I POVERI CRISTI IN ITALIA

Redazione di Operai contro, l’ISTAT comunica che nel 2014 le persone in povertà assoluta sono 4 milioni. Circa il 7% della popolazione Le famiglie in povertà assoluta erano oltre 823mila nel 2007, sono salite a quasi 1,5 mln nel 2014. Quante sono le persone in condizioni di sopravvivenza? Per l’ex boy scout attualmente gangster Matteo Renzi tutto va bene L’Istat nel 2023 ci comunicherà di quanto sono aumentati il numero dei poveri e di  coloro che sopravvivono Ora è meglio non parlare del numero dei poveri nel 2015 il padrone Matteo Renzi potrebbe incazzarsi Un lettore ANSA Le famiglie […]
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Redazione di Operai contro,

l’ISTAT comunica che nel 2014 le persone in povertà assoluta sono 4 milioni. Circa il 7% della popolazione

Le famiglie in povertà assoluta erano oltre 823mila nel 2007, sono salite a quasi 1,5 mln nel 2014.

Quante sono le persone in condizioni di sopravvivenza?

Per l’ex boy scout attualmente gangster Matteo Renzi tutto va bene

L’Istat nel 2023 ci comunicherà di quanto sono aumentati il numero dei poveri e di  coloro che sopravvivono

Ora è meglio non parlare del numero dei poveri nel 2015 il padrone Matteo Renzi potrebbe incazzarsi

Un lettore

ANSA

Le famiglie italiane in condizione di povertà assoluta sono quasi raddoppiate negli anni della crisi: +78,5%, con una incidenza sul totale passata dal 3,5% pre-recessione al 5,7% del 2014. Lo segnala un’indagine dell’ Ufficio studi della Confcommercio.

Le persone in povertà assoluta hanno superato nel 2014 i 4 milioni, con un incremento di quasi il 130% rispetto al 2007, arrivando a sfiorare il 7% della popolazione. Le famiglie assolutamente indigenti erano oltre 823mila nel 2007, sono salite a quasi 1,5 mln nel 2014.

In tema di pressione fiscale, Italia batte Germania 43,6% (del Pil) a 39,5%. Ma è un primato che non piace affatto a imprese e famiglie. Se l’Italia infatti avesse avuto la stessa pressione fiscale della Germania nel 2014, ci sarebbero stati 66 miliardi di euro in meno di prelievo fiscale, ”vale a dire 23 miliardi in meno di Irpef e altrettanti di imposte indirette, nonchè 20 miliardi in meno di carico contributivo su imprese e lavoratori”. Secono lo studio, tra 2010-2014 ci sono segnali di miglioramento, nel confronto Italia-Germania su qualità del capitale umano e carico eccessivo di tasse ”i divari restano molto ampi”.

”L’eccesso di pressione fiscale in Italia presenta una connotazione strutturale per l’incapacità di procedere a una serie revisione della spesa pubblica che riduca eccessi e sprechi” afferma l’Ufficio studi. Fino ad oggi, ”gli unici tagli hanno riguardato la spesa in conto capitale, cioè di fatto gli investimenti pubblici”. Infatti, ”tutte le componenti di spesa corrente derivanti da scelte discrezionali di policy sono in crescita tra il 2015 e il 2017, anche se con incrementi leggermente inferiori a quelli del Pil nominale”.

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