Carcere 4.0: farsi arrestare per sfuggire alla povertà

Caro Operai Contro, in Giappone per sfuggire alla povertà prodotta dall’industria moderna, sempre più anziane e anziani commettono piccoli crimini per farsi arrestare, “rifugiarsi” in galera per avere almeno un tetto sulle spalle, un piatto di minestra e l’assistenza medica. Finché non ci sbarazziamo di questo sistema sociale, questa è fra le conseguenze per gli operai e gli strati poveri, del tempo di lavoro liberato dal nuovo macchinario. Una realtà (che fa il paio con la condizione operaia in fabbrica), prodotta da “La via giapponese di industria 4.0”, portata a modello anche per i padroni italiani, (si veda l’articolo […]
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Caro Operai Contro,

in Giappone per sfuggire alla povertà prodotta dall’industria moderna, sempre più anziane e anziani commettono piccoli crimini per farsi arrestare, “rifugiarsi” in galera per avere almeno un tetto sulle spalle, un piatto di minestra e l’assistenza medica. Finché non ci sbarazziamo di questo sistema sociale, questa è fra le conseguenze per gli operai e gli strati poveri, del tempo di lavoro liberato dal nuovo macchinario.

Una realtà (che fa il paio con la condizione operaia in fabbrica), prodotta da “La via giapponese di industria 4.0”, portata a modello anche per i padroni italiani, (si veda l’articolo del Sole 24 ore qui ripreso in chiave critica il 19 marzo scorso).

Le statistiche carcerarie dicono che in Giappone, tra il 1991 ed il 2013, il numero di detenuti anziani è aumentato del 460%. Le spese annuali associate all’assistenza agli anziani nelle carceri, sono arrivate ad oltre 6 miliardi di yen (più di 50 milioni di dollari) nel 2015, un aumento dell’80% rispetto al decennio precedente. Il prototipo giapponese di industria 4.0, innesca una concorrenza spietata fra i padroni di tutto il mondo, compresi quelli in Italia. Per non subirne le disastrose conseguenze, occorre organizzarsi nel partito operaio per farla finita con il sistema sociale dei padroni.

Saluti da un sostenitore di Operai Contro

 

Invio un estratto da Europa Today

Giappone. Il carcere per sfuggire a povertà e solitudine, così gli anziani in Giappone cercano aiuto.

Sono sempre più le persone nel Paese che si fanno arrestare di proposito perché non in grado di provvedere a se stessi

Il carcere contro la solitudine.

Qui con una popolazione che è in media la più vecchia del mondo, con il 27% dei cittadini che ha oltre 65 anni, si sta facendo largo la pratica di farsi arrestare per sfuggire alla solitudine e alla povertà della vita in libertà. E così tanti uomini e soprattutto donne decidono di commettere piccoli crimini, perlopiù furti, per essere arrestati e rinunciare alla libertà pur di avere la sicurezza di una compagnia e di un pasto quotidiano.

Popolazione invecchiata.

Dal 1980 al 2015 il numero degli anziani che vivono da soli in Giappone è aumentato di oltre sei volte, fino a quasi 6 milioni e un sondaggio condotto nel 2017 dal governo di Tokyo ha rivelato che più della metà degli anziani incarcerati vivevano da soli. Il 40 per cento di loro non aveva una famiglia o parlava raramente con i parenti. Queste persone spesso dicono di non avere nessuno a cui rivolgersi quando hanno bisogno di aiuto.

Donne e povertà.

“Mio marito è morto l’anno scorso. Non avevamo figli, quindi dopo la sua morte sono rimasta sola”, ha dichiarato a Bloomberg una delle detenute del carcere femminile di Iwakuni, a circa 50 chilometri dalla città di Hiroshima. “Quando sono uscita la seconda volta dal carcere mi sono promessa di non cascarci più. Ma poi là fuori sentivo troppa nostalgia”, ha invece raccontato un’altra donna, spiegando di aver poi deciso di rubare un ventaglio, il terzo taccheggio della sua vita, una recidiva che le è costata una condanna a tre anni. Una condanna che per lei è stata un sollievo: “Mi piace di più la vita in prigione. Ci sono sempre delle persone intorno, non mi sento sola qui”, ha raccontato.

Un problema economico per il paese.

Le donne anziane soprattutto sono spesso economicamente vulnerabili: quasi la metà delle persone di età pari o superiore a 65 anni vive in condizioni di povertà peggiori rispetto al resto della popolazione, ad esempio, rispetto al 29% degli uomini. E il problema oltre che sociale sta diventando economico per il Paese. Né il governo né il settore privato hanno stabilito un efficace programma di riabilitazione per gli anziani, e i costi per tenerli in carcere stanno aumentando rapidamente. Le spese associate all’assistenza agli anziani hanno contribuito a spingere i costi medici annuali negli istituti di correzione per oltre 6 miliardi di yen (più di 50 milioni di dollari) nel 2015, un aumento dell’80% rispetto al decennio precedente.

Nel 2016, il Parlamento giapponese ha approvato una legge che mira a garantire che gli anziani recidivi ottengano sostegno dai sistemi di assistenza sociale e sociale del Paese. Da allora, gli uffici del procuratore e le carceri hanno lavorato a stretto contatto con le agenzie governative per ottenere l’assistenza di cui hanno bisogno i trasgressori senior. Ma i problemi che portano queste donne a cercare il relativo conforto della prigione sembrano essere al momento al di là della portata del sistema.

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