General Electric di Sesto S.G. continua la mobilitazione degli operai contro la chiusura della fabbrica.

Redazione operai contro, Nelle settimane scorse gli operai e gli impiegati del sito produttivo della General Electric ex Alstom Power di Sesto S.G. hanno continuato la mobilitazione e il presidio della fabbrica contro la volontà della multinazionale americana di licenziare 179 dipendenti e di dismettere l’attività produttiva dell’officina sestese. Nella giornata dell’ 8 luglio si è svolta una manifestazione di protesta a Milano sotto gli uffici della sede nazionale della G.E. Italia, gli operai compatti hanno contestato anche la viscida operazione della direzione aziendale di incentivare l’esodo al licenziamento volontario dei lavoratori. Questa mossa dell’azienda non è piaciuta alla […]
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Redazione operai contro,

Nelle settimane scorse gli operai e gli impiegati del sito produttivo della General Electric ex Alstom Power di Sesto S.G. hanno continuato la mobilitazione e il presidio della fabbrica contro la volontà della multinazionale americana di licenziare 179 dipendenti e di dismettere l’attività produttiva dell’officina sestese.

Nella giornata dell’ 8 luglio si è svolta una manifestazione di protesta a Milano sotto gli uffici della sede nazionale della G.E. Italia, gli operai compatti hanno contestato anche la viscida operazione della direzione aziendale di incentivare l’esodo al licenziamento volontario dei lavoratori.

Questa mossa dell’azienda non è piaciuta alla Rsu perché agevolerebbe la riduzione del numero in organico degli operai dell’officina della fabbrica con la conseguente prevista volontà padronale di chiuderla.

I vari incontri a livello istituzionale e ministeriale non avevano finora dato risultati concreti, i padroni americani della G.E. non hanno mai cambiato i piani della ristrutturazione delle aziende del gruppo ex Alstom Power che prevedono anche la dismissione della fabbrica sestese e dei licenziamenti collettivi.

In realtà l‘obbiettivo finale della G.E. è quello di abbandonare la produzione nell’officina di Sesto S.G. per trasferirla altrove e per la concentrazione sul “service” per la parte restante della fabbrica sestese.

Redazione Ti invio un articolo di Nordmilano24 di oggi con le ultime novità sull’esito positivo della gara per l’acquisizione da parte di G.E. di una mega commessa per produrre 150 treni per il cliente Trenitalia.

Saluti da un sostenitore degli operai Ex Alstom

Continuano gli incontri per cercare una soluzione alla situazione aziendale di Alstom di Sesto San Giovanni. A Milano la scorsa settimana il coordinamento sindacale nazionale ha voluto tornare sulla riorganizzazione aziendale proposta dalla direzione soprattutto alla luce della definitiva assegnazione della gara per i regionali a media frequentazione: la valutazione positiva dell’esito deve essere necessariamente legata, secondo i sindacati, al mantenimento della produzione sui siti italiani, tra cui Sesto San Giovanni, con oltre 300 addetti.

La produzione della nuova commessa dei 150 treni a media frequentazione deve rimanere in Italia”, hanno ribadito ancora una volta le sigle sindacali unitarie di Fim, Fiom e Uilm.

I piani aziendali – spiega Francesco Caruso, segretario Uilm Milano – già annunciati prima dell’acquisizione della commessa, prevedono la trasformazione del volto dello stabilimento di Sesto, lasciando da parte la vocazione produttiva di componenti di trazione a favore di un service. Ora però, ancor più di prima, una volta arrivata la conferma della commessa dei 150 treni, la produzione deve rimanere in quel sito e in Italia: si tratta di treni regionali per Trenitalia e la ricaduta positiva dell’investimento dell’intera collettività deve rimanere sul territorio, non si può pensare ad esternalizzare”.

Proprio in questo senso il coordinamento nazionale ha richiesto che il piano di riorganizzazione, già oggetto di parere negativo delle sigle metalmeccaniche Fim, Fiom e Uilm, venga ridiscusso e rinviato. Nei giorni scorsi c’è anche stato un incontro con l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Sorte.

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