Gruppo Cementir licenzia 106 dipendenti ma istituzioni e sindacati non alzano i toni della lotta

Redazione operai contro, Come fanno i padroni a chiudere le fabbriche e licenziare i dipendenti senza subire grossi problemi e senza impedimenti di lotte e proteste ? La risposta è semplice: come spesso accade da tanti e tanti anni, con la collaborazione dei sindacati asserviti al padrone e con le istituzioni compiacenti che fingono di essere dalla parte degli operai licenziati. Tavoli di trattative e incontri istituzionali che non sortiscono niente di positivo per impedire i licenziamenti, dove difficilmente riescono a prendere parte alle trattative anche le delegazioni degli operai. Sindacati che fanno in modo di tenere a distanza […]
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Redazione operai contro,

Come fanno i padroni a chiudere le fabbriche e licenziare i dipendenti senza subire grossi problemi e senza impedimenti di lotte e proteste ?

La risposta è semplice: come spesso accade da tanti e tanti anni, con la collaborazione dei sindacati asserviti al padrone e con le istituzioni compiacenti che fingono di essere dalla parte degli operai licenziati.

Tavoli di trattative e incontri istituzionali che non sortiscono niente di positivo per impedire i licenziamenti, dove difficilmente riescono a prendere parte alle trattative anche le delegazioni degli operai.

Sindacati che fanno in modo di tenere a distanza gli operai dalle fabbriche per far sì che non vengano occupate, meglio portarli in processione dai sindaci e dai vescovi per le benedizioni.

I padroni della Cementir per decenni hanno fatto profitti a palate sfruttando gli operai negli altiforni per le lavorazioni di prodotti utilizzabili nel settore dell’edilizia, in ambienti tutt’altro che salubri e con turni faticosissimi.

Ora il gruppo Cementir ha deciso di licenziare quasi un terzo dei propri dipendenti, in tutto 106, 96 operai e 10 quadri e impiegati, distribuiti negli stabilimenti di Taranto (47 ), Arquata Scrivia, in provincia di Alessandria (25), Spoleto, Perugia (21), e Maddaloni, Caserta (10), nel Centro di distribuzione di Civitavecchia (2) e nella sede di Roma(1).

E alla Cementir come si comportano i sindacati di categoria Feneal, Filca, Fillea, per difendere gli operai?

Spiega Massimo Cogliandro uno dei sindacalisti: “A noi è stato chiesto di non alzare i toni della lotta. Per rispetto delle istituzioni e per non compromettere la trattativa in corso, spiegheremo ai nostri delegati le risultanze del tavolo. Sarebbe inaccettabile – prosegue Cogliandro – che proprio ad Arquata ci fossero esuberi”.

Cosa fanno le istituzioni che sono tanto dispiaciute per i licenziamenti ?

L’obiettivo principale dell’assessore del Lavoro della regione Piemonte Gianna Pentenero è ridurre il numero degli esuberi se proprio non si possono evitare.”Ci aspettiamo numeri decisamente inferiori, che auspichiamo vengano definiti al più presto. Questo ci consentirà di lavorare sulle singole professionalità rimaste escluse, con percorsi di politica attiva per ricollocarli nelle aziende della zona………

Operai allo sbando ? No sindacalisti e istituzioni venduti, imbroglioni e corrotti.

Un sostenitore degli operai

Redazione Vi invio l’articolo di Alessandria News

Se proprio non si possono evitare, si tenti almeno di ridurli. E’ il nuovo obiettivo a cui lavorano istituzioni, sindacati e azienda per arginare i licenziamenti di 25 dipendenti al cementificio Cementir di Arquata Scrivia. Lunedì, intanto, la procedura di mobilità è stata aperta dal gruppo: 106 in tutta Italia, 25 ad Arquata. Una quindicina dovrebbe comunque essere riassorbito in un altro settore, sempre all’interno dello stabilimento. Ne restano fuori comunque ancora dieci. Ieri a Torino si è riunito il tavolo della trattativa alla presenza del nuovo management aziendale, dell’assessore al lavoro della Regione Gianna Pentenero, del consigliere delegato per la Provincia Enrico Mazzoni, del sindaco di Arquata Alberto Basso e dei sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil.
“Non lasceremo da solo nessun lavoratore”, ha concluso Pentenero.
Tra il dire e il fare c’è di mezzo un nuovo incontro,
fissato a Torino il 22 settembre e una nuova promessa dell’azienda: “ci stiamo impegnando a ridurre al minimo gli esuberi”.
Una “timida apertura” dicono i sindacati. Anche se
l’attenzione resta alta. Non è la prima volta che l’azienda del gruppo Caltagirone assume impegni che poi non vengono rispettati.
L’ultimo è proprio quello relativo agli ultimi licenziamenti. Le istituzioni e i sindacati si erano imp
egnati per fare ottenere a Cementir una commessa da 50 milioni per una fornitura di calcestruzzo a Cociv, impegnato nella realizzazione del Terzo Valico (che ha stabilito la sede sul territorio proprio presso lo stabilimento Cementir di Arquata). In cambio l’azienda aveva assicurato che non ci sarebbero stati esuberi. “Nel frattempo il management è cambiato e il nuovo ha cambiato rotta. In 13 anni – ricorda Massimo Cogliandro – abbiamo parlato con 9 diversi direttori del personale…”
L’assessore al Lavoro, Gianna Pentenero, pur prendendo atto che la soluzione della crisi non potrà prescindere dall’andamento del tavolo che sarà convocato entro una settimana presso il ministero del Lavoro, ha ricordato le specificità della vicenda locale e ha chiesto al cementificio un preciso sforzo per ridurre al minimo il numero di dipendenti da porre in mobilità nell’alessandrino.
“Occorre – ha dichiarato – che
Cementir faccia un’assunzione di responsabilità nei confronti del territorio, che tenga conto dell’impatto che la sua presenza ha avuto nel tempo, della difficile situazione occupazionale in corso e anche delle commesse legate al Terzo Valico vinte finora dall’impresa. Ci aspettiamo numeri decisamente inferiori, che auspichiamo vengano definiti al più presto. Questo ci consentirà di lavorare sulle singole professionalità rimaste escluse, con percorsi di politica attiva per ricollocarli nelle aziende della zona, tenendo conto anche dell’espansione che il settore avrà a breve con l’apertura dei cantieri della linea ferroviaria e del protocollo di intesa per le ricadute economiche dell’opera sul territorio, siglato lo scorso 4 agosto.
Si guarda così al
protocollo siglato con Cociv per l’assunzione di 150 lavoratori del territorio per il Terzo Valico. I sindacati si aspettano, a questo punto, che tutti facciano la loro parte.
“A noi è stato chiesto di non alzare i toni della lotta. Per rispetto delle istituzioni e per non compromettere la trattativa in corso, spiegheremo ai nostri delegati le risultanze del tavolo. Sarebbe inaccettabile – prosegue Cogliandro – che proprio ad Arquata ci fossero esuberi”.

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