Dietro le elezioni preparativi di guerra

Caro Operai Contro, anche il governo Renzi ha inviato militari italiani ai preparativi di guerra che si stanno tenendo in Polonia, con la più grande esercitazioni militare dai tempi della Guerra Fredda. Mentre sui giornali e nei programmi televisivi domina la farsa elettorale con i suoi risultati, i padroni con i loro governi preparano la guerra. Mentre strati borghesi sono andati a votare per tutelare i loro privilegi, più qualche allocco che ancora crede alle favole, 31 mila soltati di 24 paesi di cui 19 della Nato si stanno addestrando in Polonia. Altri 5.600 soldati di 17 paesi si […]
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Caro Operai Contro,

anche il governo Renzi ha inviato militari italiani ai preparativi di guerra che si stanno tenendo in Polonia, con la più grande esercitazioni militare dai tempi della Guerra Fredda. Mentre sui giornali e nei programmi televisivi domina la farsa elettorale con i suoi risultati, i padroni con i loro governi preparano la guerra. Mentre strati borghesi sono andati a votare per tutelare i loro privilegi, più qualche allocco che ancora crede alle favole, 31 mila soltati di 24 paesi di cui 19 della Nato si stanno addestrando in Polonia. Altri 5.600 soldati di 17 paesi si stanno addestrando nel mar Baltico. Mezzi militari e armamenti delle due esercitazioni, sono riportati nell’articolo della Stampa che qui allego.

Le elezioni non fermano la guerra dei padroni. Lavorando per il nostro esercito di operai potremo fare la guerra alla guerra dei padroni.

Saluti operai da Grugliasco

 

Articolo de La Stampa

È la più grande esercitazioni militare in Europa orientale dai tempi della Guerra Fredda. Per la Russia è solo la più grande «provocazione del blocco atlantico» vista fino ad ora a ridosso dei suoi confini. E l’«esercitazione difensiva» iniziata oggi in Polonia – e che durerà dieci giorni – rischia di far saltare il già precario equilibrio tra Mosca e Washington dopo l’entrata in funzione – neanche un mese fa – a Desevelu, in Romania, della prima base del sistema anti-balistico Aegis Ashore e la posa della prima pietra dei lavori per una seconda base dello stesso tipo in Polonia.

Anakonda-16 coinvolge 31.000 soldati da 19 Paesi Nato, più 5 dai Paesi partner, con la Polonia, che coordina le operazioni con l’impiego di 12.000 uomini, sono operativi 14mila americani (e anche ucraini e georgiani), tremila mezzi, 105 aerei e 12 unità navali. Tali manovre «non contribuiscono a una atmosfera di fiducia e sicurezza» in Europa, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Il vice ministro degli esteri Aleksei Meshkov ha parlato di esercitazioni destabilizzanti, così come quelle previste in Lituania

Le esercitazioni si svolgono a un mese dal vertice della Nato di Varsavia (8 e 9 luglio) in cui si definirà il rafforzamento della presenza militare alle frontiere con la Russia

Ma ad agitare gli animi non c’è solo Anakonda: da due giorni è in corso anche nel Mar Baltico la Baltops, altra esercitazione con oltre 5600 soldati di 17 Paesi differenti, che durerà fino al 20 giugno. La Russia ovviamente non ha gradito: «Non nascondiamo il nostro disappunto – ha detto il ministro degli Esteri Lavrov – per queste esercitazioni a ridosso dei nostri confini, con la Nato che trascina con sè altri Stati». Anakonda «è chiaramente una provocazione». Il vice ministro degli esteri Aleksei Meshkov ha parlato di «esercitazioni destabilizzanti», così come quelle previste in Lituania

E ora lo scambio tra Mosca e Alleanza torna ad essere sul «chi ha iniziato prima»: «Quando parliamo di provocazioni - ha detto il comandante delle forze Usa in Europa, generale Hodges – è utile ricordare che la Russia ha ancora 7000 soldati in Abcasia senza nessuna base legale, per non parlare dell’Ucraina, e che ha enormemente rafforzato le sue difese ai confini con l’Europa».

Nonostante le premesse sia Nato che Mosca giurano di voler tenere «il dialogo aperto».

 

 

 

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