Renzi al servizio della casta dei farmacisti

Caro Operai Contro, Renzi e il suo governo assecondano la casta dei farmacisti, concedendo loro alti prezzi dei farmaci, così nelle zone di confine c’è la corsa per acquistare i farmaci all’estero a metà prezzo. Dal pantoprazolo per l’acidità di stomaco, al cardioaspirina, agli antireumatici ecc. ecc. Alti profitti per la casta delle farmacie che ha addomesticato anche il ciarlatano di Firenze ed ha mantenuto l’antico privilegio della chiusura del primo pomeriggio. Mentre gli operai per un misero salario, sono costretti a turni massacranti senza riposo anche per dieci giorni di fila (come alla Fca di Melfi), la casta […]
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Caro Operai Contro,

Renzi e il suo governo assecondano la casta dei farmacisti, concedendo loro alti prezzi dei farmaci, così nelle zone di confine c’è la corsa per acquistare i farmaci all’estero a metà prezzo. Dal pantoprazolo per l’acidità di stomaco, al cardioaspirina, agli antireumatici ecc. ecc. Alti profitti per la casta delle farmacie che ha addomesticato anche il ciarlatano di Firenze ed ha mantenuto l’antico privilegio della chiusura del primo pomeriggio.

Mentre gli operai per un misero salario, sono costretti a turni massacranti senza riposo anche per dieci giorni di fila (come alla Fca di Melfi), la casta dei farmacisti ancora in tanti comuni e località, imperterrita, chiude alle 12,30 e riapre alle 15,30. La pennichella a gli alti profitti della casta dei padroni delle farmacie, sono sacrosanti diritti che Renzi ha voluto rafforzare.

Saluti da un lettore

 

Un articolo del Piccolo di Trieste

TRIESTE. Pillole anticoncezionali, farmaci contro l’impotenza, ormoni per la fecondazione assistita. In Italia le medicine non rimborsabili, inserite nella cosiddetta “fascia C”, costano anche il doppio rispetto alla Slovenia e da anni le farmacie d’oltreconfine sono meta dei frontalieri della ricetta, che risparmiano approfittando della vicinanza delle “lekarne” di Capodistria, Sesana, Scoffie e Cosina. Da qualche tempo l’interesse si è allargato ben oltre il Friuli Venezia Giulia, grazie al tam tam su internet dei forum di discussione dedicati alla procreazione in vitro, le cui utenti si scambiano informazioni sulla convenienza dei prodotti da assumere prima e dopo l’impianto: la differenza di prezzo è irresistibile e non manca chi organizza un weekend tra Fvg e Slovenia, con tappa imprescindibile per farne scorta in farmacia.

 

In Italia, una confezione di Gonal-f 900 costa infatti ben 462,88 euro, contro i 316,68 della Slovenia: un terzo in meno, così come il Gonal-f 300, venduto a 154,29 euro nelle farmacie nostrane e a 103,26 euro in quelle slovene. Dieci fiale “italiane” di Meropur 75 costano infine 265,72 euro, ma oltre confine si trovano a 187,55.

 

Il fenomeno interessa i medicinali di classe C e C bis, ovvero quelli che si possono acquistare dietro presentazione di ricetta bianca o senza prescrizione, qualora si tratti di farmaci da banco. Comprarli in Slovenia è semplicissimo: si tratta di un Paese comunitario e le ricette firmate dai medici italiani vengono accettate senza problemi. Le lekarne rilasciano pure lo scontrino con l’indicazione del codice fiscale del cliente italiano, sebbene l’esperienza racconti l’odissea di chi tenti di scaricare dalla dichiarazione dei redditi le spese farmaceutiche sostenute all’estero.

 

I medicinali sono identici, anche nella confezione, ma sono meno cari perché le case farmaceutiche fissano le tariffe sulla base del costo della vita dei singoli Paesi, esattamente come fanno le multinazionali della sigaretta e del cheeseburger. Non esiste insomma un prezzo europeo e succede così che la Slovenia risulti molto attrattiva per chi abita nelle nazioni confinanti.

 

Al di là del caso eclatante dei prodotti legati alla fecondazione assistita, dove il risparmio vale un viaggio apposta, la questione riguarda soprattutto gli abitanti di Trieste e Gorizia. L’immancabile visita mordi e fuggi “in Jugo” – come dice ancora qualcuno – per fare il pieno di benzina, sigarette e carne, si accompagna sempre più spesso alla puntata in lekarna. In perfetto italiano, la gentile farmacista di Skofje racconta che «la maggior parte dei clienti viene dal vostro Paese: soprattutto chi abita qui vicino, ma a volte arriva qualcuno da più lontano, dopo aver ordinato i medicinali al telefono».

 

Gli italiani comprano di tutto: «Dal pantoprazolo per l’acidità di stomaco al generico del Viagra. I giovani magari acquistano la pillola anticoncezionale, gli anziani gli integratori con omega 3, la cardioaspirina o qualche antireumatico in gel», sorride. I prezzi sono in effetti più che invitanti. In Slovenia la pillola Yaz è venduta a 7,68 euro: meno della metà dei 16,95 italiani. E si risparmia molto anche sulle compresse dell’amore: otto pastiglie di Vizarsin 50 (il generico del Viagra) si comprano a 23,62 euro contro 82, mentre otto confetti di Cialis 20 si portano a casa con 95 euro invece di 128,4. Cambiando decisamente genere, un ansiolitico come il Lorans 2,5 costa infine 4 euro: in Italia 9,45.

 

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