800 morti: la strage di amianto a Brescia

Caro Operai Contro, 800 operai uccisi dai padroni che li hanno fatti lavorare a contatto dell’amianto. I padroni approfittano della condizione di bisogno degli operai – che in cambio del salario vendono la loro forza lavoro – per costringerli a lavorare anche con sostanze e materiali nocivi e letali. Per il profitto dei padroni, la strage dell’amianto continua in silenzio, mentre i padroni continuano impuniti a fare la bella vita, protetti dal loro governo e dal loro Stato. Lo Stato dei padroni si abbatte, non si cambia. Saluti da Ghedi   Allego da un articolo di Brescia Today I […]
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Caro Operai Contro,

800 operai uccisi dai padroni che li hanno fatti lavorare a contatto dell’amianto. I padroni approfittano della condizione di bisogno degli operai – che in cambio del salario vendono la loro forza lavoro – per costringerli a lavorare anche con sostanze e materiali nocivi e letali. Per il profitto dei padroni, la strage dell’amianto continua in silenzio, mentre i padroni continuano impuniti a fare la bella vita, protetti dal loro governo e dal loro Stato.

Lo Stato dei padroni si abbatte, non si cambia.

Saluti da Ghedi

 

Allego da un articolo di Brescia Today

I dati presentati dall’Ats sul mesotelioma, il cancro che uccide e che è in maggior parte è provocato dall’esposizione all’amianto: quasi 800 casi in 20 anni a Brescia, 3000 ogni anno in Italia.

L’amianto a Brescia continua a mietere. Il killer è il mesotelioma, una neoplasia che origina dal mesotelio, lo strato di cellule che riveste le cavità sierose del corpo: pleura, peritoneo, pericardio, cavità vaginale e testicoli.

A Brescia e provincia sono quasi 800 i casi mortali accertati: 791 per la precisione, dal 1996 al 2015. La quasi totalità dei casi attualmente rilevati di tumore si riferisce al mesotelioma pleurico, collegato all’esposizione alle fibre aerodisperse dell’amianto, o absesto. La sua latenza temporale è molto elevata, anche se poi uccide rapidamente (entro uno o due anni): ci vogliono dai 15 ai 45 anni per rilevarne i sintomi. Quando ormai spesso è troppo tardi.

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