FALLUJA: DOPO LA STRAGE USA DEL 2005 LA STRAGE USA DEL 2016

Redazione di operai Contro, vi chiedo di pubblicare uno scritto di Sigfrido Ranucci relativo alla strage di civili compiuta dagli USA nel 2005 Un vostro lettore La strage nascosta DI Sigfrido Ranucci “Ho sentito io l’ordine di fare attenzione perché veniva usato il fosforo bianco su Fallujah . Nel gergo militare viene chiamato Willy Pete. Il fosforo brucia i corpi, addirittura li scioglie”. È questa la tremenda testimonianza di Jeff Englehart, veterano della guerra in Iraq. “Ho visto i corpi bruciati di donne e bambini- ha aggiunto l’ex militare statunitense-il fosforo esplode e forma una nuvola, chi si trova […]
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Redazione di operai Contro,

vi chiedo di pubblicare uno scritto di Sigfrido Ranucci relativo alla strage di civili compiuta dagli USA nel 2005

Un vostro lettore

La strage nascosta

DI Sigfrido Ranucci

“Ho sentito io l’ordine di fare attenzione perché veniva usato il fosforo bianco su Fallujah . Nel gergo militare viene chiamato Willy Pete. Il fosforo brucia i corpi, addirittura li scioglie”.

È questa la tremenda testimonianza di Jeff Englehart, veterano della guerra in Iraq. “Ho visto i corpi bruciati di donne e bambini- ha aggiunto l’ex militare statunitense-il fosforo esplode e forma una nuvola, chi si trova nel raggio di 150 metri è spacciato”.
Testimoni hanno visto “una pioggia di sostanze incendiarie di vario colore che, quando colpivano, bruciavano le persone e anche quelli che non erano colpiti avevano difficoltà a respirare”, racconta Mohamad Tareq al-Deraji, direttore del centro studi per i diritti umani di Fallujah.

Roma, 7 novembre 2005

L’esercito degli Stati Uniti ha usato il fosforo bianco durante l’attacco a Fallujah  del  novembre del 2004. L’agente chimico, contrariamente a quanto affermato dal  Dipartimento di Stato  in una nota del 9 dicembre 2004, non e’ stato usato, secondo  gli usi consentiti,   per illuminare le postazioni nemiche,  ma   e’ stato usato indiscriminatamente sui quartieri della citta’. E’ quanto emerge da un’inchiesta  di Rainews 24, realizzata da Sigfrido Ranucci, in onda domani alle 7,35,  nella quale, con testimonianze di ex militari americani,  vengono mostrati anche  documenti filmati del bombardamento al fosforo,  e quelli altamente drammatici che  ne riprendono gli effetti,  oltre che sugli  insorgenti iracheni , anche su  civili, donne e bambini di Fallujah, alcuni dei quali sorpresi nel sonno. Ascoltiamo un brano dell’intervista a un ex militare americano. 

“Ho sentito io l’ordine di fare attenzione perché veniva usato il fosforo bianco su Fallujah. Nel gergo militare viene chiamato Willy Pete. Il fosforo brucia i corpi, addirittura li scioglie fino alle ossa”. E’ questa la tremenda testimonianza che un veterano della guerra in Iraq, ha rilasciato a Sigfrido Ranucci, inviato di Rai News 24. “Ho visto i corpi bruciati di donne e bambini – ha aggiunto l’ex militare statunitense – il fosforo esplode e forma una nuvola. Chi si trova nel raggio di 150 metri è spacciato”.  L’inchiesta di Rai News 24, “Fallujah. La strage nascosta”,  presenta  oltre le testimonianze di militari statunitensi che hanno combattuto in Iraq, quelle  di abitanti di Fallujah. “Una pioggia di fuoco e’ scesa sulla citta’, la gente colpita da queste sostanze di diverso colore ha cominciato a bruciare, abbiamo trovato gente morta con strane ferite, i corpi bruciati e i vestiti intatti” ha detto Mohamad Tareq al Deraji, biologo di Fallujah.

“Avevo raccolto testimonianze sull’uso del fosforo e del Napalm da alcuni profughi di Fallujah che avrei dovuto incontrare prima di essere rapita” – ha raccontato la giornalista del Manifesto, Giuliana Sgrena, a Rai News 24 – “avrei voluto raccontare tutto questo, ma i miei rapitori non me l’hanno permesso!”.

