Super stipendi: Marchionne in prima fila. Se li è guadagnati lavorando? Facendo lavorare gli operai schiavi.

Redazione Operai Contro, Negli ultimi tempi si sente sempre di più parlare dei super stipendi o super compensi dei massimi dirigenti di grandi società o di grandi aziende, nei dibattiti dei programmi televisivi piuttosto che dai vari giornalisti borghesi della carta stampata. Alcuni giorni fa il giornalista del Corriere della Sera, Riccardo Levi, scriveva nel suo articolo la notizia che il Fondo petrolifero della Norvegia (Fondo con un patrimonio di 870 miliardi di dollari di proprietà di 5 milioni di cittadini norvegesi) aveva preso di mira gli alti guadagni degli amministratori di società. Egli poneva la questione se questi […]
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Redazione Operai Contro,

Negli ultimi tempi si sente sempre di più parlare dei super stipendi o super compensi dei massimi dirigenti di grandi società o di grandi aziende, nei dibattiti dei programmi televisivi piuttosto che dai vari giornalisti borghesi della carta stampata.

Alcuni giorni fa il giornalista del Corriere della Sera, Riccardo Levi, scriveva nel suo articolo la notizia che il Fondo petrolifero della Norvegia (Fondo con un patrimonio di 870 miliardi di dollari di proprietà di 5 milioni di cittadini norvegesi) aveva preso di mira gli alti guadagni degli amministratori di società.

Egli poneva la questione se questi esagerati compensi fossero meritati, in tempi di crisi. Sopratutto è giusto pagarli quando i super stipendi sono così ingenti pari a multipli enormi dei salari dei lavoratori?

Anche in passato spesso questo argomento ha suscitato critiche e polemiche da parte di politici in tempi di sparate nelle campagne elettorali oppure da parte di personaggi in cerca di scoop scandalistici o da parte di giornali che pubblicano classifiche di top manager in ordine dei massimi stipendi percepiti.

Comunque se ne sia parlato nelle varie sedi, i padroni fanno sempre quello che più gli conviene, nella società moderna capitalista gli stipendi così alti vengono pagati dai padroni per i manager oramai da parecchi anni tanto da essere considerata una normalità non scandalosa. Anzi si potrebbe dire che il super stipendio sia paragonabile ad un investimento finanziario diffuso da parte dei grandi padroni per incrementare i propri profitti.

In tale contesto, per gli operai fa rabbia sentire parlare di cifre così enormi sopratutto estorte con il sudore del lavoro operaio. Dare una risposta a queste domande che sembrano una presa per il culo è spontaneo rispondere che i manager percepiscono questi super stipendi certamente senza merito, perché sottomettono gli operai a lavorare come schiavi.

Sergio Marchionne super manager che viene strapagato dai padroni della Fiat con 50 milioni di euro all’anno di stipendio è un super servo che non fa altro che sfruttare e trattare gli operai che producono le auto del gruppo Fiat-Chrysler, nel peggiore dei modi possibili.

Gli operai Fiat nelle fabbriche italiane e americane lavorano e sgobbano nei reparti delle catene di montaggio a ritmi assurdi e con tempistiche terribili, costringedoli a turni massacranti notturni e festivi, con salari bassi e quotidianamente sottoposti a ricatti continui e a minacce di licenziamento.

I risultati pregressi e attuali di un alto tasso di incremento delle produzioni di auto nel gruppo Fiat è dovuto ad un alto sfruttamento della forza lavoro degli operai, ma i meriti vengono sempre riconosciuti all’amministratore delegato Marchionne il quale è ben visto da parte padronale che dall’entourage politica al servizio dei padroni.

Per le sue grandi capacità di schiavista degli operai nella moderna società capitalista, probabilmente gli verrà assegnato il premio Nobel e in seguito potrà entrare a far parte della schiera dei santi sfruttatori degli operai.

L’articolista del Corriere, giornalista borghese e servile ai padroni non evidenzia questi aspetti ma scrive solamente che “ il cambiamento arriverà con l’evolvere dell’opinione pubblica e dei valori generalmente condivisi”.

Il giornalista non si esprime nemmeno a favore delle fatiche degli operai come se gli operai stessi non fossero i diretti interessati degli introiti dei padroni.

In tempi di crisi, la guerra che si fanno i padroni per aumentare i loro profitti e i loro interessi non fa sconti o favori nemmeno ai loro servi manager quando non sono in grado di fare i profitti richiesti dal padrone.

Al contrario più il manager riesce a schiavizzare gli operai in fabbrica più sarà alto il suo super stipendio, mentre per gli operai sfruttati lo stipendio rimane sempre uguale cioè povero e insufficiente per vivere.

E. L.

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