UNA RIDUZIONE DEL CUNEO FISCALE DA 4 EURO AL MESE

Per gli operai più poveri solo briciole. Hanno conteggiato nella riduzione del cuneo fiscale anche gli 80 euro di Renzi, l’aumento reale in busta paga si riduce a 4 euro lordi. Sono dei veri truffatori.
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Per gli operai più poveri solo briciole. Hanno conteggiato nella riduzione del cuneo fiscale anche gli 80 euro di Renzi, l’aumento reale in busta paga si riduce a 4 euro lordi. Sono dei veri truffatori.


 

Caro Operai Contro,
4 euro lordi in più al mese, (circa 3 euro netti) andranno nelle buste paga di coloro che avevano preso il bonus di 80 euro. Si tratta di 9,4 milioni di operai e lavoratori con retribuzioni lorde annue tra gli 8 mila e i 26.600 euro. 84 euro lordi in più al mese, (circa 55 euro netti) andranno nelle buste paga di quelli che non avevano preso il bonus di 80 euro. Si tratta di 4,5 milioni di operai e lavoratori con retribuzioni lorde annue tra i 26.600 e i 35 mila euro.
Dal luglio 2020 e per tutto il 2021, questi sono gli aumenti in busta paga, per 13,9 milioni fra operai e lavoratori dipendenti, per effetto del taglio del cuneo fiscale, deciso dalla manovra di bilancio col voto definitivo la vigilia di Natale.
Dopo 5 mesi di propaganda, passati a dire che il taglio del cuneo fiscale avrebbe portato aumenti in busta paga, il governo Conte bis ha messo le carte in tavola e la montagna ha partorito il topolino, stanziando per il taglio del cuneo fiscale solo 3 miliardi di euro per il 2020 e 5 miliardi per il 2021, che sembrano grandi cifre, ma non sono niente rispetto alla platea interessata. Ma non è tutto. Il Conte bis non ha usato il taglio del cuneo fiscale per alzare i salari, ma bensì per aumentare la differenza tra quelli più bassi e quelli più alti. Sperando con aumenti più consistenti alle retribuzioni più alte, di limitare la fuga di questi elettori, verso l’astensione elettorale. Come si è visto, alle buste paga più leggere andranno briciole, 3 euro netti al mese, contro i 55 euro netti che andranno nelle buste paga più pesanti. Una differenza di 52 euro netti mensili, tra le retribuzioni da 8 mila fino a 26.600 euro lordi annui, in confronto a quelle più pesanti, dai 26.600 fino a 35 mila euro lordi annui.
Il taglio del cuneo fiscale aveva accompagnato l’insediamento del Conte bis, con la promessa che meno “trattenute” sulle retribuzioni avrebbero portato 120 euro lordi mensili in più in busta paga. Sono semplicemente dei truffatori.
Per accontentare i padroni e i vari strati borghesi che rivendicano finanziamenti per l’industria, meno tasse e più agevolazioni, il governo Conte bis ha pensato di far cassa, tagliando gli iniziali 120 euro lordi mensili, destinati al taglio del cuneo fiscale, portandoli col passare dei mesi a 40 euro, ed ora con l’approvazione della manovra di bilancio, ha fissato 2 somme diverse individuando altrettante fasce retributive includendo nel calcolo gli 80 euro di Renzi. Dei 120 euro iniziali, andranno in busta paga 3 euro netti per le retribuzioni più basse di prima fascia e 55 euro netti per le retribuzioni di seconda fascia. I sindacati che dicono di rappresentare “i lavoratori” stanno naturalmente zitti, meglio questo che niente è la solita tiritera che ha portato gli operai alla miseria.
Altra musica per i padroni piccoli e grandi, per loro un nuovo credito d’imposta, sostituirà i regali che ricevevano con i super e gli iperammortamenti del capitale investito in macchinari e in beni strumentali per l’impresa. Viene anche istituito per i padroni un nuovo credito d’imposta per ricerca, innovazione e design. I finanziamenti per la formazione 4.0 vengono prorogati anche per il 2020. Queste più una serie di agevolazioni anche per piccole e medie imprese, per le quali la flaxtax è stata fissata al 15%, mentre al 1°gennaio 2020, doveva scattare al 20%.
Le nuove “tasse” invece di pagarle padroni e bottegai, le pagherà il consumatore, quando acquista i prodotti, è il caso della tassa sulla plastica, e la tassa sulle bevande zuccherate, (slittata a ottobre).
La tassa sui giochi. Dal 1° gennaio 2020 aumenta del 20% il prelievo fiscale sulle vincite superiori a 500 mila euro. Non è dato sapere se, ed in che misura aumenterà la tassazione anche per somme più basse.
La Robin tax. Per il settore dei trasporti autostradali, gestione aeroportuali, portuali e ferroviarie, aumenta del 3,5% l’addizionale Ires sui redditi derivanti dallo svolgimento di attività in concessione. Si ripercuoterà sul prezzo finale dei biglietti e delle tariffe, degli utenti che utilizzano questi mezzi di trasporto.
La manovra di bilancio stanzia 13,1 milioni di euro, per i prepensionamenti nell’editoria. Di cui 7 milioni per i giornalisti e 6,1 milioni per i poligrafici. Per gli operai definiti “esuberi” con gli stessi requisiti dei giornalisti, la manovra di bilancio, non prevede prepensionamenti. Nessuna soluzione o cenno anche per gli “esuberi” più giovani.
Saluti Oxervator

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