L’inchiesta mostra documenti filmati e fotografici raccolti nella città irachena durante e dopo i bombardamenti del novembre 2004, dai quali risulta che l’esercito americano contrariamente a quanto dichiarato dal Dipartimento di Stato in una nota del 9 dicembre 2004, non ha usato l’agente chimico per illuminare le postazioni nemiche, come sarebbe lecito, ma ha gettato Fosforo Bianco in maniera indiscriminata e massiccia sui quartieri della citta’.  Nell’inchiesta,  curata da Maurizio Torrealta,  vengono trasmessi anche documenti  altamente drammatici che riprendono gli effetti  dei bombardamenti sugli insorgenti iracheni, ma anche su civili, donne e bambini di Fallujah, alcuni dei quali sorpresi nel sonno.  Il filmato mostra anche un documento dove si prova  l’uso  in Iraq di una versione del Napalm, chiamata con il nome MK77.  L’uso di queste sostanze incendiarie su civili è vietato dalle convenzioni dell’Onu del 1980. Mentre l’uso di armi chimiche è vietato da una convenzione che gli Stati Uniti hanno firmato nel 1997.

Si toglie così il velo a una battaglia che nessuno ha potuto vedere.

“Fallujah. La Strage Nascosta” verrà trasmessa da Rai News 24 martedì 8 novembre alle ore 07.35 (sul satellite Hot Bird, sul canale 506 di Sky e su Rai Tre), in replica sul satellite Hot Bird e sul canale 506 di Sky alle 05.05 pomeridiane e nei due giorni successivi.

Crimine contro l’umanità a Falluja:

PM la Prova Definitiva by PDM Thursday, Nov. 12, 2006 at 2:23 PM 

Fosforo Bianco come Arma di Distruzione di Massa

Il Fosforo Bianco è una ricetta ideale per il perfezionamento consapevole di uno sterminio indiscriminato di civili e non solo di combattenti e per la –consumazione di un crimine contro l’umanità-.

Arriva da una pubblicazione militare USA la prova definitiva che gli americani hanno davvero impiegato a Falluja bombe al fosforo in funzione offensiva. A Falluja le forze armate USA hanno consumato un crimine contro l’umanità usando, per loro stessa ammissione, le bombe al fosforo in piena città per “spazzare via gli insorti” attraverso missioni di bombardamento di artiglieria denominate “scuoti e cuoci al forno”.

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Un articolo di Field Artillery dello scorso marzo-aprile, chiarisce -al di là di ogni possibile dubbio- il fatto che si tratta di munizioni ben distinte dagli ordigni, di diversa natura e denominazione, utilizzati dagli americani a Falluja per illuminare il campo di battaglia o per oscurare i movimenti delle truppe “amiche” con la creazione di cortine fumogene. Field Artillery (Artiglieria da Campo) è un’autorevole rivista militare americana e, vanta una lunghissima tradizione, essendo stata fondata nel 1911. L’articolo rende inoltre evidente come l’impiego delle bombe al fosforo sia stato pianificato in funzione offensiva e come non possa quindi essere considerato episodico o dovuto ad un “errore” di qualche comandante isolato. Nessuna possibilità, dunque, di attribuire a capri espiatori di basso rango la responsabilità della scelta di queste armi e del loro impiego sulla martoriata città irachena e sulla sua popolazione civile.

Le smentite del Pentagono sull’uso offensivo delle bombe al fosforo a Falluja cadono così pateticamente e definitivamente nella polvere della menzogna, così come l’attacco -grave ed inusitato- portato dall’Ambasciata USA alla trasmissione di RAINews24, Servizio Pubblico di un Paese alleato, colpevole solo di aver fatto emergere alla ribalta nazionale ed internazionale un crimine confermato di fatto dagli stessi militari USA impegnati a Falluja, che hanno redatto l’articolo di Field Artillery.

