LA CONCORRENZA FRA I PRODUTTORI DI VACCINI ALLUNGHERÀ LA CATENA DI MORTI, QUESTO È IL CAPITALISMO!

La limitata disponibilità dei vaccini covid19 non dipende né dalla capacità  produttiva delle industrie, né dalla mancanza delle materie prime, ma solo e solamente dalla concorrenza fra aziende per garantire ai propri azionisti alti profitti.
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La limitata disponibilità dei vaccini covid19 non dipende né dalla capacità produttiva delle industrie, né dalla mancanza delle materie prime, ma solo e solamente dalla concorrenza fra aziende per garantire ai propri azionisti alti profitti.


 

Caro Operai Contro, neanche la catastrofe umana della pandemia covid 19, scuote i borghesi e la loro politica. Garantire un vaccino in breve tempo a tutti, anche ai paesi poveri, vorrebbe dire dare la formula e la possibilità di produrre il vaccino in ogni paese. Vorrebbe dire prendere misure in primis, deroga ai brevetti e a tutti gli strumenti di proprietà intellettuale inerenti al vaccino, come hanno chiesto i governi del Sudafrica e dell’India.
Deroga ai brevetti ecc. ecc. prevista fra l’altro proprio dall’Organizzazione Mondiale del Commercio, proprio per situazioni di straordinaria eccezionalità, qual è la pandemia in corso causata da un virus classificato di classe A come la Peste.
Questo per i produttori di vaccini vorrebbe dire perdere un colossale business. Quindi per permettere a poche persone di accumulare profitti e arricchirsi a dismisura, si sentenzia la morte di milioni di uomini.
I produttori di vaccini e i loro governi, organizzano la produzione sulla base dei profitti che devono realizzare, non su quante persone hanno bisogno del vaccino. Il volume di produzione limitato a poche fabbriche, ogni capitalista si guarda bene dal socializzare la produzione, gli altri sono solo concorrenti da battere. Con lo sviluppo delle forze produttive mondiali si potrebbero inondare gli Stati di miliardi di vaccini, invece bisogna aspettare una distribuzione centellinata. Giocano sul prezzo, chi paga di più ne avrà a disposizione di più … insomma se ci voleva una prova di come lo sviluppo delle forze produttive materiali trova dei limiti insormontabili, nei rapporti di produzione e di scambio, nella produzione per il profitto questa prova è lampante.
Pfizer ha interesse a vendere più vaccini ai paesi come Israele, che lo paga 28 dollari a dose, agli Stati Uniti che lo paga 19,50 dollari a dose, all’Italia che con l’Europa lo paga 14,50 dollari a dose. Piuttosto che venderli ai paesi dell’Unione Africana a 6,75 dollari a dose.
I tagli ed i ritardi nella consegna dei vaccini all’Italia da parte di Pfizer, l’azienda produttrice americana, tira il filo di una matassa mettendo a nudo una realtà sottaciuta, per la quale i governi dei paesi “ricchi” con il 13% della popolazione mondiale, fregandosene di quelli “poveri” e quelli cosiddetti “in via di sviluppo”, si sono accaparrati più di 2 miliardi di vaccini, un quantitativo 4-5 volte più numeroso delle persone da vaccinare nei propri paesi. Esempio, l’Italia ha complessivamente comprato da più produttori 202 milioni di dosi di vaccino, 4 dosi per ogni vaccinando. Il 96% della produzione dei vaccini Pfizer, e il 100% della produzione dei vaccini Moderna, sono già stati comprati dai paesi “ricchi”. Dati raccolti e analizzati da “The People’s Vaccine”, un’alleanza di organizzazioni umanitarie come Amnesty International, Oxfam, Unaids, lo Yunus Center, dicono che in 67 paesi “in via di sviluppo” dall’Africa ai Balcani, solo una persona su 10 si potrà vaccinare contro il covid. Questa coalizione chiede che la vaccinazione non sia riservata ai soli paesi “ricchi”.
Il fisico ed epidemiologico A. Vespignani, ha calcolato che se il vaccino fosse distribuito in base alla popolazione degli Stati, indipendentemente dal loro reddito, ne sarebbe dimezzato il numero delle vittime.
Senza moneta sonante da gettare sul piatto, e un riconosciuto “peso” in campo internazionale, la maggior parte di questi 67 paesi “poveri”, non ha potuto fare alcun accordo con le case farmaceutiche per l’acquisto dei vaccini.
Requisiti che spiegano anche la causa dei ritardi della fornitura di vaccini all’Italia. Nella guerra dell’accaparramento fra paesi “ricchi”, all’interno dell’Ue, non si è ancora chiarito se sia vero o no, che la Germania, oltre l’accordo ufficiale con gli altri paesi della coalizione, ne abbia un altro di 30 milioni di dosi, stipulato a parte con Pfizer.
Poteva sembrare una isolata uscita quella della nuova assessora al welfare della Lombardia, in realtà la Moratti nella spartizione dei vaccini, chiedeva anche a livello regionale, il parametro del Pil quale credenziale di “buon pagatore”. Lo stesso discriminatorio criterio adottato dai paesi “ricchi”, dall’ Europa all’America nell’ottenere le quote di vaccino. Comanda la potenza più forte, e scendendo di questo passo niente vaccini ai paesi “poveri”.
Come cattivo pagatore l’Italia subisce un 1° taglio del 29 % del n° dei vaccini pattuiti. Taglio annunciato dalla Pfizer all’ultimo momento prima della consegna. 165 mila vaccini in meno con la promessa che arriveranno più avanti. Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza covid, minaccia ricorsi legali contro Pfizer, se non mantiene gli impegni con l’Italia presi in accordo fra i paesi Ue e con il parlamento di Bruxells, che stabilivano il numero di vaccini per ciascun paese Ue, compresa la Gran Bretagna che ne è uscita.
Per tutta risposta alle minacce di Arcuri, la settimana dopo Pfizer annuncia un 2° taglio dei vaccini del 20%, e comunica a Bruxelles, che i vaccini mancanti saranno comunque tutti consegnati, entro la fine del 1° trimestre del 2021. Boccia ministro per gli affari regionali e le autonomie della repubblica italiana, si affianca ad Arcuri nella minaccia di azioni legali contro Pfizer, sia per i tagli dei vaccini, sia perché, senza consultare la struttura commissariale, Pfizer decide a quale regioni sottrarre i vaccini tagliati e glieli spedisce direttamente. Ma il coltello dalla parte del manico ce l’ha Pfizer e le minacce legali contro queste potenze industriali fanno semplicemente sorridere. Anche Astrazeneca ha comunicato che all’Italia fornirà il 60% in meno dei vaccini: 3,2 milioni di fiale, invece degli 8 milioni pattuiti.
Il ritardo nella consegna oltre a ritardare le vaccinazioni, compromette 54 mila “richiami” per chi ha già fatto la prima dose, avendo alcune regioni usato tutti i vaccini disponibili proprio per la prima dose.
Con i mezzi di produzione attivabili a livello mondiale inondare tutta la popolazione di vaccini subito disponibili, sarebbe assolutamente possibile ma … il profitto, l’accumulazione di capitale, il guadagno degli azionisti impedisce di fatto questa possibilità, anche se moriranno ancora milioni di uomini a causa di una peste che si diffonde senza limiti. La storia non poteva darci altre prove del fatto che il nemico che nasce nelle fabbriche e rovina tutta la società è la produzione per il profitto ed è questa che bisogna far saltare, tutto il resto è generica denuncia che lascia il tempo che trova.
Saluti Oxervator

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