Scioperi col silenziatore delle tute blu

Caro Operai Contro, dice Landini: “I lavoratori vanno in ferie senza il contratto nazionale. A settembre dovremo decidere cosa mettere in campo perché non può rimanere questo un problema dei solo metalmeccanici, è una questione nazionale che riguarda la qualità del sistema industriale del paese e anche il sistema di relazioni”. A dire il vero se è calato il silenzio sul contratto dei metalmeccanici, il motivo principale è proprio nelle scarse e spuntate iniziative messe in campo da Fiom, Fim e Uil. Poi anche il sistema di informazione ci mette del suo, non ne parlano giornali e notiziari. Gli […]
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Caro Operai Contro,

dice Landini: “I lavoratori vanno in ferie senza il contratto nazionale. A settembre dovremo decidere cosa mettere in campo perché non può rimanere questo un problema dei solo metalmeccanici, è una questione nazionale che riguarda la qualità del sistema industriale del paese e anche il sistema di relazioni”.

A dire il vero se è calato il silenzio sul contratto dei metalmeccanici, il motivo principale è proprio nelle scarse e spuntate iniziative messe in campo da Fiom, Fim e Uil. Poi anche il sistema di informazione ci mette del suo, non ne parlano giornali e notiziari.

Gli scioperi col silenziatore non spaventano certo i padroni, che sono fermi sulle loro posizioni (sia Federmeccanica che Assistal), di non concedere aumenti salariali al 95% dei metalmeccanici. Darebbero bontà loro, una mancetta solo al 5% della categoria.

Landini rimanda a settembre, ma come operai dobbiamo darci da fare già da subito, per liquidare una condotta sindacale fallimentare e affermare il sindacalismo operaio.

Saluti operai

 

Invio da: Rassegna sindacale

Metalmeccanici, scioperi in tutta Italia

26 luglio 2016. Ancora una settimana di stop di quattro ore a sostegno del rinnovo del Ccnl. Oggi (martedì 26 luglio) si fermano Mantova, Potenza e Melfi, poi tocca a Matera, Sondrio e Siena (mercoledì 27), Massa Carrara e Prato (giovedì 28), Valle d’Aosta (venerdì 29)

Ancora una settimana di scioperi dei metalmeccanici per il rinnovo del contratto. In tutta Italia si stanno infatti svolgendo le quattro ore di stop proclamate a livello territoriale da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil. Oggi (martedì 26 luglio) è il turno di Mantova (presidio davanti alla Belleli Energy), Potenza (presidio presso la Dalmine Ls) e Melfi (manifestazione in piazzale Yanfeng, ex Johnson Controls), mentre mercoledì 27 si fermano i lavoratori di Matera (presidio presso la Comer), Sondrio (concentramento e volantinaggio in piazza Cavour) e Siena (sit-in alla rotonda Pam di Poggibonsi). Giovedì 28 stop a Massa Carrara (manifestazione davanti la sede dell’Associazione industriali) e Prato (presidio in piazza del Comune), mentre venerdì 29 si terrà lo sciopero di tutte le aziende metal meccaniche della Valle d’Aosta.

“I lavoratori vanno in ferie senza il contratto nazionale” osserva il segretario generale della Fiom Cgil Maurizio Landini: “A settembre dovremo decidere cosa mettere in campo perché non può rimanere questo un problema dei solo metalmeccanici, è una questione nazionale che riguarda la qualità del sistema industriale del paese e anche il sistema di relazioni”. Non fare il contratto nazionale, conclude, “non è semplicemente conseguenza della crisi: vogliono cambiare le regole del gioco, di fatto superare l’esistenza del Ccnl e introdurre rapporti di lavoro regolati azienda per azienda, con diversità di condizioni tra i lavoratori che fanno lo stesso lavoro”.

Il negoziato tra sindacati e industriali (Federmeccanica e Assistal) è di fatto bloccato da più di un mese e mezzo. L’impegno di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil – spiegano in una nota – è oggi rivolto “a un nuovo contratto nazionale, tanto più per cogliere i segnali di ripresa e favorire una nuova fase di rilancio e innovazione del nostro sistema manifatturiero industriale,  investendo sulla qualità del lavoro”. I sindacati ribadiscono quindi “la volontà di giungere a un contratto in grado di rinnovare qualitativamente le relazioni industriali, migliorare le condizioni di lavoro, tutelare l’occupazione, far ripartire gli investimenti e avviare una nuova politica industriale”.

Il nodo principale è l’aumento salariale. “La proposta formulata da Federmeccanica e Assistal – spiegano le organizzazioni dei metalmeccanici – non riconosce al 95 per cento dei lavoratori alcun aumento, rendendo così inutile e residuale il contratto nazionale”. I sindacati, infine, rimarcano la necessità di confermare “il sistema su due livelli, con il ruolo generale del Ccnl sulle normative e sulla tutela del potere d’acquisto del salario, insieme alla qualificazione e all’estensione della contrattazione di secondo livello (aziendale e territoriale) per tutte le persone che lavorano nelle imprese metalmeccaniche”.

 

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