LO SPOT DI ORLANDO

Mentre continua la guerra dei padroni agli operai ad un ritmo di circa 3 morti al giorno, il Ministro del Lavoro cerca di imbrogliare le carte con uno spot pubblicitario
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Mentre continua la guerra dei padroni agli operai ad un ritmo di circa 3 morti al giorno, il Ministro del Lavoro cerca di imbrogliare le carte con uno spot pubblicitario

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dal 7 di giugno 2022 ha lanciato uno spot sui media sulla sicurezza nei posti di lavoro.
“Di fronte al fenomeno degli incidenti sul lavoro, il Ministero ritiene essenziale lanciare un appello collettivo al fine di accrescere e incoraggiare un senso diffuso di responsabilità.” Citiamo testualmente dal sito del Ministero presieduto dal PD Orlando.
“La campagna, infatti, ribadisce che solo l’impegno e l’attenzione di tutti possono cambiare davvero gli eventi e nasce per dare un segno della presenza istituzionale rispetto ai tragici incidenti sul lavoro che caratterizzano la cronaca.” Il mantra, ripetuto prosegue sulla stessa linea interclassista, come se a morire sfracellandosi al suolo, schiacciati, asfissiati, dilaniati dalle macchine, fossero non gli operai nei cantieri, nelle fabbriche, nelle strade nei servizi e nelle campagne ma tutte le classi sociali, anche quelle superiori.
Lo slogan è accattivante “SICURI, INSIEME, SI DEVE” le immagini ben confezionate, la voce narrante sicura e convincente “Il governo ha varato nuove e stringenti misure (ottobre 2021ndr), controlli e sanzioni per arginare il fenomeno …. ecc“
I creativi a disposizione del Ministero del Lavoro, per quanto possano sforzarsi, non riescono a offuscare la realtà, che smentisce sia l’efficacia “delle stringenti misure” varate dal governo del banchiere Draghi sia il presunto interesse collettivo per” Dire basta con forza al fenomeno degli incidenti sul lavoro”
Infatti le misure del governo risultano irrilevanti, anzi sembrano incentivare il numero dei morti e degli incidenti sul lavoro. Tra gennaio e aprile le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail sono state 254.493 (+48,1% rispetto allo stesso periodo del 2021), quando erano state 171.870. I morti sul lavoro sembrano apparentemente in calo (-16% fonte INAIL) ma il raffronto con il 2021 sarebbe “falsato” dall’andamento della pandemia, che ha visto nel 2022 un netto calo delle morti per covid. In realtà, al netto dei morti dichiarati per covid, ci sarebbe un drammatico aumento nel 2022 del +166% (fonte Osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre).
L’interesse collettivo per “Dire Basta” a cui si fa riferimento nello spot sarebbe comune agli operai, ai padroni ma anche all’opinione pubblica e alle parti sociali. In realtà per i padroni qualsiasi misura di sicurezza rappresenta un costo o un ostacolo alla produzione e come tale va rimosso. Letteralmente rimosso, come successo nella morte della giovane operaia Luana D’Orazio in una piccola fabbrica tessile toscana. Questa logica, quella del profitto a scapito della sicurezza, non riguarda solamente le piccole fabbriche ma è generalizzata a tutti i centri produttivi. Le notizie che giungono dagli stabilimenti Stellantis di Melfi, di Pomigliano e di Cassino ci danno una immagine diversa da quella patinata e buonista del Ministro Orlando. Operai che muoiono travolti in piazzali male illuminati per contenere i costi, terreni circostanti senza manutenzione che prendono fuoco, due operai feriti a Cassino a causa del sovraffollamento e della riduzione degli spazi di manovra a ridosso delle catene. Gli operai delle linee nei pochi giorni di lavoro devono produrre più auto e quindi gli spazi per i rifornimenti vanno accorciati! La morte di Fabrizio Greco, schiacciato da una pesante lastra il 1/10/2019 fu dovuta alle stesse cause.
La sicurezza è un costo e un ostacolo e per operai che chiedono che tali misure vengano rispettate la rappresaglia del padrone arriva nel silenzio delle “parti sociali”, i sindacalisti compiacenti e le classi sociali che formano “pubblica opinione”. Il ripetersi degli incidenti, l’ultimo verificatosi a Cassino il 4 luglio, con l’investimento di un operaio da parte di un carrellista, pone la domanda sulla complicità attiva e subordinata al padrone degli ispettori del lavoro, che, nonostante le segnalazioni degli operai, sono sempre pronti a giustificare le scelte aziendali come le uniche economicamente sostenibili per Stellantis.

M.C.


https://www.youtube.com/watch?v=m3c4onotmP8&ab_channel=cliclavoro

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