Napoli: 44% di palazzi a rischio sismico

Caro Operai Contro, voglio segnalare anch’io come, con Renzi in testa viene condotta una campagna mediatica con la promessa di “prevenzione” del terremoto. La “prevenzione” è la grande presa in giro, ogni volta che centinaia se non migliaia di persone, per lo più costrette a vivere in case decrepite, muoiono sotto il terremoto. Napoli è un caso esemplare: il 44% dei palazzi è a rischio sismico, con punte del 78% al Pendino e del 76,7% nelle località Montecalvario e nella località Mercato. Al Porto il rischio sismico è al 70%, mentre all’Avvocata è del 58%. Dati che ufficialmente si […]
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Caro Operai Contro,

voglio segnalare anch’io come, con Renzi in testa viene condotta una campagna mediatica con la promessa di “prevenzione” del terremoto.

La “prevenzione” è la grande presa in giro, ogni volta che centinaia se non migliaia di persone, per lo più costrette a vivere in case decrepite, muoiono sotto il terremoto.

Napoli è un caso esemplare: il 44% dei palazzi è a rischio sismico, con punte del 78% al Pendino e del 76,7% nelle località Montecalvario e nella località Mercato. Al Porto il rischio sismico è al 70%, mentre all’Avvocata è del 58%.

Dati che ufficialmente si conoscono dal 2001, ma nessun intervento di messa in sicurezza, di prevenzione, di allerta rapido è stato fatto, e tantomeno l’ha fatto Renzi.

Quanti casi come Napoli ci sono in Italia?

L’associazione a delinquere del terremoto è a piede libero, pronta a spartirsi la nuova torta della “messa in sicurezza”….del bottino.

Saluti Bruno Casca

 

Allego l’articolo del Mattino di Napoli

I palazzi che ospitano appartamenti, nella città di Napoli, sono esattamente 34.206. Ci sono anche altri quattromilaseicento edifici che, però sono destinati ad ospitare uffici, cinema, teatri, capannoni, musei. Sapete qual è la percentuale di strutture considerate «in buono stato di conservazione»? Appena il 56%. Significa che quasi la metà dei palazzi di Napoli ha ricevuto un giudizio negativo.

 

I numeri che avete appena letto sono stati rilevati dall’Istat che nel censimento del 2001 (i soli che consentono un esame a livello di quartiere) ha messo insieme tutte le notizie riguardanti i palazzi e li ha pure comunicati all’Amministrazione Comunale. Dati che, nonostante siano stati rilevati 15 anni fa, sono attuali sia per le caratteristiche delle aree interessate (soprattutto in centro, dove non esistono più spazi edificabili) sia per la sostanziale assenza negli ultimi anni di interventi strutturali. Anzi, secondo tutti gli esperti, il tempo trascorso ha ulteriormente appesantito la situazione.

 

Ovviamente la porzione di città nella quale è concentrato il maggior numero di edifici in cattivo stato di conservazione è il centro storico. Nella seconda municipalità c’è un solo quartiere che resiste con più del 50% di edifici «ben conservati» mentre il resto è estremamente preoccupante. Al Pendino più del 78% dei palazzi (581 edifici) è stato giudicato in cattivo o pessimo stato di conservazione; il Mercato è attestato al 76,7%, cifra praticamente identica a quella di Montecalvario quartiere in cui sono 777 gli edifici malmessi. Al Porto c’è il 70% di strutture che ha bisogno di interventi mentre l’Avvocata è al 58 per cento. Una porzione sostanziosa di palazzi in cattivo stato di conservazione si trova pure a San Ferdinando che appartiene alla prima municipalità e conta la bellezza di 454 edifici nel mirino rispetto a un totale di 678. Questa «abbuffata» di numeri e percentuali serve semplicemente a spiegare che c’è una ampia porzione della città nella quale bisogna intervenire subito, con forza, con determinazione. Perché un edificio che viene considerato in cattivo stato di conservazione non è semplicemente brutto da vedere ma rappresenta, soprattutto, un pericolo.

 

 

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