Gli operai e la Borsa

  Lettera di Friedrich Engels a August Bebel – 24 gennaio 1893   […] Sono molto curioso di vedere lo stenogramma del discorso di Singer sulla Borsa. Leggendolo sul «Vorwärts » se n’aveva un’ottima impressione. Su tale argomento vi è però un punto che tutti i nostri sono soliti trascurare: la Borsa è un istituto dove i borghesi non sfruttano gli operai, ma si sfruttano fra di loro; il plusvalore che alla Borsa cambia di mano, è plusvalore già esistente, prodotto di passato sfruttamento degli operai. Solo quando questo sfruttamento è portato a termine, il plusvalore può servire all’imbroglio […]
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Lettera di Friedrich Engels a August Bebel – 24 gennaio 1893

 

[…] Sono molto curioso di vedere lo stenogramma del discorso di Singer sulla Borsa. Leggendolo sul «Vorwärts » se n’aveva un’ottima impressione. Su tale argomento vi è però un punto che tutti i nostri sono soliti trascurare: la Borsa è un istituto dove i borghesi non sfruttano gli operai, ma si sfruttano fra di loro; il plusvalore che alla Borsa cambia di mano, è plusvalore già esistente, prodotto di passato sfruttamento degli operai. Solo quando questo sfruttamento è portato a termine, il plusvalore può servire all’imbroglio di Borsa. La Borsa ci interessa anzitutto solo indirettamente, così come anche la sua influenza, la sua ripercussione sullo sfruttamento capitalistico degli operai è un’influenza solo indiretta, che ha luogo per vie traverse. Pretendere che gli operai si interessino direttamente e che si debbano indignare per lo scorticamento cui sono sottoposti alla Borsa gli Junker, gli industriali e i piccolo borghesi, significa pretendere che gli operai debbano prendere le armi per proteggere i loro propri diretti sfruttatori nel possesso del plusvalore estorto agli stessi operai. Mille grazie.

Ma come frutto più squisito della società borghese, come focolaio dell’estrema corruzione, come serra dello scandalo di Panama[1] e di altri scandali — e quindi anche come mezzo eccellente per la concentrazione dei capitali, per la disgregazione e dissoluzione degli ultimi residui di coesione naturale nella società borghese e, contemporaneamente, per l’annientamento e il rovesciamento nel loro contrario di tutti i concetti morali usuali — come il più incomparabile elemento di distruzione, come la più potente acceleratrice dell’irrompente rivoluzione, in questo senso storico la Borsa ci interessa anche direttamente. […]

[1]  Engels allude allo scandalo di Panama, in cui furono coinvolti importanti statisti e funzionari francesi nonché la stampa. L’ingegnere e uomo d’affari Ferdinand-Marie Lesseps aveva fondato in Francia, nel 1879, una società per azioni che doveva finanziare il progettato taglio dell’istmo di Panama. Alla fine del 1888 la società crollò portandolo alla rovina un gran numero di piccoli azionisti e causando numerosi fallimenti. Nel 1892 si venne a sapere che la società, per tenere segreta la sua reale situazione finanziaria, aveva pagato ingenti somme agli ex presidenti del consiglio Charles-Louis de Freycinet, Pierre-Maurice Rouvier, Charles-Thomas Floquet e ad altri eminenti uomini politici. Tuttavia vennero condannati soltanto il presidente alla società, Lesseps, e altri personaggi di secondo piano.

Inviato da R.P.

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