I “comunisti” dello stampo di Sannicandro

Caro Operai Contro, “Chi siamo noi? Lavoratori subordinati dell’ultima categoria di metalmeccanici?” Con questo interrogativo Arcangelo Sannicandro parlamentare di Sel, ha chiuso il suo intervento in Parlamento, contro la proposta dei 5 stelle di ridurre gli stipendi dei parlamentari. Sannicandro, prima nel Pci poi in Rifondazione Comunista, ora in Sel, considera i metalmeccanici dei pezzenti. Ma i pezzenti sono quelli come lui che, strapagati con i soldi dei contribuenti, usano gli operai per fare demagogia politica sulla loro pelle, perpetrando questo sistema sociale, basato proprio sullo sfruttamento operaio. Con i “comunisti” alla Sannicandro i padroni vanno a nozze. Operai, […]
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Caro Operai Contro,

“Chi siamo noi? Lavoratori subordinati dell’ultima categoria di metalmeccanici?” Con questo interrogativo Arcangelo Sannicandro parlamentare di Sel, ha chiuso il suo intervento in Parlamento, contro la proposta dei 5 stelle di ridurre gli stipendi dei parlamentari.

Sannicandro, prima nel Pci poi in Rifondazione Comunista, ora in Sel, considera i metalmeccanici dei pezzenti. Ma i pezzenti sono quelli come lui che, strapagati con i soldi dei contribuenti, usano gli operai per fare demagogia politica sulla loro pelle, perpetrando questo sistema sociale, basato proprio sullo sfruttamento operaio.

Con i “comunisti” alla Sannicandro i padroni vanno a nozze.

Operai, costruiamo il nostro partito, per spazzare via lo sfruttamento operaio e i padroni con i loro politici, compresi i “comunisti” dello stampo di Sannicandro.

Saluti operai

 

Da un articolo di Repubblica

MILANO – La frase suona doppiamente infelice se messa in bocca a un parlamentare di Sinistra Ecologia e Libertà, per una vita nel Pci e poi in Rifondazione Comunista: “Non siamo lavoratori subordinati dell’ultima categoria dei metalmeccanici! Da uno a dieci noi chi siamo?”. A pronunciarla in aula nei giorni scorsi è stato Arcangelo Sannicandro, avvocato e deputato pugliese, e non in pochi nel suo partito hanno subito rilevato l’inopportunità del paragone per chi, in teoria, è cresciuto a pane e classe operaia (o braccianti agricoli, come nel caso di Sannicandro). Il contesto del suo intervento era la risposta a un ordine del giorno dei Cinque Stelle, i quali chiedevano all’Ufficio di presidenza di ridurre l’indennità di carica dei deputati da 10mila euro lordi a 5mila, al netto dei rimborsi per la diaria e per l’esercizio del mandato: in sostanza, il passaggio da 5mila euro netti a 3.200.

 

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