STELLANTIS MELFI. O AL LAVORO O A CASA A SALARIO PIENO

I capi sindacali diranno che è una richiesta insostenibile, ma non lo dicevano quando ristoratori e bottegai gridavano "o ci fate lavorare o ci pagate". Gli operai devono andare a casa con quasi la metà del salario e stare zitti. Si sa, gli utili degli azionisti non si toccano.
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I capi sindacali diranno che è una richiesta insostenibile, ma non lo dicevano quando ristoratori e bottegai gridavano “o ci fate lavorare o ci pagate”. Gli operai devono andare a casa con quasi la metà del salario e stare zitti. Si sa, gli utili degli azionisti non si toccano.


 

Gli operai quando entrano in fabbrica, senza ricevere nessuno acconto iniziano a lavorare gratis, sanno che dopo un mese di lavoro riceveranno il primo salario mensile. Prima di poter ricevere il primo salario devono fare una montagna di produzione e per poter arrivare a ricevere il primo salario gli operai devono vedere come fare per pagarsi le spese di sostentamento, l’abbonamento, rifocillare se stessi e i propri figli e tutte le spese che ad una famiglia necessitano. La prima cosa che ti dice il padrone è quella che sei alle sue dipendenze, non puoi lavorare per altri e sei suo dipendente anche fuori dai cancelli della fabbrica. Se ti viene in mente di fare altri lavori rischi il licenziamento. Sei a sua totale dipendenza e guai se ti prende sulle scatole e non fili dritto. Quando le cose vanno bene e si lavora, dopo il primo mese ci viene pagato il nostro primo salario, fra noi operai usiamo dire che siamo “entrati nel giro” e adesso abbiamo dei soldi per poter sopravvivere.
Così passano mesi, anni e mentre noi lavoriamo per poter sopravvivere e non con chissà quali ricchezze ma con un salario appena sufficiente, il padrone, grazie a quello che produciamo, mette da parte una montagna di soldi e fa la sua bella vita. Quando le cose non vanno più bene e c’è bisogno di meno operai, il padrone non ci pensa due volte a mandare a casa una parte di noi operai e tenere con sé altri, continuando a sfruttarli sempre di più perché da qualche parte deve pure continuare a fare profitti per poter continuare sempre a fare la sua bella vita. Ovviamente questo non gli basta e se con una mano continua a mettere in tasca soldi provenienti dallo sfruttamento direttamente perpetuato sugli operai che restano nel ciclo di produzione, con l’altra mano deve pur riempire l’altra tasca. Lì vanno a finire altri soldi. Ingenti finanziamenti aggiudicati dai rappresentanti politici di altri strati sociali a loro vicini che gestiscono le finanze pubbliche, somme rastrellate dalla ricchezza creata dagli stessi operai. Alla Fiat che adesso si chiama Stellantis non si capisce quanti soldi sono stati regalati, se avessero dato a noi operai i soldi che hanno regalato alla Fiat, noi operai avremmo potuto vivere di rendita. Invece dopo tanti anni e dopo essere stati sfruttati per bene noi operai dobbiamo continuare a fare i conti mese dopo mese con gli spiccioli della cassa integrazione sempre più massiccia e con un reddito che equivale a quello di cittadinanza e il padrone continua ad accumulare soldi e ricchezze che non consumerà mai.
Rispetto a questa cosa non solo non c’è nessuno che dice niente, ma tantissimi continuano a dichiarare che bisogna trovare il modo per aiutare ancora il padrone. Finanche gli stessi sindacati. Sindacati che invece di pretendere che venga riconosciuto agli operai un salario adeguato, si accodano ad altri elementi piccolo borghesi affinché vengano elargite ingenti somme al padrone, sgravi e risparmi sulle spese di energia elettrica e altri versamenti. Tutti in coro dicono che nessuno deve rimanere indietro, ma in verità non si porge la mano a chi ha bisogno bensì a chi già è ricco. Gli operai anche quando sono in cassa integrazione ricevono le bollette e non ci sono risparmi nonostante il reddito si abbassa.
Il padrone ha detto che noi operai siamo alle sue dipendenze, non possiamo fare altro che aspettare che ci chiami in fabbrica, allora deve darci il salario per intero, non è chiedere troppo, è soltanto chiedere il minimo. La burocrazia sindacale ha il suo stipendio, il padrone le sue entrate stratosferiche, noi vogliamo il nostro reddito che non può scendere al di sotto da non poterci far più sopravvivere. I soldi del Recovery Plan sono tantissimi, se li spartiranno i padroni e le classi superiori. Non ci facciamo illusioni su questo, ma non chiedeteci di mobilitarci per farne avere una fetta più grande al nostro padrone. La vecchia favole che più gli affari del nostro padrone vanno bene e meglio stiamo noi è smentita da anni e anni in cui i nostri salari sono scesi e la nostra fatica è aumentata. Se il padrone ci tiene a casa, perché gli conviene, allora ci deve pagare lo stesso. Integri la cassa e la smetta di ricattarci con la non maturazione dei ratei.
Crocco, operaio di Melfi

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