ILVA DI TARANTO: IL DESTINO DEGLI OPERAI

IMPEGNI FALSI; VELENO VERO Il vice ministro Di Maio si è seduto al tavolo con i padroni di Arcelor e i sindacalisti per regalare ai padroni di Arcelor l’acciaieria dell’ILVA. L’acciaieria dell’ILVA con le sue emissioni nocive aveva già ucciso centinaia di operai e di figli di operai “Il ministro Di Maio aveva detto di avere fiducia che loro del M5S erano diversi dal Pd di Renzi. Il ministro Di Maio affermava dopo l’accordo, di cui si era detto garante, che: ‘Abbiamo fatto installare da Arcelor all’ILVA di Taranto nuove tecnologie che riducono le emissioni nocive del 20%. Non […]
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IMPEGNI FALSI; VELENO VERO

Il vice ministro Di Maio si è seduto al tavolo con i padroni di Arcelor e i sindacalisti per regalare ai padroni di Arcelor l’acciaieria dell’ILVA.

L’acciaieria dell’ILVA con le sue emissioni nocive aveva già ucciso centinaia di operai e di figli di operai

“Il ministro Di Maio aveva detto di avere fiducia che loro del M5S erano diversi dal Pd di Renzi.

Il ministro Di Maio affermava dopo l’accordo, di cui si era detto garante, che: ‘Abbiamo fatto installare da Arcelor all’ILVA di Taranto nuove tecnologie che riducono le emissioni nocive del 20%.

Non era vero, l’imbroglione del M5S e FIM-FIOM-UILM-USB dovevano farci accettare i 3000 licenziamenti dei dipendenti ILVA e più di 2000 e passa operai degli appalti.

Per di Maio la vendita ad Arcelor era l’unica possibilità per proseguire la produzione, sulla stessa linea del ministro Calenda, del governo a guida PD.

Arcelor non ha ancora assunto tutti gli 8200 operai dell’accordo fatto con Di Maio e FIM-FIOM-UILM-USB , ma ha aumentato la produzione e lo sfruttamento degli operai assunti.

Aumentano anche, ma negli impegni mancati dei contraenti dovevano diminuire, i valori delle emissioni inquinanti all’interno dello stabilimento ex Ilva di Taranto e all’interno della città.

A denunciarlo è l’associazione Peacelink, che riporta i dati registrati dalle centraline di monitoraggio dell’Arpa (Agenzia regionale per prevenzione e protezione dell’ambiente) Puglia a ridosso delle cokerie dell’acciaieria Arcelor Mittal. Valori rilevati tra gennaio e febbraio di quest’anno che, confrontati col medesimo periodo del 2018, rivelano picchi di sostanze pericolose come Ipa (più 191 percento), benzene (più 160 per cento), idrogeno solforato (più 111 per cento), pm10 (più 29 per cento Env e più 18 per cento Swam) e pm 2,5 (più 23 per cento).

Gli ex operai dell’ILVA sono costretti a produrre profitti per i padroni di Arcelor con la morte sulle spalle per loro e i loro figli.

L.S.

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