ECCO DOVE CI HANNO PORTATO

Operai,
ecco dove sono arrivati i governi dei padroni: alla guerra nel cuore dell’Europa. La loro concorrenza economica, la loro lotta per il controllo dei mercati ...
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Operai,
ecco dove sono arrivati i governi dei padroni: alla guerra nel cuore dell’Europa. La loro concorrenza economica, la loro lotta per il controllo dei mercati e delle materie prime li ha spinti all’uso della forza, al confronto fra eserciti. L’esercito dell’imperialismo russo invade l’Ucraina. Gli altri paesi imperialisti rispondono con le sanzioni. Chi paga e pagherà il prezzo più alto? Noi, gli operai, gli strati più bassi delle popolazioni.
Ora comincia la solita girandola di parole. Attribuirsi l’un l’altro le responsabilità, è così che il governo dei ricchi di ogni paese cerca una base di massa alla sua possibile entrata in guerra. Di quale massa unitaria stiamo parlando? In ognuno dei paesi contraenti gli operai sono schiavi salariati e hanno tutto il diritto di combattere la loro guerra contro i loro governi e se non lo fanno si espongono in silenzio a tutti i sacrifici che la guerra fra pescecani imporrà loro.
Lo zar del capitalismo russo, Putin, solo per ricordare la sua ultima azione, ha mandato il suo esercito contro la rivolta degli operai kazaki. Biden è l’ultimo che può parlare, i governi degli Stati Uniti hanno invaso paesi, schiacciato militarmente popoli e la loro critica a Putin può fare solo sorridere. I paesi europei in questi anni non hanno fatto altro che misurarsi per dividersi il bottino di Africa e Medio Oriente. Compreso il governo Italiano che per bombardare la Serbia si inventò la guerra umanitaria, ed infine anche la borghesia ucraina che per suoi interessi economici ha manovrato per ottenere i favori delle potenze imperialiste dell’occidente entrando in contrasto con gli interessi dell’imperialismo russo.
In queste ore l’esercito russo invade l’Ucraina, tutte le regole del diritto internazionale sono carta straccia, ogni paese dichiara a parole il sostegno all’integrità territoriale dell’Ucraina ma lasciano fare allo zar di Russia, l’importante è che il sistema dei loro interessi economici non venga scosso dalle sanzioni, che pertanto ognuno interpreta a suo modo. Arriveranno a concordare lo smembramento dell’Ucraina.
I primi a pagare sono gli operai in Ucraina, la loro borghesia ha giocato col fuoco della Nato ed ora per prendere parte ad una lotta di liberazione contro gli invasori russi hanno bisogno di porre come condizione preliminare che il loro governo venga messo da parte, esautorato, perché solo una resistenza degli operai e del popolo in armi può creare seri problemi all’esercito invasore.
Gli operai russi come gli operai ucraini pagano anch’essi questa guerra, non solo i figli vanno a morire al fronte per interessi non loro, ma le misure economiche che i padroni europei gli scaricano addosso li metterà alla fame, la sollevazione contro il loro governo affinchè ritiri le truppe dall’Ucraina è l’unica vera possibilità di fermare la guerra. Aprire il fronte interno.
Infine ci sono gli operai delle potenze occidentali che pagano questa guerra, oggi limitata ma di cui non si conoscono gli sviluppi, con un immiserimento crescente, la caduta dei salari e la disoccupazione. Di fronte all’inizio della guerra europea ogni operaio ha mille ragioni per entrare in guerra contro il proprio governo e nessuna per entrare in contrasto con qualunque operaio di un altro paese, sia esso russo, americano, ucraino. Anzi, bisogna veramente pensare ad un’azione comune degli operai contro la guerra dei padroni, ora.
Piangersi addosso solo dopo aver visto le distruzioni di una guerra imperialista è solo opportunismo.
PARTITO OPERAIO
PER CONTATTI: partito.operaio@gmail.com

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