I LICENZIAMENTI NON VANNO IN FERIE

ERICSSON – La vertenza riguarda il licenziamento di 31 dipendenti di Ericsson IT S&S ma si inserisce in un contesto più ampio di tutto il gruppo, con la richiesta di avvio della procedura di mobilità per 400 lavoratori in tutta Italia. Al momento si registra un sostanziale stallo, con azienda e sindacati su posizioni praticamente inconciliabili relativamente alla volontarietà del licenziamento da parte del lavoratore che Ericsson vorrebbe limitare nel tempo, riservandosi – scadut termini della volontarietà – la facoltà di licenziare liberamente. Una proposta discriminante che poggia su una serie di condizioni vincolanti al negoziato, escludendo rifiutando qualsiasi […]
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ERICSSON – La vertenza riguarda il licenziamento di 31 dipendenti di Ericsson IT S&S ma si inserisce in un contesto più ampio di tutto il gruppo, con la richiesta di avvio della procedura di mobilità per 400 lavoratori in tutta Italia. Al momento si registra un sostanziale stallo, con azienda e sindacati su posizioni praticamente inconciliabili relativamente alla volontarietà del licenziamento da parte del lavoratore che Ericsson vorrebbe limitare nel tempo, riservandosi – scadut termini della volontarietà – la facoltà di licenziare liberamente. Una proposta discriminante che poggia su una serie di condizioni vincolanti al negoziato, escludendo rifiutando qualsiasi soluzione che salvaguardi l’occupazione. Per questo motivo i sindacati intendono mantenere lo stato di agitazione a livello nazionale e ribadiscono con forza l’invito all’azienda di individuare concrete e reali soluzioni alternative.

SISTEMI INFORMATIVI – Sono ancora in stato di agitazione i lavoratori dell’azienda che fa capo al colosso Ibm che intende licenziare 156 dei 958 addetti impiegati complessivamente nelle quattro sedi di Roma, Milano, Torino e Perugia. Proseguono gli scioperi, così come vanno avanti gli incontri con l’azienda nel tentativo di scongiurare i licenziamenti. Per la Filcams esistono soluzioni non traumatiche in termini occupazionali, come i contratti di solidarietà che potrebbero essere utilizzati per attuare quel cambio di rotta annunciato da un piano industriale che Ibm in tempi di crisi ha presentato ma che, nei fatti, dimostra di non aver mai voluto realizzare

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