Jobs act: licenziamenti più 7,4 per cento

Caro operai Contro, i dati del Ministero sul secondo trimestre 2016, dicono che: un milione e mezzo di contratti a tempo determinato non sono stati rinnovati. I licenziamenti sono aumentati dell’8 per cento. Inoltre le assunzioni a tempo indeterminato sono calate del 29 per cento. Con il Jobs act, Renzi ha creato l’operaio usa e getta e tagliato i salari. I padroni hanno vinto su tutta la linea. Operai non perdiamo tempo per costruire il Partito Operaio. Saluti da un sostenitore di Operai Contro. La Repubblica 9 settembre 2016 I dati del Ministero sul secondo trimestre 2016, un milione […]
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Caro operai Contro,

i dati del Ministero sul secondo trimestre 2016, dicono che: un milione e mezzo di contratti a tempo determinato non sono stati rinnovati. I licenziamenti sono aumentati dell’8 per cento. Inoltre le assunzioni a tempo indeterminato sono calate del 29 per cento. Con il Jobs act, Renzi ha creato l’operaio usa e getta e tagliato i salari. I padroni hanno vinto su tutta la linea. Operai non perdiamo tempo per costruire il Partito Operaio.

Saluti da un sostenitore di Operai Contro.

La Repubblica 9 settembre 2016 I dati del Ministero sul secondo trimestre 2016, un milione e mezzo di cessazioni dovute alla fine di contratti a tempo determinato. In crescita dell’8 per cento le chiusure di contratto promosse dai datori di lavoro. Le assunzioni a tempo indeterminato in calo del 29 per cento

Nel secondo trimestre del 2016 sono state registrate 2,45 milioni di attivazioni di contratti a fronte di 2,19 milioni di cessazioni. La maggioranza delle cessazioni sono dovute al termine del contratto a tempo determinato (1,43 milioni). Tra le altre uscite sono aumentate quelle promosse dal datore di lavoro (+8,1%) mentre si sono ridotte quelle chieste dal lavoratore (-24,9%). In particolare sono aumentati i licenziamenti (+7,4% sul secondo trimestre 2015).  Così certificano le comunicazioni obbligatorie pubblicate dal ministero del Lavoro.

Nel periodo i licenziamenti sono stati 221.186, 15.264 in più rispetto al secondo trimestre 2015. Sono invece diminuite le chiusure di contratto dovute alla cessazione dell’attività del datore di lavoro (-10,3%). Tra le cessazioni richieste dal lavoratore sono in calo considerevole sia le dimissioni (293.814, pari a -23,9%) sia i pensionamenti (13.924 , -41,4%).Per le donne le uscite per pensionamento sono crollate (-47%), probabilmente anche a causa della stretta sui requisiti per la pensione di vecchiaia scattati quest’anno. Un calo ancora più consistente si era registrato nel primo trimestre con le cessazioni per dimissioni per pensionamento delle donne ferme a 3.169 (-64,9%).

La forte riduzione degli incentivi fiscali legate alle assunzioni stabili ha determinato anche un deciso calo negli ingressi a tempo indeterminato. Nel secondo trimestre del 2016 le attivazioni di contratti di tale tipologia sono state 392.043, il 29,4% in meno rispetto all’anno scorso (-163.099). I rapporti di lavoro a tempo indeterminato cessati sono stati 470.561, -10% rispetto allo stesso periodo del 2015.Il dato, a differenza di quello dell’Inps, tiene conto di tutto il lavoro dipendente compresi domestici, agricoli e p.a e anche dei contratti di collaborazione.

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