DALLA PIAGGIO: TAMPONI FATTI IN FABBRICA E A SPESE DEL PADRONE

A firma di sei delegati della RSU della Piaggio un volantino in cui si fissano i termini per affrontare la questione del green pass tenendo uniti tutti gli operai sulla stessa linea di difesa
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A firma di sei delegati della RSU della Piaggio un volantino in cui si fissano i termini per affrontare la questione del green pass tenendo uniti tutti gli operai sulla stessa linea di difesa


 

Volantino distribuito il 20 ottobre 2021 alla Piaggio di Pontedera

Lavoratori,
appena una settimana fa abbiamo distribuito un volantino con l’esortazione a rimanere uniti, di fronte a decisioni che hanno considerato i lavoratori come macchine da profitto da non dover fermare.
Sappiamo che oltre 80% di noi è vaccinato, ma con l’inizio del periodo del green pass obbligatorio per entrare a lavoro, rinnoviamo l’appello a ragionare seriamente sulle ricadute che sta avendo sui nostri compagni di lavoro:
Per poter garantirsi il diritto al lavoro, i lavoratori che hanno scelto di non vaccinarsi devono fare tre tamponi a settimana, a 15 € ciascuno, cercare ogni volta disperatamente farmacie disponibili e passare ore in fila, durante il loro tempo libero e, spesso, perdere anche ore di salario se non coincidono gli orari del turno di lavoro.
Crediamo che a nessuno si possa e si debba chiedere un tale costo umano prima ancora che economico. Di fronte a condizioni e a regole, coercitive e di fatto inapplicabili , non possiamo rimanere insensibili indipendentemente dalle scelte di ognuno sulla vaccinazione. Abbiamo vissuto insieme i rischi per la nostra salute in questi due anni, lavorando in fabbrica in condizioni difficili e disagiate, con la paura per noi e i nostri cari.
Se il Governo avesse imposto alle aziende di pagare i tamponi, i padroni avrebbero fatto fronte comune, perché nessuno deve toccare i loro profitti. Mentre su un operaio si può scaricare un costo di 2/300 € per poter entrare a lavorare.
Ma la storia recente in Italia ha dimostrato ai Governi, ai partiti politici, alla Confindustria che i costi delle crisi si possono scaricare sui lavoratori, lasciati sempre da soli da chi dovrebbe rappresentarli.
Lo sgombero dei portuali di Trieste che stavano facendo un semplice presidio, senza picchetti, davanti al porto è un avvertimento a tutti i lavoratori. Non è questione di green pass.
La solidarietà e l’unità di tutti i lavoratori sono la forza su cui dobbiamo contare. Non facciamoci dividere.
I nostri compagni di lavoro devono essere messi nelle condizioni di poter esercitare il loro diritto al lavoro con procedure più semplici e attuabili. Abbiamo perciò già fatto all’azienda la richiesta che i tamponi siano fatti direttamente in fabbrica e che la Piaggio contribuisca significativamente alle spese come è già stato concordato in diverse aziende in Italia.
Chiediamo a tutti i lavoratori di sostenere queste richieste se continuasse la chiusura totale da parte aziendale.
Delegati RSU: Cappellini, Guezze, Mei, Bellagamba, Tecce, Di Sacco

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