LA MATTANZA DEGLI OPERAI CONTINUA, I DIRIGENTI DELLA CGIL HANNO SCOPERTO IL PERCHE’

Redazione di operai Contro, A Livorno, il 28 marzo, un’esplosione è costata la vita a Nunzio Viola e a Lorenzo Mazzoni. Un altro operaio è ferito gravemente e combatte per la sua vita. Un operaio di 52 anni,  è morto in un “incidente” sul lavoro avvenuto a San Godenzo, in Mugello (Firenze). A Bologna un altro operaio è morto folgorato. Potremmo continuare perchè ogni giorno 3 o 4 operai  vengono uccisi per il profitto dei padroni. Noi operai pensavamo che fosse questa la causa, ma ci sbagliavamo. Mario Fuso, membro della segreteria Cgil della Toscana con delega alla salute […]
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Redazione di operai Contro,

A Livorno, il 28 marzo, un’esplosione è costata la vita a Nunzio Viola e a Lorenzo Mazzoni. Un altro operaio è ferito gravemente e combatte per la sua vita. Un operaio di 52 anni,  è morto in un “incidente” sul lavoro avvenuto a San Godenzo, in Mugello (Firenze). A Bologna un altro operaio è morto folgorato.

Potremmo continuare perchè ogni giorno 3 o 4 operai  vengono uccisi per il profitto dei padroni.

Noi operai pensavamo che fosse questa la causa, ma ci sbagliavamo.

Mario Fuso, membro della segreteria Cgil della Toscana con delega alla salute e sicurezza sul lavoro.ha scoperto il perchè: ”  Una vera cultura della sicurezza del lavoro – osserva Fuso – “in Italia stenta ad affermarsi, questo è il punto negativo dal quale partiamo, in Italia sappiamo che manca il piano nazionale di strategia sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e come dire questo fa il titolo grosso, cioè è elemento di cultura predominante che manca e questo lo si riscontra quotidianamente, purtroppo”. Livorno – aggiunge – “è una città molto attaccata al porto. Noi abbiamo in attivo un protocollo di legalità e sicurezza con l’autorità portuale e le parti datoriali che operano all’interno del porto, ma in quel settore specifico (dove è avvenuto l’incidente, ndr) non è operativo, quindi c’è difficoltà ad applicare quel protocollo, ci sono delle aree ‘extraterritoriali’, per così dire, che non sono coperte”.

“La contaminazione reciproca fra le parti, in questo caso le parti sociali e le parti datoriali, è determinante – insiste il rappresentante Cgil –, nell’attenzione, nel controllo, nelle ispezioni delle istituzioni. È il primo passaggio da fare. Noi stasera ci incontriamo proprio con la regione Toscana, con il presidente Enrico Rossi, proprio per ribadire questo concetto e per alimentare l’idea che è necessario attivarsi meglio e di più”. I protocolli per la sicurezza – ricorda Fuso – “nei punti più strutturati sono molto diffusi. Il problema è che in Italia prevale un’attività economica legata alla piccola e piccolissima impresa, ed è lì che dobbiamo fare uno sforzo ulteriore, negli apparati produttivi più piccoli”.

Per i dirigenti della CGIL è solo questione di cultura. La colpa è della piccola o piccolissima impresa. I padroni delle grandi fabbriche sono a posto hanno cultura, pagano buone mazzette ai sindacalisti.

Fuso non dire cazzate, più è grande la fabbrica, maggiori sono le stragi di operai. Potremmo parlare delle stragi dell’amianto, della Marlene, della Tyssenkrup e di altre miglia di fabbriche. Dove i dirigenti sindacali si sono sbafati con il padrone miliardi per affermare la cultura della sicurezza.

C’è un  solo modo per affermarla è quella di eliminare il lavoro–salariato e i dirigenti sindacali corrotti

Un operaio di Livorno

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