PROCESSO VALUTAZIONE IMPIEGATI

Il Foglio Bianco Riceviamo e pubblichiamo: Alcuni impiegati ci riferiscono di essere annualmente sottoposti ad un “processo” di “assegnazione di obiettivi” per il proprio lavoro, di autovalutazione tramite obbligo di auto-assegnazione di voti e di valutazione da parte dell’azienda, anche sulla base del raggiungimento degli obiettivi fissati l’anno precedente. Ci riferiscono anche che alcuni “prescelti”, al raggiungimento di tali obiettivi, vengono premiati con retribuzione aggiuntiva.   Vediamo in tutto questo diversi aspetti di arbitrarietà  e di incompatibilità con la legislazione  e il contratto nazionale vigente, in particolare:   1) Gli obiettivi sono definiti unilateralmente dall’azienda,  senza nessun vincolo e […]
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Il Foglio Bianco

Riceviamo e pubblichiamo:

Alcuni impiegati ci riferiscono di essere annualmente sottoposti ad un “processo” di “assegnazione di obiettivi” per il proprio lavoro, di autovalutazione tramite obbligo di auto-assegnazione di voti e di valutazione da parte dell’azienda, anche sulla base del raggiungimento degli obiettivi fissati l’anno precedente.
Ci riferiscono anche che alcuni “prescelti”, al raggiungimento di tali obiettivi, vengono premiati con retribuzione aggiuntiva.
 
Vediamo in tutto questo diversi aspetti di arbitrarietà  e di incompatibilità con la legislazione  e il contratto nazionale vigente, in particolare:
 
1) Gli obiettivi sono definiti unilateralmente dall’azienda,  senza nessun vincolo e nessuna  trasparenza. All’interno dello stesso gruppo di lavoro, gli obiettivi assegnati ad un lavoratore rimangono un fatto “privato”, senza alcuna possibilità di confronto e nessuna garanzia di equità e di parità di possibilità di raggiungimento.
 
2) Ne consegue che la valutazione delle “performance” di ciascun dipendente puo` essere  del tutto arbitraria, e non e`comunque verificabile, violando quindi I principi di correttezza e trasparenza.
 
3) Distribuire aumenti una tantum ad alcuni tra i lavoratori, sulla base di un processo ad esclusivo controllo dell’azienda può senz’altro dare origine a discriminazioni. Ci risulta anche che non tutti i collaboratori che raggiungono e superano gli obiettivi vengono premiati, mentre tali “alte prestazioni” contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi assegnati al responsabile, che viene per questo premiato.
 
4) Obbligare i dipendenti ad assegnarsi dei voti, per di più “mercanteggiati” col responsabile, può essere lesivo della dignità e dell’autostima del lavoratore professionista, che si vede obbligato a sottostare a imposizioni artificiose, senza reale fondamento rispetto alla mansione che  è chiamato a svolgere.
 
Per queste ragioni:
 
– rivendichiamo la corretta applicazione del CCNL che definisce profili corrispondenti a mansioni definite, che ciascun dipendente è tenuto a svolgere senza essere sottoposto a “gare” o a “sfide nel tempo”, come se si trattasse di prestazioni a cottimo.
 
– richiediamo, a norma del CCNL, che l lavoratori siano valutati esclusivamente in base al fatto che svolgano o meno in modo adeguato la mansione che gli è stata assegnata, senza obblighi aggiuntivi che finiscono per generare competizione sul nulla, frustrazione, delusione per non essere tra i “premiati”.
 
Invitiamo l’azienda ad interrompere tali pratiche e a limitarsi alla corretta applicazione della normativa e del vigente contratto nazionale.
 
25 luglio 2016
G. Garzella, S. Cini RSU
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