A Pontida con Putin e Le Pen

Redazione di Operai Contro, vent’anni dopo la marcia del Po, il rito dell’ampolla è definitivamente sepolto. Gli scenari son cambiati e il segretario dei nazipadani Salvini, ricorda a petto gonfio, i patti stretti dalla Lega Nord con Putin, lo sterminatore di civili in Siria e con Marine Le Pen, erede della destra oltranzista e fascista in Francia. Con queste premesse rincara la campagna di respingimenti dei migranti A Pontida la Lega Nord si presenta con due “indirizzi” politici: Bossi si scaglia contro lo Stato centrale e rilancia la secessione, assicurando che la Lega non diventerà mai un partito nazionale; […]
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Redazione di Operai Contro,

vent’anni dopo la marcia del Po, il rito dell’ampolla è definitivamente sepolto. Gli scenari son cambiati e il segretario dei nazipadani Salvini, ricorda a petto gonfio, i patti stretti dalla Lega Nord con Putin, lo sterminatore di civili in Siria e con Marine Le Pen, erede della destra oltranzista e fascista in Francia. Con queste premesse rincara la campagna di respingimenti dei migranti

A Pontida la Lega Nord si presenta con due “indirizzi” politici: Bossi si scaglia contro lo Stato centrale e rilancia la secessione, assicurando che la Lega non diventerà mai un partito nazionale; e sull’altro fronte Salvini l’attuale segretario, che invece ha organizzato i pullman fin dalla Sicilia e si scaglia contro l’Europa. Salvini se non un partito nazionale, sembra non escludere un fac simile. Dopotutto alla faccia dell’acqua incontaminata della foce del Po, la Lega Nord al governo di Roma ladrona c’è stata per vent’anni con Berlusconi, anche se proprio ieri Salvini dal palco ha tuonato: “mai più schiavi di Berlusconi”.

Quando prende la parola Maroni, cala l’asso che con lui presidente, la regione Lombardia ha liquidato Equitalia, lascia intendere (ad allocchi e sprovveduti), che non pagheranno più tasse.

Il pubblico decimato rispetto al passato, è disorientato, circospetto, tranne quegli strati sociali che tramite la Lega hanno avuto, appoggi e favori. Poi c’è la nuova ondata contro i migranti, un tema che attacca sempre, anche se poi sono in tanti a ricredersi. Non mancano scene che fanno pensare a patologie, come l’arrivo di Calderoli con una torta con 20 candeline, tanti sono gli anni – dice – dell’indipendenza della Padania. Ma indipendenza di chi e da chi? La risposta rimanda all’interrogativo sulle patologie progressive. Vicino al palco dove vent’anni fa parlava Bossi, era un tripudio di sostenitori in camicia verde che lo acclamavano. Ora lo stesso spazio è vuoto, verde sì, ma di erba.

Saluti da Palazzago Bg

 

 

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