I CURDI COME MERCE DI SCAMBIO

Svezia e Finlandia vendono i curdi ad Erdogan per entrare nella NATO. Tutte le chiacchiere sui valori occidentali di libertà e democrazia vanno sotto i piedi. Gli imperialisti ad Est come ad Ovest usano i popoli oppressi come merce di scambio
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Svezia e Finlandia vendono i curdi ad Erdogan per entrare nella NATO. Tutte le chiacchiere sui valori occidentali di libertà e democrazia vanno sotto i piedi. Gli imperialisti ad Est come ad Ovest usano i popoli oppressi come merce di scambio


 

Libertà, democrazia, diritti, umanitarismo, solidarietà, libertà dei popoli. Tutte chiacchiere vuote. La politica degli Stati è al servizio delle classi economicamente dominanti: industriali e banchieri.
La crisi economica li spinge gli uni contro gli altri. Lo scontro commerciale si acuisce. L’arma dei bassi prezzi non basta più. Lo scontro si evolve sempre di più in scontro militare. Mentre l’imperialismo russo cerca di schiacciare l’Ucraina per riportarla tra gli stati sottomessi al suo potere, gli altri si organizzano per affrontare gli scontri futuri che si prospettano. Vecchie certezze che sembravano ormai acquisite dopo quasi ottant’anni dal massacro della seconda guerra mondiale, spariscono.
Il ritorno della guerra in Europa avvicina stati “civili e democratici” a regimi dittatoriali e clericali. Fiori all’occhiello della superiorità culturale e sociale della grassa Europa come Svezia e Finlandia si abbassano i pantaloni davanti al rappresentante reazionario della borghesia turca, Erdogan.
Per entrare nella Nato, superando il veto del turco, cancellano con un accordo scritto la politica di accoglienza praticata da decenni nei confronti dei curdi costretti all’esilio per la brutale repressione turca. I curdi sono un popolo di circa 40 milioni di individui che vivono prevalentemente su un territorio diviso tra Turchia, Iraq e Siria. Da decenni si battono per uno stato indipendente e sistematicamente vengono repressi e discriminati. Una buona parte di loro sono stati costretti all’esilio. In Svezia vive una comunità di oltre centomila curdi e quasi ventimila in Finlandia. In Svezia hanno addirittura una loro parlamentare nel parlamento.
Con questo accordo nessuno di loro è più al sicuro rispetto alla repressione turca. La Svezia e la Finlandia sono diventate da oggi la lunga mano della polizia di Erdogan. Da questo momento in poi i curdi per i quali Erdogan chiede l’estradizione verranno consegnati alle autorità turche. Mentre esprimono una solidarietà rugosa nei confronti degli ucraini abbandonano i curdi nelle mani del macellaio turco.
Il diritto internazionale, la libertà la solidarietà … tutte chiacchiere vuote usate strumentalmente quando servono ai rappresentanti politici dei padroni.
Come operai impariamo la lezione. I padroni e i loro servi politici guardano solo ai loro interessi e per questi sono pronti di far carta straccia dei loro decantati “principi”. Ce lo hanno dimostrato senza pudore Eva Magdalena Andersson primo ministro svedese, socialdemocratica, e Sanna Marin primo ministro finlandese anche essa socialdemocratica, per evidenziare dove è finita la sinistra dei borghesi europei.
Siamo vicini agli operai ucraini che partecipano alla resistenza contro l’imperialismo russo, e siamo a fianco di tutti i popoli oppressi.
Contro i padroni delle nazioni cosiddette civili, e contro quelli dei governi reazionari.
F. R.

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