UN’ALTRA STAGIONE E FINITA E LA PAROLA D’ ORDINE DEI SINDACATI È SEMPRE LA STESSA: NON DISTURBARE IL MANOVRATORE!

Si conclude un'altra stagione lavorativa e ancora una volta a farla da protagonista è la solita ed immancabile cassa integrazione che oramai ci accompagna da ben 14 anni.
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Si conclude un’altra stagione lavorativa e ancora una volta a farla da protagonista è la solita ed immancabile cassa integrazione che oramai ci accompagna da ben 14 anni. Una perdita salariale che, se si associa all’attuale periodo con il ripresentarsi dell’inflazione, conclude il quadro del disastro sociale in cui viviamo. Qualche mese fa tutti i sindacati proclamavano la fine dei suddetti ammortizzatori per settembre (MAI creduto a questa ipotesi), per poi fare una retromarcia qualche giorno fa, quando ci hanno comunicato che se ne riparlerà a fine novembre. Scommettiamo che per la fine di novembre la prolungheranno? La tristezza è che per i sindacati firmatari, ovvero i bidelli dell’azienda, c’è addirittura da festeggiare perché per altri 200 addetti che passeranno sulla linea della Tonale, finirà la cassa. Direi che va addirittura peggio se si pensa all’indifferenza della Fiom che continua con la sua falsa vena rivoluzionaria che, è sempre bene ricordare, ha toccato l’apice con lo sciopero dello scorso 27 maggio. Da questa data abbiamo sempre lavorato con ritmi insostenibili; abbiamo sempre sofferto il caldo; abbiamo sempre vissuto una fabbrica in situazioni igienico sanitarie da fare schifo; insomma, il nulla, e tanto per cambiare nessun risultato portato a casa; ed il tutto con la Fiom che ha continuato a gettare acqua sul fuoco ed infatti non le è sfiorata proprio l’idea di confrontarsi con noi operai e fare un’assemblea. Forse per la rabbia degli operai, era troppo pericoloso farla?
Parlano di fine dell’incubo costante della cassa integrazione ma la situazione sembra tutt’altro che rassicurante. Il settore automotive oggi più che mai è in crisi, ovviamente questo pesa solo per noi operai, dato che Stellantis dichiara di aver aumentato ricavi ed utili. Il periodo per noi è sempre più buio e l’unica preoccupazione dei sindacati e dello Stato è di accompagnare questo processo che porta a chiusure e ridimensionamento di impianti, a peggiori e più pesanti condizioni di lavoro e a salari da fame, tenendoci buoni e fermi. Nessuno dei sindacati, inclusa la Fiom, cerca di opporsi, preoccupandosi al massimo solo di rendere le cose meno dolorose. Una realtà che non riguarda solo Pomigliano ma tutto il gruppo Stellantis a livello nazionale, basti pensare agli incentivi per i “licenziamenti volontari” messi in campo dall’azienda con l’assenso dei sindacati. In questo scenario appare più che evidente che sarà possibile cambiare le nostre sorti, solo se noi operai alzeremo la testa contro il nostro padrone diretto, Stellantis e i suoi servi.
Ripeto; è difficile ma si può fare e lo sciopero del 27 maggio scorso ne è la prova evidente.
Buone ferie e prepariamoci per il prossimo autunno perché dovremmo ritornare ad essere protagonisti.
PILONE, Operaio Stellantis Pomigliano d’Arco

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