Renzi chiude ospedali e finanzia padroni e banchieri

Caro Operai Contro, dopo aver letto del declassamento degli ospedali nel milanese, è apparso l’articolo su Sardinia Post.it che ti allego. I tagli alla sanità del governo Renzi si ripercuotono ovunque, e ovunque potrà curarsi solo chi ha i soldi per farlo privatamente. Renzi distrugge la sanità pubblica, e continua a finanziare padroni e banchieri di cui è il rappresentante. Saluti dalla Sardegna   6 luglio 2016. Addio all’ospedale di Isili, il presidio in lotta: “Chirurgia già smantellata” Il Comitato Sanità Bene Comune – Sarcidano/Barbagia di Seulo da diversi giorni ha iniziato un presidio all’ingresso dell’Ospedale di Isili, in […]
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Caro Operai Contro,

dopo aver letto del declassamento degli ospedali nel milanese, è apparso l’articolo su Sardinia Post.it che ti allego. I tagli alla sanità del governo Renzi si ripercuotono ovunque, e ovunque potrà curarsi solo chi ha i soldi per farlo privatamente. Renzi distrugge la sanità pubblica, e continua a finanziare padroni e banchieri di cui è il rappresentante.

Saluti dalla Sardegna

 

6 luglio 2016. Addio all’ospedale di Isili, il presidio in lotta: “Chirurgia già smantellata”

Il Comitato Sanità Bene Comune – Sarcidano/Barbagia di Seulo da diversi giorni ha iniziato un presidio all’ingresso dell’Ospedale di Isili, in seguito ai vari rumors che porterebbero ad un declassamento dell’Ospedale San Giuseppe, in funzione dal 1983. Il presidio segue la manifestazione del 24 giugno che ha portato in piazza circa mille persone, e resterà in essere fino a quando non si aprirà un tavolo delle trattative. Le preoccupazioni del Comitato si manifestano già dal 16 marzo di quest’anno quando la dirigenza della Asl 8 delibera la chiusura di due sale operatorie del San Giuseppe, per motivi di sicurezza e agibilità degli impianti. Il problema – dicono dal Comitato – in una lettera mandata direttamente al sindaco di Cagliari Massimo Zedda, è che l’Ospedale di Isili si rivolge ad un’utenza che comprende un bacino di circa 45.000 persone, in un territorio geograficamente disagiato e funestato da una viabilità critica per i paesi dell’interno. Isili dista circa 71 km da Cagliari, con un tempo di percorrenza media, in condizioni normali, che supera i 60 minuti. “La volontà politica – dicono in coro i presidianti, all’interno del Piano di riordino della Rete ospedaliera da parte della Regione, con la riforma dell’Assessore alla Sanità Arru – è quella di creare degli hub ospedalieri, che in questo territorio, così come in altri a Ghilarza o Bosa, ridurrebbero servizi erogati, che sono fondamentali”.

 

Il portavoce del Comitato Sanità Bene Comune, Luigi Pisci, racconta di una lotta che coinvolge l’intero territorio e che vorrebbe estendersi, unendosi in rete con altri comitati presenti a difesa degli Ospedali storici: “Con la chiusura del reparto di chirurgia H24, tutto ricade nel Pronto Soccorso, dove vengono trasferiti gli operatori di chirurgia, alcuni infermieri, viene depotenziato il laboratorio e la radiologia, trasferendo macchinari, e facendo sì che si materializzi, insomma, lo spoglio del presidio ospedaliero”. Tutto questo, dice Pisci, non accade però in forma del tutto lineare: “In maniera del tutto improvvisa, successivamente, senza che vi sia ad oggi da parte dell’Azienda la presenza di alcun atto scritto in tal senso, si continua lo smantellamento del reparto di chirurgia.

 

L’Azienda ha ordinato a tre dipendenti di entrare nei locali e smontare tutto: sanitari, infissi, mattonelle e quadri elettrici ben prima che fosse messa a regime la procedura di assegnazione dei bandi, quasi si volesse eliminare ogni rischio di immediata ripresa delle attività operatorie qui ad Isili, con l’eliminazione dei suoi posti letto. Solo successivamente è uscito un bando per la ristrutturazione di chirurgia, ma con la previsione di una sala, solo per la chirurgia programmata, e non più per quella di urgenza, che qui è letteralmente vitale ed operava in continuità col passato”. “Noi crediamo che questo sia molto grave, e dà l’idea di una precisa volontà politica della dismissione del servizio, non per inadempienze o mancanza di un servizio necessario, ma per una pura logica di tagli. Così intendono toglierci la dignità di cittadini”. In seguito a questa situazione alcuni pazienti in attesa di interventi vengono frettolosamente allontanati dal presidio e indirizzati verso plessi più remoti. Tra di essi anche i dializzati, costretti d’ora in avanti a raggiungere Muravera o Cagliari, con un ulteriore aggravio di costi e disagi.

A difesa e a sostegno del presidio è intervenuto anche il cappellano dell’ospedale, don Antonello Demurtas, che durante la celebrazione di una messa davanti al presidio ospedaliero dice: “quello che sta accadendo non è una fatalità, ma è una cosa che possiamo noi possiamo far in modo di evitarla”.

Il Piano di riordino della rete ospedaliera ad oggi è in discussione in Regione, ma non è ancora stato approvato dal Consiglio Regionale.

 

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