L’Eldorado? Lo hanno visto solo la cagna nera e i bastardi che ha generato

Redazione di Operai Contro, so che avete una cattiva opinione dei giornalisti in genere. Ma vi sono nei giornali locali, giornalisti che hanno coraggio. In Basilicata abbiamo il giornale basilicata24.it che ha dei giornalisti coraggiosi. V invio un articolo Un giovane articolo di Giusi Cavallo Gli arresti di cinque dipendenti Eni e un ex sindaco lucano, nell’ambito dell’inchiesta dell’Antimafia, non possono creare giubilo, Piuttosto aumentano la rabbia di chi ha sempre gridato contro le multinazionali del petrolio che oltre vent’anni fa hanno individuato nella Basilicata l’Eldorado. Chi ha dato in pasto questa terra alla cagna affamata, forse per ignoranza, forse […]
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Redazione di Operai Contro,

so che avete una cattiva opinione dei giornalisti in genere. Ma vi sono nei giornali locali, giornalisti che hanno coraggio. In Basilicata abbiamo il giornale basilicata24.it che ha dei giornalisti coraggiosi.

V invio un articolo

Un giovane

articolo di Giusi Cavallo

Gli arresti di cinque dipendenti Eni e un ex sindaco lucano, nell’ambito dell’inchiesta dell’Antimafia, non possono creare giubilo, Piuttosto aumentano la rabbia di chi ha sempre gridato contro le multinazionali del petrolio che oltre vent’anni fa hanno individuato nella Basilicata l’Eldorado. Chi ha dato in pasto questa terra alla cagna affamata, forse per ignoranza, forse per calcolo, non ha messo in conto che la cagna avrebbe poi vomitato tutto il suo veleno sui lucani. “Gente tranquilla, ignorante al punto giusto…” gente che avrebbe alzato la voce per difendere i suoi orti e il suo bestiame. Cosa vuoi che conti un orto o una vacca podolica sullo scacchiere energetico nazionale? La speranza di un lavoro, di una vita migliore spazza via dubbi e paure. E in tanti si sono messi in fila davanti alla stanza della sindaca di Corleto che spaventa anche la multinazionale del petrolio che “è venuta a lavorare sul suo territorio”. E allora nulla deve essere lasciato al caso. Anche le case da affittare a chi viene a lavorare al nuovo Centro Oli di Tempa Rossa vanno gestite da “gente del posto”. L’Eldorado era ed è lontano. Lo hanno visto solo la cagna nera e i tanti bastardi che ha generato su questa terra. Se quanto emerso dalle indagini dell’Antimafia venisse confermato allora la Basilicata dovrà vestirsi a lutto. E non è di consolazione l’operazione di oggi per chi a quella mammella avvelenata non ha mai voluto allattarsi. Nessun giubilo per i risultati di un’indagine che man mano va scoperchiando un disastro senza precedenti. Non ci sono vincitori. E mai come adesso non servono i “l’avevo detto io”. Perché vorremmo non averlo mai detto, vorremmo esserci sbagliati. Perché il quadro che emerge è desolante. Da una parte una politica che deve sistemare “i suoi”, dall’altra imprenditori che si lasciano tirare per il collo pur di accaparrarsi la fetta migliore di appalti. In mezzo “poveri cristi” che hanno bisogno di lavorare, “disposti a fare qualsiasi lavoro”. Che si mettono in fila davanti alla stanza della sindaca. Una donna che, secondo quanto emerge dalle indagini dell’Antimafia, ha agito da capobastone in una guerra tra bande. Da una parte quelli che stanno con il vecchio governatore lucano che a Roma, da sottosegretario del governo Renzi, è “sempre il nostro capo”. Dall’altra il nuovo governatore che “vuole piazzare le sue bandierine sul territorio”. Nel mezzo un branco di “bocche arrabbiate” che cercano di annusare il padrone più forte. Perché stare dalla parte giusta significa “non rimanere digiuni”. E poco importa se si agisce “sul limite della legalità”. Vale la pena correre il rischio. Due filoni di indagine: Eni che avrebbe inquinato per risparmiare, un sistema di malaffare che avrebbe fatto di tutto pur di arricchirsi. I soldi, per certi personaggi, si sa non puzzano mai. Sicurezza e salute dei cittadini? “Che ce ne fotte”. “I figli nostri” li mettiamo al sicuro a Roma, nei posti che contano. Quelli degli altri li mandiamo al macello.

Dom, 03/04/2016 – 11:48

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