, i burattini di turno se la sono suonata e cantata, si sono susseguite alleanze orizzontali verticali, fino a stare tutti insieme nel governo dei migliori. Adesso, coloro che hanno determinato la situazione attuale si propongono per risolvere i problemi da loro provocati. Non facciamoci prendere in giro.
Si sta molto discutendo in questi giorni sul ruolo dei politici, sulle loro presunte soluzione dei problemi e via discorrendo, ma questi non sono altro che dei burattini, chi sono i burattinai e chi muove i fili? Facciamo allora delle considerazioni: le otto persone più ricche del mondo hanno la stessa ricchezza della metà della popolazione mondiale; il fatturato delle principali multinazionali supera la ricchezza prodotta dalla maggior parte degli stati mondiali; sempre queste multinazionali controllano i processi produttivi dei principali beni di consumo e di prima trasformazione; le multinazionali energetiche ed estrattive controllano il traffico delle materie prime mondiali.
Possibile che questi soggetti siano solo spettatori? Difficile crederlo. In verità la concentrazione monopolistica ha raggiunto dei livelli inimmaginabili, tanto da rendere quasi superfluo l’esistenza degli stati nazionali, i processi produttivi si realizzano su scala globale, mentre la maggior parte delle persone riesce a percepire solo una piccola porzione di essi. Allora sono questi i principali burattinai, o pupari, mentre tutti gli altri soggetti sono dei burattini, o pupi più o meno consapevoli. Il sistema chiaramente si regge sul plusvalore prodotto dal lavoro salariato produttivo mondiale. La politica, e la cosiddetta democrazia, non sono altro che un diversivo per illudere le persone che possono cambiare le cose. I politici, in particolare, recitano una parte e sono funzionali al sistema, servono per controllare che il malcontento non individui il sistema economico e sociale causa dei loro mali. Le parti che sono recitate sono sempre le stesse:

GLI INNOVATORI: chi rifiuta la vecchia politica e individua dei capi espiatori, negli ultimi tempi sono molti che hanno assunto questo ruolo, compreso l’odiato Renzi, il “rottamatore”, per finire al movimento cinque stelle. In questa tornata elettorale una vecchia volpe della Meloni si sta proponendo come la novità assoluta. Il loro ruolo è di stordire il popolo con delle nuove parole d’ordine ma sicuramente non mettere in discussione il sistema, anzi rafforzarlo nella sua capacità di controllo sociale.
I CONSERVATORI E MODERATI: sono coloro che apparentemente si oppongono ai primi e vogliono un cambiamento graduale ma nella stabilità dei loro affari.
I RADICALI E I RIVOLUZIONARI (a parole): quelli che non contano nulla e possono permettersi di promettere anche la Luna. Fanno l’elenco dei buoni desideri per correggere le storture più evidenti ma non hanno il coraggio di andare al nocciolo del problema, il profitto come maledizione sociale. Rimangono appesi fra il cielo e la terra, inconsistenti.

Questi ruoli sono assolutamente intercambiabili e si susseguono nel tempo con assoluta irregolarità, gli innovatori diventeranno i conservatori di domani e il sistema continuerà a perpetuarsi. I pupi sono assolutamente interscambiabili.

GLI ALTRI PUPI.
Al di fuori della politica ci sono altri che rivestono questo ruolo:

GLI INTELLETTUALI: servono a mantenere alto il livello di rincoglionimento generale, stordendo le persone con stucchevoli dibattiti dove non si parla mai di aspetti concreti della vita quotidiana. Gli intellettuali più pericolosi sono quelli che denunciano le magagne e sostengono che sono solo una deviazione del sistema, ma non individuano le cause reali.
GLI INTRATTENITORI: anche loro servono a rincoglionire ma si rivolgono ai ceti più deboli, sono demagoghi, dalla denuncia facile, criticare ogni cosa perché ogni cosa rimanga così come è, per la prossima trasmissione
LE SOVRASTRUTTURE ISTITUZIONALI: i fornitori di cultura servono a formare le categorie precedenti, assolutamente inseriti nel sistema.

A tutti i pupi, i pupari fanno un discorso chiaro: “Bene, vi consentiamo di fare la bella vita e non vivere di lavoro salariato, allora guadagnatevi il pane contribuendo a mantenere il teatrino, altrimenti prendiamo altri burattini che sanno fare meglio il loro lavoro. Potete anche discutere di comunismo, di marxismo, di rivoluzione, l’importante è non mettere in discussione, nei fatti, il sistema”.
La borghesia mondiale spende immani risorse per sostenere i burattini, ma il gioco vale la candela: nonostante infinite vicissitudini, il capitalismo è ancora in piedi, non si intravedono serie possibilità di cambiamento e i disagi, le proteste e i malcontenti vengono facilmente ricondotti nei canoni istituzionali. Allo stesso modo nessuno analizza i processi produttivi, non ci sono proposte serie e sono in pochi ad individuare nel lavoro salariato e nella ricerca del profitto la causa di tutti i mali. La maggior parte delle persone ritiene che questo sistema sia il solo possibile, e anche la diffusione di certe malattie sia il prezzo da pagare per il progresso. Intanto nulla cambia, gli operai e i braccianti continuano ad essere sfruttati e continuano le morti sul lavoro, anche in “alternanza scuola lavoro”. Nell’indifferenza generale.
Allora che fare, rassegnarsi a questo stato di cose? Non c’è soluzione bisogna buttare giù i Pupari e i loro Pupi e il loro teatrino.
PIETRO DEMARCO

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