Trenitalia: l’ira dei pendolari

Caro Operai Contro, i ritardi e i disservizi di Trenitalia nei confronti dei pendolari, non hanno responsabili! L’Autorità dei Trasporti nei pochi casi che riconosce il torto di Trenitalia, la condanna a pagare le multe. E Trenitalia paga le multe con i soldi dei contribuenti, ma i dirigenti responsabili dei disservizi, restano al loro posto, a fare carriera con i disservizi.. Va bene le multe e il risarcimento ai pendolari, ma se non si cambia il maestro la musica non cambia. Per gli operai e i lavoratori Renzi ha abolito la giusta causa nel licenziamento. Invece i dirigenti pubblici […]
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Caro Operai Contro,

i ritardi e i disservizi di Trenitalia nei confronti dei pendolari, non hanno responsabili! L’Autorità dei Trasporti nei pochi casi che riconosce il torto di Trenitalia, la condanna a pagare le multe. E Trenitalia paga le multe con i soldi dei contribuenti, ma i dirigenti responsabili dei disservizi, restano al loro posto, a fare carriera con i disservizi.. Va bene le multe e il risarcimento ai pendolari, ma se non si cambia il maestro la musica non cambia. Per gli operai e i lavoratori Renzi ha abolito la giusta causa nel licenziamento. Invece i dirigenti pubblici restano al loro posto qualsiasi cosa combinino, oppure vengono sostituiti, ma per loro c’è sempre un altro posto comodo e sicuro. Anche questo è un modo per alimentare i carrozzoni del clientelismo elettorale, come fa Renzi regalando 800 milioni ai dirigenti pubblici. (Vedi articolo di ieri su Operai Contro). Nell’Italia del padroni, gli “scandali” non fanno più scandalo. Sosteniamo e partecipiamo ai comitati dei pendolari, mettiamoci di traverso a questo andazzo.

Saluti da un affezionato lettore

 

L’articolo del Messaggero

ROMA – Ritardi, cancellazioni ripetute del servizio, ore di lavoro o di studio gettate al vento o sacrificate sui binari delle tratte regionali. L’ira dei pendolari stavolta è giunta a destinazione (con pochissimi ritardi) e ha provocato una reazione da parte dell’Autorità per i Trasporti che ha punito Trenitalia proprio per i continui disservizi su alcune linee. Il Consiglio dell’Authority ha deliberato “l’irrogazione di tre sanzioni amministrative pecuniarie” nei confronti di Trenitalia per non aver rispettato le norme che regolano “i diritti e gli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario”.

Le sanzioni riguardano la violazione, segnalata all’Autorità presieduta da Andrea Camanzi da singoli passeggeri e da un comitato di pendolari, del diritto degli abbonati a ricevere dall’impresa ferroviaria un indennizzo adeguato, a fronte di ripetuti ritardi o soppressioni del servizio. Secondo il Garante “così come espressamente indicato nel regolamento la tutela del diritto all’indennizzo è diretta anche a garantire l’interesse generale all’efficienza del servizio, mediante un più forte stimolo per il mercato del trasporto ferroviario di passeggeri, a vantaggio dei viaggiatori”. Tre i casi entrati nel mirino e che hanno coinvolto numerosi pendolari sulle tratte ferroviarie ricomprese nei contratti di servizio stipulati da Trenitalia con le Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna e Molise, per le quali sussistono obblighi di servizio pubblico.

Anche se a livello economico non ci troviamo di fronte a multe da far tremare i polsi, le tre sanzioni infatti ammontano complessivamente a 13mila euro, il caso potrebbe portare a una serie di interventi sanzionatori nei confronti della società delle Fs nei prossimi mesi: 4mila euro per la violazione accertata con riferimento ad una segnalazione del 12 marzo 2015, per disagi sulla linea Cassino-Avezzano. Cinquemila euro per la violazione accertata con riferimento ad un reclamo del 7 agosto 2015 sul percorso ferroviario Imola-Bologna e altri quattromila euro in seguito ad un reclamo del 10 novembre 2015 relativo alla tratta Isernia-Campobasso.

Protagonisti:

Pochi spiccioli di multa che non faranno desistere certi ritardi di Trenitalia. Tengo d’occhio spesso il servizio online di Viaggiatreno, ci sono sempre ritardi. Per andare da Torino a Pesaro ho dovuto scegliere un cambio treno di un’ora e mezza per essere sicuro di non fare una via crucis. E dire che una volta c’erano treni diretti, oggi c’è un solo Frecciabianca che non fa cambi fino ad Ancona, e notoriamente lo devi prenotare 4 mesi prima. La stazione di Bologna poi è sempre piena di zingari nei sottopassaggi pronti a rubarti la valigia e il portafogli, la sicurezza in certe stazioni è preoccupante anche alla luce delle minacce dell’Isis.

 

 

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