Il pezzo, del quale vengono riportati di seguito alcuni passi salienti, è dedicato interamente alla Battaglia di Falluja (The Fight for Falluja – TF 2-2 IN FSE AAR: Indirect Fires in the Battle of Fallujah By Captain James T. Cobb, First Lieutenant Christopher A. LaCour and Sergeant First Class William H. Hight) ed è reperibile presso; (si noti, per inciso, che l’articolo -allegato di seguito- che smentisce le smentite del Pentagono, si trova in un dominio mil, ossia su un server militare USA, controllato quindi direttamente o indirettamente dal Pentagono stesso…). I passi-chiave si trovano a pag. 26, nel capitolo 9, “munizioni”:

I passi-chiave si trovano a pag. 26, nel capitolo 9, “munizioni”:
“9.
Munitions. The munitions we brought to this fight were 155-mm highexplosive (HE) M107 (short-range) and M795 (long-range) rounds, illumination and white phosphorous (WP, M110 and M825), with point-detonating (PD), delay, time and variable-time (VT) fuzes. For the 120-mm mortars, we had HE, illumination and WP with PD, delay and proximity fuzes. We also carried 81-mm HE with the same fuzes.”

Da questo passo si evince inequivocabilmente come sia stato pianificato l’impiego di munizioni d’artiglieria al fosforo bianco (e, dunque, non solo da elicotteri, come mostrato dal documento di RAINews24) sia per cannone che per mortaio e di come le munizioni illuminanti siano diverse e da distinguersi dalle munizioni al fosforo. L’articolo tesse poco più avanti l’elogio delle bombe al fosforo e mette la parola fine a qualsiasi menzogna tesa a smentirne l’uso cosciente a fini di sterminio:

“b. Fosforo Bianco.

Il fosforo bianco si è dimostrato una munizione efficace e versatile. L’abbiamo usata per missioni di schermatura presso due brecce e, più tardi nella battaglia, come potente arma psicologica contro gli insorti (nascosti) in trincee e buche quando non potevamo ottenere effetti su di loro usando esplosivi ad alto potenziale. Abbiamo lanciato missioni “scuoti e cuoci al forno” contro gli insorti, usando fosforo bianco per spazzarli via e esplosivo ad alto potenziale per eliminarli.”

Ecco la prova. Le menzogne assolutorie sono servite.

Ora, pur non essendo chiarissimo se le “screening mission” riguardino effettivamente un uso non direttamente offensivo (teso a creare una cortina fumogena o ad annullare comunque la visione nemica del campo di battaglia) e nulla di peggio, appare invece chiarissimo come le munizioni al fosforo siano state impiegate direttamente contro obbiettivi umani (e dal tono del testo si capisce che l’impiego è stato, dal punto di vista tattico, almeno paragonabile, per estensione ed importanza, all’impiego di munizioni convenzionali).

Il fatto che poi i redattori dell’articolo usino il termine “arma psicologica” non deve trarre in inganno riguardo ad un impiego teso esclusivamente a “spaventare” il nemico e privo di altre conseguenze dirette: in gergo militare sono dette psicologiche tutte le armi i cui effetti spaventosi e devastanti sono destinati a incutere terrore tra i nemici sopravvissuti (non certo tra quelli già polverizzati dal loro impiego, proprio per questo terrorizzante) e questo è senz’altro il caso delle bombe incendiarie al fosforo, come lo è sempre stato, anche per il loro impiego contro le città italiane, tedesche e giapponesi massacrate dagli alleati con pesanti bombardamenti durante la seconda guerra mondiale (o su quelle inglesi incendiate dall’aria dai nazisti della Luftwaffe).A chiarire definitivamente ed al di là di ogni dubbio l’uso del

Fosforo Bianco come Arma di Distruzione di Massa, viene poi la conclusione “tecnica” del paragrafo: <<abbiamo usato esplosivo ad alto potenziale per “eliminare” il nemico, fosforo bianco per”spazzarlo via” in massa, “cucinandolo al forno”>>.Il tutto contro “trincee” e “buche” scavate non in aperta campagna, ma nel centro di una città densamente popolata, con le amplissime rosate, tipiche del fuoco di artiglieria (e, soprattuto, di quello dei mortai), che tutto possono essere considerate, tranne che armi di “precisione”.

Una ricetta ideale per il perfezionamento consapevole di uno sterminio indiscriminato di civili e non solo di combattenti e per la consumazione di un crimine contro l’umanità.

Fonte: Field Artillery Artiglieria da campo rivista militare USA

Pubblicato Dalla CVomunità Volontari Ulivo Marche:                                            volontariulivomarche@libero.it   

Pubblicato da : AFP  Agence France Press

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