MILANO, CAPITALE DELLE DIFFERENZE SALARIALI

Nel parlamento dei borghesi, grandi e piccoli la questione salariale degli operai non trova spazio. E’ più semplice promettere briciole ai poveri, i profitti dei padroni non possono essere toccati. I dirigenti dei sindacati sono imbalsamati.
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Nel parlamento dei borghesi, grandi e piccoli la questione salariale degli operai non trova spazio. E’ più semplice promettere briciole ai poveri, i profitti dei padroni non possono essere toccati. I dirigenti dei sindacati sono imbalsamati.


 

Caro Operai Contro, alla “famiglia tipo” composta da 2,3 persone, vivere a Milano “escono” 3.314 euro al mese, in un anno 40 mila euro (39.768). Lo studio è dell’Unione nazionale consumatori (Unc) sulla base dei dati Istat.
Trattandosi di una media le famiglie ( di 2,3 persone) ricche e benestanti possono spendere anche il doppio di 3.314 euro al mese, quelle povere meno della metà e tirano la cinghia.
Se l’inflazione nazionale ad aprile 2022 è al 6%, Milano negli ultimi 5 anni ha registrato rincari dell’8,6%. Nello stesso quinquennio i salari operai del settore privato hanno perso il 3,4% del potere d’acquisto, attestandosi su un salario medio di 25.870 euro lordi l’anno, circa 1.500 euro netti al mese. (Fonte Osservatorio JobPricing. Cifra sovrastimata vedi nota).
Per arrivare alla spesa mensile di 3.314 euro della “famiglia tipo” di Milano, mancano 1.814 euro netti al mese.
Siamo ben lontani dai 200 euro della una tantum promessa da Draghi fino a 35.000 euro di reddito annuo. Una tantum che solo per una volta ridurrà di 200 euro la somma mancante di 1.814 euro ogni mese, rispetto alla spesa della “famiglia tipo” milanese.
“C’è qualcosa che non va”, dice il sindaco di Milano, Sala, “Se alcune aziende fanno profitti incredibili e intanto la gente guadagna poco”. Sala divorato da questo dilemma si ritira e con lui l’intero consiglio comunale.
Il problema con aspetti diversi è generale non riguarda solo Milano. Bisogna constatare che nessun partito in Parlamento solleva seriamente la questione salariale e i sindacati confederali sembrano soddisfatti dei 200 euro promessi da Draghi.
A maggior ragione bisogna alzare il tono della protesta, estenderla il più possibile nel dare vita a una coerente lotta salariale che contrasti il carovita e il divario crescente voluto dai padroni che penalizza i giovani. La differenza salariale tra un operaio giovane (25-34 anni) e uno maturo (45-54 anni), a Milano è del 42% contro il 22% nazionale.
Le buste paga degli impiegati hanno perso il 2,3%, fermandosi su una media di 33.673 euro lordi annui. I dirigenti perdono 1,1% annuo e si devono accontentare di “soli” 122 mila euro lordi annui! Solo i quadri prendono un 2,7% in più e arrivano a 62.028 euro annui.
“Milano è la città con meno potere d’acquisto” (non per quadri e dirigenti ndr) – osserva Maurizio del Conte, docente giuslavorista alla Bocconi e presidente dell’Afol metropolitana, e prosegue – è “una traiettoria alla San Francisco dove convivono homeless e super ricchi”.
Non si capisce perché spingersi a San Francisco quando nella stessa Milano oltre ai super ricchi ci sono almeno 3 mila senzatetto, dati del 2021 dell’Associazione Naga.
Sempre il nostro docente intervistato da La Repubblica, dichiara che Milano è “La città dove il ceto medio fa fatica…nella direzione di una città che non è per il ceto medio”.
Tralasciamo sulla dimensione malleabile del “ceto medio”, che ognuno modella a suo piacere, piuttosto gli operai e quelli che socialmente stanno sotto il “ceto medio”, come tirano a campare?

(Nota. Nei profili operai di JobPricing dai quali lo stesso Osservatorio ricava lo “Stipendio medio operaio” compaiono solo i seguenti profili operai e assimilati: “Quanto guadagna in media un metalmeccanico”. “Stipendio medio elettricista”. “Stipendio medio magazziniere”, “Stipendio medio muratore”, “ Quanto guadagna un barista?”. Non ci sono gli altri operai della produzione, della logistica e dei servizi, e non sono considerati i contratti atipici che a Milano riguardano 340 mila lavoratori con meno di 15 mila euro annui. Per questo è da ritenere sovrastimato lo “Stipendio medio operaio” di 25.870 euro lordi annui ricavato da JobPricing. Evidentemente a JobPricing, che organizza corsi di Leadership per formare leader aziendali e collaboratori, interessa monitorare solo alcune tipologie operaie, per avere la possibilità di selezionare oltre le loro competenze, anche le figure da legare al comando del carro aziendale).
Saluti Oxervator.

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