“Solidarietà espansiva” figlia delle “tutele crescenti”

Caro Operai Contro, da quando Renzi ha abolito la giusta causa nel licenziamento, per sostituirla con le “tutele crescenti”, per i padroni è cominciata la pacchia. L’ultima trovata è la cosidetta “solidarietà espansiva”. Di cosa si tratta lo vediamo alla Telecom che insieme ai 7.500 licenziamenti annunciati, intende applicare proprio la “solidarietà espansiva”: un taglio dei salari generalizzato, per “finanziare” 2.000 assunzioni con salari da fame. Ai licenziamenti di massa si aggiunge ora il taglio generalizzato della busta paga ai dipendenti superstiti e paghe ancora più basse per i nuovi assunti. Queste e altre misure antioperaie sono state proposte […]
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Caro Operai Contro,

da quando Renzi ha abolito la giusta causa nel licenziamento, per sostituirla con le “tutele crescenti”, per i padroni è cominciata la pacchia. L’ultima trovata è la cosidetta “solidarietà espansiva”. Di cosa si tratta lo vediamo alla Telecom che insieme ai 7.500 licenziamenti annunciati, intende applicare proprio la “solidarietà espansiva”: un taglio dei salari generalizzato, per “finanziare” 2.000 assunzioni con salari da fame. Ai licenziamenti di massa si aggiunge ora il taglio generalizzato della busta paga ai dipendenti superstiti e paghe ancora più basse per i nuovi assunti.

Queste e altre misure antioperaie sono state proposte da Telecom al sindacato, (Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil). Il sindacato come ricordava l’articolo di Operai Contro l’altro giorno, si sono dichiarati “Aperti al confronto ma vogliono garanzie su perimetro aziendale a partire dalla rete”. Pongono come condizione il “perimetro” e la “rete”. Ma i licenziamenti comunque mascherati? E le condizione di chi rimane e dei nuovi assunti? Siamo allibiti.

Saluti operai

 

Articolo da La Repubblica 19 gennaio 2018

Telecom, il lavoratore deve essere low cost: “Duemila assunti, tanti apprendisti”

Il piano di esodi dell’azienda punta a realizzare un “remix generazionale”. Fuori personale con stipendi importanti, dentro giovani da pagare il meno possibile. Mega piano di formazione per i dipendenti, dall’inglese al Bitcoin

ROMA – Via 100 dirigenti (con uno stipendio medio lordo di ben 300 mila euro l’anno). Via altri 7.500 dipendenti con almeno 58 anni di età, 38 di anzianità aziendale e retribuzioni di tutto rispetto. Dentro, come neo assunti, 2000 giovani senza grandi pretese quanto al compenso. Come già la Rai, anche la Telecom assumerà personale – a partire da luglio del 2018 – soprattutto con i contratti low cost dell'”apprendistato professionalizzante”.

Eppure il piano di esodi e di assunzioni della Telecom chiarisce che questi giovani – pagati il meno possibile – dovranno essere molto bravi. Se una parte lavorerà come semplice tecnico, un’altra parte dovrà avere competenze d’avanguardia come:

– big data scientist, big data analyst, sviluppatore di applicazioni, sviluppatore di software per servizi innovativi. E ancora:

– progettista di piattaforme di rete virtuali, progettista di reti di nuova generazione, specialista nell’assistenza al cliente via social.

Peraltro a pagare queste 2000 nuove assunzioni saranno i dipendenti attuali della Telecom che – nei piani dell’azienda – dovranno accettare una riduzione dell’orario di lavoro per 20 minuti giornalieri già a partire dal primo marzo del 2018. Il meccanismo è quello della “solidarietà espansiva”: chi è dentro guadagna meno, questi soldi intanto permettono le assunzioni (al via da luglio del 2018).

La Telecom mette in campo anche un mega-piano di formazione e aggiornamento del suo personale. Il piano coinvolgerà fino a 50 mila dipendenti (alcuni a tempo determinato) e prevederà lezioni sia in aula e sia via Internet. Corsi biennali insegneranno ai dipendenti  a “migliorare il servizio al cliente”. Corsi annuali serviranno a perfezionare l’inglese, in qualche caso a imparare questa lingua partendo da zero. Corsi pluriennali guideranno i lavoratori di Telecom nel mondo misterioso delle criptovalute come il Bitcoin.

Il piano della Telecom, dunque, prevede l’uscita di 7500 dipendenti e 2000 nuove assunzioni. Ecco altri numeri sulla vicenda:

– 3,1 MILIARDI. E’ il costo del lavoro, tutto compreso, che l’azienda ha scritto nel suo bilancio del 2016.

– UN MILIARDO. E’ il risparmio che Telecom ricaverà ogni anno, secondo i calcoli dei sindacati, dall’addio dei 7500 lavoratori.

– 489 MILIONI. E’ il risparmio che Telecom ricavò nel 2016 (rispetto al 2015) sul costo del lavoro, anche grazie ai contratti di solidarietà.

– 700 MILIONI. Questo il costo che l’azienda sopporterà per il suo ultimo piano (2018), anche per finanziare gli esodi volontari incentivati.

– 28. Le mensilità massime che un lavoratore riceverà, oltre alla liquidazione, se accetta di andare via volontariamente.

– 2500. Le persone che – si stima – andranno via con gli incentivi e volontariamente (su un totale di 7500), entro tre anni.

– 100. I dirigenti in uscita. Risparmi per Telecom pari a 30 milioni.

– FINO AL 5%. E’ l’impatto che il dipendente può subire sulla sua retribuzione lorda a causa della “solidarietà espansiva”.

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