A MELFI IL PADRONE HA VINTO E CONTINUA A VINCERE

Sembra che la produzione e la vendita siano solo aspetti secondari, la priorità è distruggere l'operaio. Si torna ai 17 turni e si ha la conferma che, quando hanno bisogno di produrre, l'emergenza semiconduttori svanisce ...
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Sembra che la produzione e la vendita siano solo aspetti secondari, la priorità è distruggere l’operaio.
Si torna ai 17 turni e si ha la conferma che, quando hanno bisogno di produrre, l’emergenza semiconduttori svanisce (proprio come lo scorso Natale), e svaniscono anche le problematiche che la guerra in Ucraina comporta. I nemici sindacati giustificheranno l’ennesimo cambiamento con una riduzione dell’esubero, ma noi che la linea la mandiamo avanti, conosciamo la verità. Nelle aree di preparazione si continuerà a supplicare per scendere a lavorare, mentre nelle zone particolarmente pesanti bisogna sgomitare per avere un giorno di ferie.
Tutti questi cambi sono stati accompagnati da una continua ricerca di efficienza, bisogna risparmiare senza compromettere la produzione, quindi hanno ben pensato di lasciare lo stesso impostato diminuendo il personale in linea.
Hanno scelto di giocare con la salute dei lavoratori, di spingerli al limite, non riconoscendo in loro una componente umana, ma un semplice attrezzo da utilizzare a proprio piacimento. Anche questa volta i nostri nemici sindacati hanno giustificato gli orrori aziendali con l’adozione di un diverso MIX di produzione, mix che, come ben sanno, non è stato mai rispettato.
Oltre a ridurre il personale hanno anche avuto la brillante idea di abolire la delibera (area dove venivano controllate le parti assemblate in un determinato settore), questo comporta un aumento delle responsabilità che l’operaio deve assumersi.
Ad ogni errore si cerca il colpevole da punire, non si ha la lucidità mentale di capire che l’errore è causato dalla mancanza di tempo per completare l’operazione, dal mix che non viene rispettato, dalla riduzione del personale, dalla stanchezza mentale e fisica che ogni lavoratore deve sopportare. La colpa è solo dell’operaio che dovrà osservare una precisione degna di un chirurgo per non avere problemi con i grandi capi.

Tutto questo non ha nessun riscontro tra i lavoratori, spaventati e lasciati soli vivono passivamente la loro situazione isolando quei pochi che hanno deciso di alzare la testa.
La poca partecipazione alle scorse assemblee è il segno evidente di una regressione consapevole ad uno stato di schiavismo ormai accettato e incoraggiato.
Alzate la testa colleghi, ormai c’è poco da perdere.
È giusto collocare su una linea temporale gli inutili cambiamenti imposti dall’azienda per capire a posteriori quanto siano privi di logica.
Il 24 gennaio l’azienda comunicava il passaggio dai 15 turni ai 17.
L’informativa del 31 gennaio dava inizio al rientro di tutti i trasfertisti entro il 14 febbraio per impostare i 20 turni.
Il 25 febbraio a causa della mancanza di componenti, lo sciopero degli autotrasportatori e la guerra, il capo dice che bisogna continuare con i 15 turni.
Il 9 maggio ci informano di un ulteriore cambiamento con il passaggio ai 17 turni.
NINCO NANCO, OPERAIO MELFI

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